Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi per il progetto SMW3

Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi per il progetto SMW3

31/03/2026 0 Di Redazione

Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi per il progetto SMW3

L’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria ha emesso un’ordinanza urgente per disciplinare la navigazione durante i lavori di rimozione di un cavo sottomarino, che interesseranno le acque siciliane fino alla metà di aprile

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L’intervento nello Stretto di Sicilia

Dal­la data del 26 mar­zo 2026 e fino al pros­si­mo 15 apri­le 2026, il trat­to di mare com­pre­so nel­lo Stret­to di Sici­lia, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to alle acque sot­to la giu­ri­sdi­zio­ne del Cir­con­da­rio Marit­ti­mo di Pan­tel­le­ria, sarà tea­tro di deli­ca­te ope­ra­zio­ni subac­quee. L’at­ti­vi­tà, deno­mi­na­ta “Pro­get­to SMW3”, con­si­ste nel­la rimo­zio­ne di un cavo sot­to­ma­ri­no ed è con­dot­ta dal­la socie­tà Poli­ser­vi­zi s.r.l. in col­la­bo­ra­zio­ne con Sub­sea Cables.

Le ope­ra­zio­ni vedo­no l’impiego di due uni­tà nava­li spe­cia­liz­za­te: la M/N MAASVLIET (IMO 9996915) e la M/N REBECCA (IMO 9361108). L’intervento si ren­de neces­sa­rio per la gestio­ne e la manu­ten­zio­ne del­le infra­strut­tu­re di comu­ni­ca­zio­ne sot­to­ma­ri­ne, garan­ten­do al con­tem­po la sicu­rez­za del­la navi­ga­zio­ne nel­l’a­rea inte­res­sa­ta.

Restrizioni e sicurezza della navigazione

L’ordinanza n. 07/2026, fir­ma­ta dal Coman­dan­te del por­to di Pan­tel­le­ria, il Tenen­te di Vascel­lo Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne, sta­bi­li­sce pre­ci­se nor­me di sicu­rez­za per tut­te le imbar­ca­zio­ni in tran­si­to.

Nel­lo spe­ci­fi­co, è fat­to obbli­go a tut­te le uni­tà nava­li di:

  • Man­te­ne­re una distan­za di sicu­rez­za non infe­rio­re a 0,5 miglia nau­ti­che dal­le navi MAASVLIET e REBECCA.

  • Pro­ce­de­re alla mini­ma velo­ci­tà con­sen­ti­ta per il gover­no in sicu­rez­za del­l’u­ni­tà, evi­tan­do la crea­zio­ne di moto ondo­so.

  • Pre­sta­re mas­si­ma atten­zio­ne ai segna­li otti­ci e sono­ri emes­si dal­le uni­tà lavo­ra­ti­ve, che devo­no esse­re con­si­de­ra­te come “navi con mano­vra­bi­li­tà limi­ta­ta”.

Sono esclu­se dai divie­ti le uni­tà del­la Guar­dia Costie­ra, del­le For­ze di Poli­zia e i mez­zi mili­ta­ri in ser­vi­zio, non­ché i mez­zi del­la dit­ta ese­cu­tri­ce.

Area delle operazioni

L’at­ti­vi­tà si con­cen­tra lun­go una linea con­giun­gen­te diver­si pun­ti geo­gra­fi­ci (Datum WGS ’84) che deli­mi­ta­no il cor­ri­do­io d’in­ter­ven­to nel­lo Stret­to. Di segui­to i prin­ci­pa­li ver­ti­ci dell’area:

Pun­to Lati­tu­di­ne Lon­gi­tu­di­ne
1
2
3
9
 
Le navi impe­gna­te han­no l’ob­bli­go di man­te­ne­re atti­vo il siste­ma di iden­ti­fi­ca­zio­ne auto­ma­ti­ca (AIS) e di comu­ni­ca­re costan­te­men­te con la Sala Ope­ra­ti­va di Pan­tel­le­ria tra­mi­te cana­le VHF 16.

L’or­di­nan­za ricor­da che l’i­nos­ser­van­za del­le dispo­si­zio­ni com­por­ta san­zio­ni ai sen­si del Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne e del Codi­ce del­la Nau­ti­ca da Diporto.

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