The Guardian incorona Pantelleria tra le spiagge più belle d’Italia

The Guardian incorona Pantelleria tra le spiagge più belle d’Italia

28/04/2026 0 Di Francesca Marrucci

PANTELLERIA REGINA DEL MEDITERRANEO: THE GUARDIAN INCORONA LA PERLA NERA TRA LE SPIAGGE PIÙ BELLE D’ITALIA

Il prestigioso quotidiano britannico inserisce l’isola siciliana nella selezione delle sei migliori destinazioni balneari naturali e gratuite del Paese per il 2026, celebrando il fascino selvaggio delle sue coste vulcaniche

di Fran­ce­sca Marrucci

L’isola di Pan­tel­le­ria si con­fer­ma una del­le mete d’eccellenza del turi­smo inter­na­zio­na­le. Il 27 apri­le 2026, la testa­ta bri­tan­ni­ca The Guar­dian ha pub­bli­ca­to una clas­si­fi­ca aggior­na­ta del­le sei spiag­ge libe­re e natu­ra­li più bel­le d’I­ta­lia, riser­van­do un posto d’o­no­re alla “Per­la Nera” del Medi­ter­ra­neo. La sele­zio­ne, cura­ta dal­la gior­na­li­sta Katie McK­noul­ty, pre­mia le loca­li­tà che offro­no un’esperienza auten­ti­ca, lon­ta­no dagli sta­bi­li­men­ti bal­nea­ri attrez­za­ti e dal turi­smo di mas­sa, met­ten­do in luce l’u­ni­ci­tà geo­lo­gi­ca e pae­sag­gi­sti­ca del­l’i­so­la pantesca.

Pantelleria Foto di Tommaso Brignone

Pan­tel­le­ria Foto di Tom­ma­so Brignone

Un paradiso vulcanico tra Europa e Africa

Pan­tel­le­ria, situa­ta nel Cana­le di Sici­lia a cir­ca 110 chi­lo­me­tri dal­le coste sici­lia­ne e soli 70 chi­lo­me­tri dal­la Tuni­sia, vie­ne cele­bra­ta per la sua natu­ra indo­mi­ta. A dif­fe­ren­za del­le clas­si­che mete bal­nea­ri ita­lia­ne carat­te­riz­za­te da diste­se di sab­bia dora­ta, l’i­so­la offre un pae­sag­gio scol­pi­to dal fuo­co e dal ven­to. La testa­ta bri­tan­ni­ca sot­to­li­nea come l’as­sen­za di spiag­ge sab­bio­se non sia un limi­te, ben­sì il trat­to distin­ti­vo che per­met­te un’im­mer­sio­ne tota­le negli ele­men­ti naturali.

Tra i siti di mag­gio­re rilie­vo spic­ca l’Arco dell’Elefante, ico­na indi­scu­ti­bi­le dell’isola dove una impo­nen­te for­ma­zio­ne roc­cio­sa in pie­tra lavi­ca ricor­da la pro­bo­sci­de di un pachi­der­ma che si abbe­ve­ra nel­le acque tur­che­si. Altret­tan­to cele­bre è il Lago di Vene­re, un baci­no lacu­stre di ori­gi­ne vul­ca­ni­ca situa­to a nord e famo­so per le sue sor­gen­ti ter­ma­li che offro­no fan­ghi natu­ra­li e acque ric­che di mine­ra­li come zol­fo e potas­sio. Infi­ne, il Laghet­to del­le Ondi­ne si pre­sen­ta come una pisci­na natu­ra­le sca­va­ta nel­la roc­cia dove il mare, infran­gen­do­si sul­le pare­ti lavi­che, crea un idro­mas­sag­gio natu­ra­le costan­te­men­te rigenerato.

I protagonisti: un territorio da preservare

Il rico­no­sci­men­to del The Guar­dian non pre­mia solo l’estetica dei luo­ghi, ma anche la gestio­ne di un ter­ri­to­rio che ha sapu­to man­te­ne­re intat­ta la pro­pria iden­ti­tà. Pro­ta­go­ni­sta di que­sto sce­na­rio è l’in­te­ra comu­ni­tà di Pan­tel­le­ria, sup­por­ta­ta dal­l’En­te Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria, impe­gna­to nel­la tute­la del­la bio­di­ver­si­tà e del pae­sag­gio agra­rio, già noto a livel­lo glo­ba­le per la vite ad albe­rel­lo, patri­mo­nio UNESCO. L’ar­ti­co­lo met­te in luce come que­ste loca­li­tà sia­no acces­si­bi­li gra­tui­ta­men­te, rap­pre­sen­tan­do un model­lo di turi­smo soste­ni­bi­le che valo­riz­za il patri­mo­nio pub­bli­co rispet­to alle con­ces­sio­ni private.

Dati e contesto socio-economico

L’in­se­ri­men­to in clas­si­fi­che di tale pre­sti­gio ha un impat­to diret­to sul flus­so turi­sti­co. Secon­do i dati demo­gra­fi­ci e sta­ti­sti­ci regio­na­li, la Sici­lia ha regi­stra­to negli ulti­mi anni un incre­men­to costan­te del turi­smo inter­na­zio­na­le, con una cre­sci­ta spe­ci­fi­ca per le iso­le mino­ri che offro­no espe­rien­ze di “slow tou­ri­sm”. Pan­tel­le­ria, con una popo­la­zio­ne resi­den­te di cir­ca 7.300 abi­tan­ti, vede tri­pli­ca­re le pre­sen­ze nei mesi esti­vi. Tut­ta­via, la con­for­ma­zio­ne del ter­ri­to­rio impe­di­sce il sovraf­fol­la­men­to tipi­co di altre loca­li­tà, pre­ser­van­do l’e­sclu­si­vi­tà del­l’e­spe­rien­za natu­ra­le e la soste­ni­bi­li­tà del­l’e­co­si­ste­ma locale.

Foto di Tom­ma­so Brignone