Dall’Albero di Falcone a Pantelleria: la memoria diventa futuro

Dall’Albero di Falcone a Pantelleria: la memoria diventa futuro

29/05/2026 0 Di Lucia Boldi

Dall’Albero di Falcone a Pantelleria: la memoria diventa futuro. A Pantelleria la memoria mette radici

di Lucia Boldi

Nel­le gior­na­te del 28 e 29 mag­gio gli stu­den­ti dell’Istituto Omni­com­pren­si­vo Isti­tu­to di Istru­zio­ne Supe­rio­re V. Alman­za – A. D’Ajetti saran­no pro­ta­go­ni­sti del pro­get­to “CAPACI… di ricor­da­re. La lega­li­tà met­te radi­ci”, ini­zia­ti­va che uni­sce edu­ca­zio­ne civi­ca, tute­la ambien­ta­le e memo­ria col­let­ti­va attra­ver­so la mes­sa a dimo­ra del­le talee dell’Albero di Gio­van­ni Fal­co­ne nei giar­di­ni sco­la­sti­ci dell’isola.

L’iniziativa nasce dal­la col­la­bo­ra­zio­ne tra la scuo­la, il Repar­to Cara­bi­nie­ri Bio­di­ver­si­tà e il Comu­ne di Pan­tel­le­ria e coin­vol­ge­rà diver­si ples­si sco­la­sti­ci: San­ta Chia­ra, Via San Nico­la, Col­lo­di-Sali­bi e Tracino.

La for­za dell’iniziativa sta soprat­tut­to nell’idea che la sostiene.
Un’idea sem­pli­ce e insie­me potentissima.
Per­ché improv­vi­sa­men­te la lega­li­tà smet­te di esse­re una paro­la pro­nun­cia­ta duran­te una com­me­mo­ra­zio­ne o una lezio­ne sco­la­sti­ca e diven­ta qual­co­sa di vivo. Diven­ta ter­ra da sca­va­re, acqua da por­ta­re, foglie che cam­bia­no colo­re, rami che cre­sco­no insie­me ai ragaz­zi che li guar­da­no ogni gior­no entran­do in classe.

È qui la vera intui­zio­ne del progetto.
Un ragaz­zo può dimen­ti­ca­re un discor­so ascol­ta­to a tre­di­ci anni.
Può dimen­ti­ca­re una data, una ceri­mo­nia, per­fi­no una lezione.
Ma dif­fi­cil­men­te dimen­ti­che­rà un albe­ro pian­ta­to nel cor­ti­le del­la pro­pria scuo­la sapen­do che quel ramo arri­va pro­prio da lì, dall’albero che per miglia­ia di per­so­ne è diven­ta­to il sim­bo­lo del­la lot­ta alla mafia.

Ogni talea, infat­ti, con­ser­va lo stes­so patri­mo­nio gene­ti­co del­la pian­ta ori­gi­na­le. Non una sem­pli­ce copia sim­bo­li­ca, ma una con­ti­nui­tà bio­lo­gi­ca rea­le. Come se l’idea stes­sa di giu­sti­zia potes­se pro­pa­gar­si da un luo­go all’altro sen­za per­de­re forza.
Ed è for­se que­sto l’aspetto più bel­lo: la memo­ria non vie­ne affi­da­ta sol­tan­to alle paro­le o agli anni­ver­sa­ri, ma a qual­co­sa che cre­sce len­ta­men­te e che ha biso­gno di cura quotidiana.
Per­ché anche la lega­li­tà, pro­prio come un albe­ro, può appas­si­re se nes­su­no se ne pren­de cura.

Duran­te le ceri­mo­nie ver­rà spie­ga­to ai ragaz­zi il signi­fi­ca­to del pro­get­to “Un albe­ro per il futu­ro”, che pun­ta a crea­re una rete di albe­ri del­la lega­li­tà in tut­ta Ita­lia. Ogni pian­ta sarà geo­lo­ca­liz­za­ta e moni­to­ra­ta nel tem­po, tra­sfor­man­do ogni scuo­la in un pic­co­lo pre­si­dio di memo­ria viva.

E allo­ra il mes­sag­gio cam­bia profondamente.
La lot­ta alla mafia non pas­sa sol­tan­to attra­ver­so il ricor­do del dolo­re e del­le stra­gi, ma anche attra­ver­so un gesto di crescita.
Non solo memo­ria del passato.
Ma respon­sa­bi­li­tà ver­so il futuro.
A Pan­tel­le­ria, dun­que, la lega­li­tà avrà radi­ci, foglie, ombra e futuro.