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Archeologia Militare, cala il sipario sul ciclo “Passeggiate di Primavera”
21/04/2026Archeologia Militare, cala il sipario sul ciclo “Passeggiate di Primavera” con l’ascesa al Gelkamar
Il progetto dedicato alla riscoperta delle testimonianze belliche sul territorio si è concluso con un’escursione sul vulcano Gelkamar, registrando un’affluenza record di appassionati e studiosi della storia locale
di Francesca Marrucci
Nella giornata di domenica, 19 aprile 2026, si è svolta l’ultima tappa del ciclo “Passeggiate di Primavera”, un’iniziativa incentrata sull’archeologia militare che ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di escursionisti. L’uscita ha avuto come meta principale il vulcano del Gelkamar, sito di rilevante interesse sia geologico che storico, situato in un’area strategica per la comprensione dei conflitti passati e delle fortificazioni difensive.
L’obiettivo della giornata è stato quello di coniugare l’attività motoria all’aperto con la divulgazione scientifica, permettendo ai partecipanti di osservare direttamente i resti strutturali e le modifiche antropiche apportate alle rocce vulcaniche per scopi bellici.
Le testimonianze storiche del Gelkamar
Il Gelkamar non rappresenta solo un’emergenza naturale, ma un vero e proprio archivio a cielo aperto. Durante l’ascesa, i visitatori hanno potuto ammirare prospettive panoramiche che, in passato, garantivano un controllo visivo cruciale sulle valli sottostanti. Le rocce del vulcano conservano tracce indelebili della storia: dalle postazioni di vedetta ai camminamenti scavati nel basalto, fino ai resti delle infrastrutture logistiche situate nelle contrade limitrofe.
Le contrade vicine al cono vulcanico sono state oggetto di un’analisi dettagliata da parte delle guide, che hanno illustrato come la conformazione del terreno abbia influenzato le strategie militari e l’insediamento delle truppe nel corso dei decenni.
Secondo i dati raccolti dagli organizzatori, l’edizione di quest’anno ha registrato un incremento di partecipanti del 15% rispetto alla stagione precedente, con una significativa presenza di giovani sotto i 30 anni, segno di un rinnovato interesse generazionale per la storia del territorio.
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Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.



























