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Pantelleria, femminicidio Annalisa: confermato ergastolo per Onofrio Bronzolino
18/04/2026Femminicidio Annalisa, Pantelleria: confermato ergastolo per Onofrio Bronzolino
La Corte di Assise di Appello di Palermo ha ribadito la massima pena per l’omicidio di Anna Elisa Fontana, pur escludendo l’aggravante della premeditazione e l’isolamento diurno.
di Francesca Marrucci
Nella giornata di mercoledì 15 aprile 2026, la Prima Sezione della Corte di Assise di Appello di Palermo, presieduta dal giudice Sergio Gulotta, ha confermato la condanna all’ergastolo per Onofrio “Ninni” Bronzolino, responsabile dell’omicidio della compagna Anna Elisa Fontana.
La sentenza ha parzialmente riformato il giudizio di primo grado: i giudici hanno escluso l’aggravante della premeditazione e revocato l’isolamento diurno di sei mesi precedentemente inflitto. Nonostante l’istanza della difesa, non sono state concesse le attenuanti generiche, mantenendo così invariata la sostanza della pena detentiva. Bronzolino è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese processuali in favore delle parti civili costituite.
La ricostruzione dei fatti: il dramma di Pantelleria
L’evento delittuoso risale al settembre 2023, nell’isola di Pantelleria. Secondo quanto accertato dalle indagini, Onofrio Bronzolino aggredì la convivente Anna Elisa Fontana all’interno della loro abitazione, cospargendola di benzina e appiccando il fuoco. La donna, 48 anni, fu trasportata d’urgenza in ospedale con ustioni gravissime sul 90% del corpo; dopo tre giorni di agonia, è deceduta a causa delle lesioni riportate.
In primo grado, il 16 giugno 2025, la Corte d’Assise di Trapani aveva inflitto l’ergastolo seguendo l’impianto accusatorio della Procura di Marsala, che descriveva un contesto domestico deteriorato, segnato da una gelosia ossessiva e da ripetuti maltrattamenti pregressi subiti dalla vittima.
Ancora troppi i casi di femminicidio
Il caso di Anna Elisa Fontana si inserisce in un quadro nazionale critico relativo alla violenza di genere. Secondo i dati del Ministero dell’Interno relativi agli ultimi rapporti annuali, i femminicidi commessi in ambito affettivo o familiare rappresentano oltre il 50% degli omicidi volontari totali in Italia. In particolare, l’uso di acceleranti del fuoco è classificato come una modalità di aggressione a elevata crudeltà, volta non solo a uccidere ma a infliggere sofferenze estreme e deturpazione permanente.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
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