I lettori scrivono, Salvatore Puccio: serve altro per il turismo a Pantelleria!

I lettori scrivono, Salvatore Puccio: serve altro per il turismo a Pantelleria!

07/04/2026 1 Di Redazione

Carissimo/a edi­to­re,

la mia vuo­le esse­re una let­te­ra aper­ta e non di cri­ti­ca par­ten­do dal­la real­tà attua­le dei can­tie­ri in cor­so d’o­pe­ra che han­no tra­sfor­ma­to le stra­de in cola­bro­do in atte­sa del com­ple­ta­men­to e ripri­sti­no dei luo­ghi migliorati. 

C’è un mot­to nel turi­smo che è leg­ge e che va tenu­to in alta con­si­de­ra­zio­ne e cioè: “un turi­sta con­ten­to può fare veni­re 15 poten­zia­li turi­sti, ma un turi­sta che va via scon­ten­to, ne può fare per­de­re 30″ e que­sto col solo “pas­sa parola”.

Quin­di, pri­ma di chie­de­re col­le­ga­men­ti a “Go Go”, biso­gna ana­liz­za­re la poten­zia­li­tà del­l’i­so­la, la man­can­za di manu­ten­zio­ne e la chiu­su­ra dei siti archeo­lo­gi­ci, le varie richie­ste di frui­zio­ne del mare e dei sen­tie­ri oltre ad indi­vi­dua­re i poten­zia­li clien­ti del­la bas­sa sta­gio­ne che sem­bra sia­no gli abi­tan­ti del nord Euro­pa e cioè Nor­ve­ge­si, Sve­de­si, Fin­lan­de­si, islan­de­si, Dane­si, Irlan­de­si che Non ver­reb­be­ro MAI in alta stagione.

Fa pen­sa­re che si stan­no per dare euro 80.000 in que­sta sta­gio­ne all’I­TA per un volo set­ti­ma­na­le da Mila­no ed uno da Roma quan­do già venticinque/trenta anni fa le tre P (Pon­zio, Per­ro­ne, Puc­cio) face­va­no 5 voli char­ter set­ti­ma­na­li da Mila­no, Vene­zia, Bolo­gna, Vero­na Roma e nel­lo stes­so perio­do l ‘Ali­ta­lia face­va 4 voli set­ti­ma­na­li due da Roma e due da Mila­no in con­cor­ren­za ed a prez­zi acces­si­bi­li per tut­ti e non ave­va­mo con­tri­bu­ti pub­bli­ci ben­sì vari ten­ta­ti­vi di met­ter­ci il clas­si­co “Basto­ne fra le ruote”. 

Con­clu­den­do, ana­liz­za­re bene le richie­ste tenen­do con­to che le socie­tà aeree e di navi­ga­zio­ne non ci col­le­ga­no per bene­fi­cien­za e deb­bo­no gua­da­gnar­ci, diver­sa­men­te alla pri­ma occa­sio­ne, ci abbandoneranno.

Biso­gna crea­re l’ar­ti­gia­na­to. Fare con­ti­nui cor­si su come acco­glie­re e che cosa offri­re ad una clien­te­la che da un’i­so­la come pan­tel­le­ria si aspet­ta un cibo e pro­dot­ti loca­li e vive­re una vita buco­li­ca dove il dam­mu­so, i sen­tie­ri, la mon­ta­gna ed il mare sia­no cura­ti e frui­bi­li e non ulti­mo che ci sia una clas­si­fi­ca uffi­cia­le dei dam­mu­si che può anda­re dal mode­sto ad una stel­la (dam­mu­so) e via via per fini­re al top con 5 dam­mu­si e cioè come un 5 stel­le alberghiero.

Sia i pro­dot­ti che i dam­mu­si, che i risto­ran­ti e quan­t’al­tro, potreb­be­ro richie­de­re un mar­chio di qua­li­tà al Comu­ne, al Par­co fre­gian­do­se­ne ed i clien­ti esse­re garan­ti­ti sul pro­dot­to e qua­li­tà da que­sti due enti.

Buon lavo­ro a chi vuo­le riu­sci­re a risol­ve­re i veri pro­ble­mi che asfis­sia­no l’isola.

Sal­va­to­re Puccio


Foto di Tom­ma­so Brignone