Pantelleria e il progetto NOVA: Leonardo Ferreri coordina l’ascolto per il programma nazionale a Trapani…
NOVA 2026: a Trapani Leonardo Ferreri porta la voce di Pantelleria
18/05/2026NOVA 2026: a Trapani cento voci per un programma progressista, processo partecipativo per costruire dal basso il futuro del Paese
Leonardo Ferreri ha portato Pantelleria sul Tavolo delle Isole Minori
Si è svolto il 16 maggio presso il Phi Hotel La Tonnara di Bonagia la prima grande iniziativa pubblica di NOVA, il laboratorio programmatico promosso dal Movimento 5 Stelle per costruire, dal basso e con metodo partecipativo, una proposta credibile per la coalizione progressista.
L’evento ha registrato una partecipazione significativa: più di cento persone, tra iscritti al M5S e numerosi cittadini non tesserati, attratti dalla volontà di contribuire concretamente alla stesura di un programma di governo alternativo. Un segnale chiaro: la domanda di politica seria e inclusiva esiste, e NOVA intende risponderle. Per Pantelleria è stato presente Leonardo Ferreri.
I lavori si sono articolati in quattordici tavoli tematici, organizzati in due sessioni parallele, su: Istruzione e Formazione; Fisco ed Economia; Giovani ed Europa; Giustizia, Lavoro e Previdenza; Sicurezza e Città; Sanità e Diritto alla Salute; Cultura e Spettacolo; Agricoltura e Risorse Idriche; Robotica e Intelligenza Artificiale; Costo della vita; Trasporti e Infrastrutture; Ambiente; Difesa; Isole Minori e Territori Fragili.
Tra i tavoli, quello sui territori fragili ha prodotto una proposta organica e ambiziosa. Il punto di partenza è la modifica dell’Articolo 119 della Costituzione, che impegna lo Stato a rimuovere gli svantaggi strutturali delle isole. Il tavolo propone di estendere la tutela anche alle aree montane sotto i diecimila abitanti: oltre sette milioni di cittadini che oggi pagano un doppio prezzo di marginalità geografica.
La frammentazione burocratica blocca i fondi di coesione 2021–2027, con una spesa effettiva inferiore al 7% e oltre 110 miliardi inutilizzati. Il problema non è finanziario: è organizzativo.
La risposta potrebbe essere un’unica Agenzia Nazionale per la Coesione dei Territori Fragili, stazione appaltante unica con poteri straordinari, clausola di supremazia per garantire parità di diritti su sanità e trasporti, Zone Franche Integrate e un Fondo Strutturale per servizi essenziali certi. Il tutto a costo zero, finanziato con il recupero dei residui non spesi dei fondi europei e nazionali.
TAVOLO ISOLE MINORI: COSA NE È EMERSO?
Il tavolo di lavoro della prima sessione del Gruppo 7, focalizzato su “Isole minori e territori fragili” e coordinato da Leonardo Ferreri, muove i suoi passi da un preciso presupposto costituzionale: la modifica dell’Articolo 119 introdotta nel 2022, che vincola lo Stato a rimuovere gli svantaggi strutturali legati all’insularità. La proposta emersa dal dibattito mira a estendere questa protezione anche alle aree montane con meno di diecimila abitanti, arrivando così a tutelare una platea complessiva di oltre sette milioni di cittadini.
La diagnosi tracciata dal gruppo è netta e non lascia spazio a interpretazioni: l’attuale modello di gestione ha fallito. A causa di una fitta frammentazione tra enti e di una burocrazia asfissiante, la spesa dei fondi di coesione per il ciclo 2021–2027 risulta quasi paralizzata. I dati parlano chiaro, evidenziando una spesa effettiva inferiore al sette per cento, con oltre centodieci miliardi di euro che giacciono inutilizzati. Non si tratta di una carenza di risorse economiche, bensì di una marcata incapacità amministrativa e organizzativa.
Per superare questa situazione di stallo e archiviare il vecchio disegno di legge sulle isole minori, la risposta programmatica si concretizza nel “Decreto Territori Fragili”, un testo pensato per unificare isole e zone montane sotto un unico quadro normativo. Il pilastro della nuova architettura istituzionale è l’Agenzia Nazionale per la Coesione dei Territori Fragili, concepita come una cabina di regia unica in grado di accentrare poteri e risorse oggi dispersi tra tre diversi ministeri. Per garantire l’efficacia dell’intervento, la struttura verrebbe dotata di una stazione appaltante unica con poteri straordinari per lo sblocco delle opere pubbliche, affiancata da una clausola di supremazia per superare i veti e i confini regionali imposti dal Titolo V, assicurando così pari diritti nell’accesso alla salute e ai trasporti.
Sul piano operativo, il decreto introduce strumenti strategici per contrastare lo spopolamento e neutralizzare i costi fissi legati all’isolamento geografico. Tra questi figurano un Documento Unico di Programmazione, l’istituzione di Zone Franche Integrate e la creazione di un Fondo Strutturale mirato a garantire servizi essenziali certi, dall’approvvigionamento energetico alla scuola, fino alla diffusione della telemedicina.
Infine, la riforma si presenta a costo zero per l’erario. La sostenibilità finanziaria dell’operazione è infatti garantita dal recupero dei residui non spesi dei fondi europei e nazionali, quali FSC, FESR e FSE+, seguendo il solco della riprogrammazione già avviata a marzo 2026.
L’obiettivo ultimo è sostituire il caos dell’individualismo gestionale con l’efficienza di un’unica agenzia tecnica, attraverso la quale lo Stato possa finalmente garantire diritti solidi e strutturali a tutti i territori fragili del Paese.

Punto a Capo Onlus è l’editrice di PUNTO A CAPO ONLINE, PUNTO A CAPO SPORT e PANTELLERIA NOTIZIE. La Redazione è nella sede operativa, a Marino (Roma). La Redazione Pantesca si ritrova periodicamente a Pantelleria. La Redazione è aperta anche se non sempre ‘fisicamente’. Infatti, essendo i collaboratori tutti volontari, lavorano quasi sempre da casa.
Il giornale è un progetto condiviso ed un patrimonio comune completamente non profit, senza alcuno scopo di lucro, tenuto da volontari e chiunque può partecipare. I cittadini che vogliono scriverci possono farlo all’indirizzo email info@pantellerianotizie.it o tramite Whatsapp al numero 333 3876 830 Le lettere devono essere accompagnate sempre da foto.




