Operazione SMW3: al via la rimozione di cavi sottomarini nello Stretto di Sicilia

Operazione SMW3: al via la rimozione di cavi sottomarini nello Stretto di Sicilia

21/03/2026 0 Di Redazione

Operazione SMW3: al via la rimozione di cavi sottomarini nello Stretto di Sicilia

La Guardia Costiera di Pantelleria ha emanato un’ordinanza per disciplinare la navigazione e garantire la sicurezza durante i lavori di rimozione di un cavo sottomarino nello Stretto di Sicilia, condotti dalle navi Maasvliet e Rebecca fino al 15 aprile 2026

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L’operazione e le zone interessate

L’Uf­fi­cio Cir­con­da­ria­le Marit­ti­mo di Pan­tel­le­ria, sot­to il coman­do del Tenen­te di Vascel­lo (CP) Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne, ha reso noto l’av­vio del­le atti­vi­tà rela­ti­ve al Pro­get­to “SMW3”. L’in­ter­ven­to con­si­ste nel­la rimo­zio­ne di un cavo sot­to­ma­ri­no situa­to in un’a­rea del­lo Stret­to di Sici­lia che rica­de sot­to la giu­ri­sdi­zio­ne del Cir­con­da­rio Marit­ti­mo di Pan­tel­le­ria.

Le ope­ra­zio­ni, ini­zia­te con l’en­tra­ta in vigo­re del­l’or­di­nan­za n. 6 del 20 mar­zo 2026, si pro­trar­ran­no fino al 15 apri­le 2026. L’at­ti­vi­tà si con­cen­tre­rà lun­go una linea con­giun­gen­te nove pun­ti di coor­di­na­te geo­gra­fi­che (datum WGS ’84), che deli­mi­ta­no l’a­rea di inter­ven­to tec­ni­co tra la lati­tu­di­ne e .

Protagonisti e mezzi impegnati

Il pro­get­to è coor­di­na­to dal­la socie­tà Poli­ser­vi­zi s.r.l., con sede a Roma, in col­la­bo­ra­zio­ne con la socie­tà Sub­sea Cables. Per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri sono impie­ga­te due uni­tà nava­li specializzate:

M/N MAASVLIET: IMO 9996915, call sign PIGR.

M/N REBECCA: IMO 9361108, call sign PBON.

Secon­do le nor­ma­ti­ve inter­na­zio­na­li per pre­ve­ni­re gli abbor­di in mare (COLREG ’72), que­ste uni­tà sono con­si­de­ra­te “navi con mano­vra­bi­li­tà limi­ta­ta” e devo­no mostra­re i segna­li pre­scrit­ti, inclu­so il segna­le bi-let­te­ra “I‑R” (India Romeo) del Codi­ce Inter­na­zio­na­le dei Segna­li.

Disposizioni di sicurezza per la navigazione

Al fine di sal­va­guar­da­re la vita uma­na in mare e la sicu­rez­za del­la navi­ga­zio­ne, l’au­to­ri­tà marit­ti­ma ha sta­bi­li­to pre­ci­se pre­scri­zio­ni:

Distan­za di sicu­rez­za: Tut­te le uni­tà in tran­si­to devo­no man­te­ner­si a una distan­za non infe­rio­re a 0,5 miglia nau­ti­che dal­le navi Maa­svliet e Rebec­ca.

Velo­ci­tà mode­ra­ta: I coman­dan­ti del­le imbar­ca­zio­ni nel­le vici­nan­ze devo­no navi­ga­re alla mini­ma velo­ci­tà con­sen­ti­ta per il gover­no in sicu­rez­za, evi­tan­do la crea­zio­ne di moto ondo­so.

Comu­ni­ca­zio­ni: Le uni­tà impe­gna­te nei lavo­ri devo­no man­te­ne­re un con­tat­to costan­te con la Sala Ope­ra­ti­va di Pan­tel­le­ria tra­mi­te cana­le VHF 16 o tele­fo­no, comu­ni­can­do l’i­ni­zio e la fine del­le atti­vi­tà gior­na­lie­re.

Tute­la ambien­ta­le e archeo­lo­gi­ca: È fat­to divie­to asso­lu­to di uti­liz­za­re esplo­si­vi. Inol­tre, i respon­sa­bi­li devo­no adot­ta­re misu­re per evi­ta­re inqui­na­men­ti e segna­la­re imme­dia­ta­men­te l’e­ven­tua­le rin­ve­ni­men­to di reper­ti archeo­lo­gi­ci o resi­dua­ti bel­li­ci.

Le dero­ghe ai divie­ti di tran­si­to si appli­ca­no esclu­si­va­men­te ai mez­zi del­la Guar­dia Costie­ra, del­le For­ze di Poli­zia e alle uni­tà adi­bi­te a pub­bli­co ser­vi­zio in casi di neces­si­tà indif­fe­ri­bi­le. I con­trav­ven­to­ri rischia­no san­zio­ni ai sen­si del Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne e del Codi­ce del­la Nau­ti­ca da Dipor­to.

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