Hotspot di Pantelleria, cancellato il divieto di usare i cellulari

Hotspot di Pantelleria, cancellato il divieto di usare i cellulari

22/05/2026 0 Di Francesca Marrucci

Hotspot di Pantelleria, cancellato il divieto di usare i cellulari: accolta l’azione inibitoria collettiva delle associazioni

Storico accordo al Tribunale di Palermo: l’ente gestore elimina la restrizione dal regolamento interno. Garantito il diritto fondamentale alla comunicazione e alla difesa legale dei cittadini stranieri

di Fran­ce­sca Marrucci

Svol­ta cru­cia­le per i dirit­ti fon­da­men­ta­li del­le per­so­ne trat­te­nu­te all’in­ter­no del cen­tro di pri­mo soc­cor­so e acco­glien­za (hotspot) di Pan­tel­le­ria. Si è con­clu­sa con esi­to posi­ti­vo l’a­zio­ne ini­bi­to­ria col­let­ti­va pro­mos­sa da ASGI (Asso­cia­zio­ne per gli Stu­di Giu­ri­di­ci sul­l’Im­mi­gra­zio­ne), dal­l’as­so­cia­zio­ne Spa­zi Cir­co­la­ri e da nume­ro­si ricor­ren­ti indi­vi­dua­li nei con­fron­ti del­la Socie­tà Coo­pe­ra­ti­va Socia­le Sani­ta­ria Del­fi­no, l’en­te pri­va­to che gesti­sce la strut­tu­ra dell’isola.

Al cen­tro del con­ten­zio­so lega­le vi era la tute­la del dirit­to alla liber­tà e alla riser­va­tez­za del­le comu­ni­ca­zio­ni dei cit­ta­di­ni stra­nie­ri ospi­ta­ti nel cen­tro, i qua­li si tro­va­va­no di fat­to in una con­di­zio­ne di iso­la­men­to. Il pro­ce­di­men­to giu­ri­di­co ha tro­va­to una riso­lu­zio­ne defi­ni­ti­va attra­ver­so una con­ci­lia­zio­ne tra le par­ti, che han­no for­mal­men­te accet­ta­to la pro­po­sta for­mu­la­ta dal Tri­bu­na­le di Paler­mo duran­te l’u­dien­za svol­ta­si il 12 feb­bra­io 2026.

L’ac­cor­do rag­giun­to ha sta­bi­li­to l’im­me­dia­ta can­cel­la­zio­ne dal rego­la­men­to inter­no del­l’­ho­tspot del divie­to gene­ra­liz­za­to che impe­di­va ai migran­ti di uti­liz­za­re i pro­pri tele­fo­ni cel­lu­la­ri per­so­na­li all’in­ter­no del­la struttura.

Le origini del ricorso e lo strumento dell’azione inibitoria

L’i­ni­zia­ti­va lega­le è sca­tu­ri­ta dal­l’ap­pro­fon­di­ta atti­vi­tà di moni­to­rag­gio sul cam­po svol­ta negli ulti­mi anni dal pro­get­to “InLi­mi­ne” di ASGI pres­so l’ho­tspot di Pan­tel­le­ria. Que­sto osser­va­to­rio ha per­mes­so di riscon­tra­re e docu­men­ta­re gra­vi e siste­ma­ti­che vio­la­zio­ni del­la liber­tà di comu­ni­ca­zio­ne a dan­no del­le per­so­ne stra­nie­re ristret­te nel centro.

Per con­tra­sta­re tale pra­ti­ca, le asso­cia­zio­ni han­no scel­to di atti­va­re l’a­zio­ne ini­bi­to­ria col­let­ti­va pre­vi­sta dal­l’ar­ti­co­lo 840 sexie­sde­cies del Codi­ce di pro­ce­du­ra civi­le. Si trat­ta di uno stru­men­to giu­ri­di­co spe­ci­fi­co che per­met­te a sin­go­li cit­ta­di­ni o a enti col­let­ti­vi di agi­re in giu­di­zio con­tro impre­se o sog­get­ti gesto­ri di pub­bli­ci ser­vi­zi. A dif­fe­ren­za del­la tra­di­zio­na­le azio­ne di clas­se (class action), che pun­ta a otte­ne­re un risar­ci­men­to eco­no­mi­co per i dan­ni subi­ti, l’a­zio­ne ini­bi­to­ria per­se­gue l’o­biet­ti­vo pri­ma­rio di ordi­na­re l’im­me­dia­ta ces­sa­zio­ne di una con­dot­ta lesi­va e il divie­to di una sua futu­ra reiterazione.

Le richieste e l’impatto sul diritto di difesa

Il ricor­so non si limi­ta­va a richie­de­re l’an­nul­la­men­to del­la restri­zio­ne sui dispo­si­ti­vi per­so­na­li, ma esi­ge­va l’a­do­zio­ne di una serie di misu­re con­cre­te per eli­mi­na­re gli effet­ti dan­no­si del­l’i­so­la­men­to. Tra le richie­ste prin­ci­pa­li avan­za­te figuravano:

  • La con­se­gna di sche­de tele­fo­ni­che e la for­ni­tu­ra di un cel­lu­la­re a ogni per­so­na ospitata.

  • L’in­stal­la­zio­ne di cabi­ne tele­fo­ni­che col­lo­ca­te in appo­si­ti spa­zi riservati.

  • La pre­di­spo­si­zio­ne di una con­nes­sio­ne inter­net libe­ra­men­te acces­si­bi­le agli uten­ti del centro.

  • L’at­ti­va­zio­ne di spe­ci­fi­ci pro­to­col­li ope­ra­ti­vi per con­sen­ti­re ad avvo­ca­ti e fami­lia­ri di con­tat­ta­re diret­ta­men­te le per­so­ne trat­te­nu­te tra­mi­te un reca­pi­to tele­fo­ni­co dedicato.

L’e­si­to di que­sta con­ci­lia­zio­ne segna un pre­ce­den­te di gran­de rilie­vo nel pano­ra­ma del siste­ma di acco­glien­za e fron­tie­ra ita­lia­no, poi­ché san­ci­sce l’il­le­git­ti­mi­tà di qual­sia­si divie­to asso­lu­to sui tele­fo­ni per­so­na­li e rico­no­sce la dispo­ni­bi­li­tà del­lo smart­pho­ne come uno stru­men­to indi­spen­sa­bi­le per l’e­ser­ci­zio dei dirit­ti civili.

La novi­tà avrà risvol­ti pra­ti­ci imme­dia­ti soprat­tut­to sul dirit­to di dife­sa dei cit­ta­di­ni stra­nie­ri appe­na sbar­ca­ti. Poten­do comu­ni­ca­re libe­ra­men­te con l’e­ster­no, i migran­ti usci­ran­no dal­l’i­so­la­men­to e avran­no la pos­si­bi­li­tà di acce­de­re al sup­por­to lega­le in una fase estre­ma­men­te deli­ca­ta come quel­la del foto­se­gna­la­men­to, momen­to in cui si deter­mi­na­no le pri­me cru­cia­li pro­ce­du­re per lo sta­tus giu­ri­di­co sul ter­ri­to­rio nazionale.