Abbracciati dal giardino. Ricordo di Helena Thurner

Abbracciati dal giardino. Ricordo di Helena Thurner

10/03/2026 0 Di Redazione

Abbracciati dal giardino

Ricordo di Helena Thurner

di Bea­trix Torma

È sta­to un libro a con­dur­mi da Hele­na, l’a­mo­re per la let­tu­ra, che ha aper­to la stra­da tra noi due e len­ta­men­te e si è riem­pi­ta di sapo­ri, mar­mel­la­ta, mie­le, pian­te, frut­ta, risa­te, sen­si, rispet­to, pas­seg­gia­te, gesti, inte­res­se, ascol­to dell’altro.

Una vol­ta il mio tre­no era mol­to in ritar­do a Bari e sono anda­ta a cer­ca­re qual­co­sa da leggere.

Vici­no alla sta­zio­ne ho tro­va­to una libre­ria gesti­ta da una cop­pia di anzia­ni. La loro gen­ti­lez­za era così acca­rez­zan­te che sono rima­sta lì a lun­go, quan­do il signo­re mi ha chie­sto se pote­va con­si­gliar­mi un libro per il viag­gio. È così che ho cono­sciu­to l’i­so­la di Artu­ro di Elsa Moran­te. L’e­spe­rien­za è sta­ta così bel­la che da allo­ra cer­co sem­pre una pic­co­la libre­ria loca­le e un libro che mi ispi­ri, men­tre viag­gio. A vol­te rima­ne un’e­spe­rien­za inte­rio­re, altre vol­te si apre e pos­so entra­re in un altro mon­do, rea­le ed esterno.

Entran­do nel­la libre­ria Cen­tro d’Ar­te Valen­za, di fron­te al por­to di Pan­tel­le­ria, sape­vo che sta­vo cer­can­do un’au­tri­ce don­na e un libro che par­las­se del­l’i­so­la. “Il ven­to ce lo dis­se”, il libro di Lucia Bisi era espo­sto vici­no all’in­gres­so, era sta­to pub­bli­ca­to da poco ed era chia­ro che era quel­lo che sta­vo cercando.

Sedu­ta sul­la ter­raz­za tra i fichi e il mare, leg­ge­vo le sto­rie del­le don­ne a casa di Ales­san­dra, men­tre tre gat­ti, diven­ta­ti miei com­pa­gni, veglia­va­no sul­la mia tranquillità.

Ho capi­to subi­to che vole­vo ave­re a che fare con que­ste don­ne, vede­re la loro essen­za come foto­gra­fa. Desi­de­ra­vo cono­sce­re que­ste don­ne che si era­no costrui­te una vita non faci­le su un iso­la non faci­le. Vite fati­co­se acco­mu­na­te dal­l’a­mo­re per l’i­so­la, quel­la for­za ele­men­ta­re che le lega­va a quel luo­go, da qua­lun­que par­te provenissero.

Hele­na non ama­va esse­re immor­ta­la­ta, non ave­va alcun biso­gno che qual­cu­no le scat­tas­se del­le foto, eppu­re accet­tò imme­dia­ta­men­te. Ci sia­mo avven­tu­ra­ti tra le sue crea­tu­re, cer­can­do ripa­ro all’om­bra dei suoi gigan­ti, dove anche lei appar­te­ne­va, nel cal­do umi­do di Rekhale.

La don­na è crea­zio­ne e la don­na crea. Hele­na ha crea­to un iso­la di para­di­so sul­l’i­so­la, un esse­re auto­no­mo e spe­cia­le che è diven­ta­to par­te del pae­sag­gio di Pan­tel­le­ria, ma che rima­ne comun­que una magia.

Il fio­re, il frut­to, la pian­ta stes­sa sono ope­re d’ar­te. Per chi si pren­de cura del­le pian­te, il loro signi­fi­ca­to si dispie­ga, si riem­pie di vita, si crea. La pian­ta, il giar­di­no, crea­no con­ti­nui­tà in sen­so fisi­co e spi­ri­tua­le, man­ten­go­no vivo il lega­me con la natu­ra, il biso­gno e la pos­si­bi­li­tà inna­ti in noi di segui­re l’or­di­ne naturale.

La don­na è intes­su­ta nel­la real­tà vege­ta­ti­va, nel­la ter­ra, nel­la mate­ria. La pro­spet­ti­va pre­sen­te e tra­scen­den­te in cui si tro­va la don­na è una vita viva­ce, fer­ti­le, tra­boc­can­te, sgor­gan­te come una sorgente.

Nel giar­di­no feli­ce di Hele­na, crea­to con pro­fu­mi e cac­tus gigan­ti, gat­ti pigri segui­va­no i nostri pas­si al tra­mon­to. Sta anco­ra annaf­fian­do. Intor­no a lei regna un ordi­ne puri­ta­no, la sua essen­za è intes­su­ta nel suo giar­di­no, è intes­su­ta nel pae­sag­gio di Pan­tel­le­ria e il suo intrec­cio vege­ta­le rimar­rà con noi per sem­pre, per­ché la pian­ta è con­ti­nui­tà e vita, e Hele­na è una pian­ta feli­ce del pro­prio giardino.

Foto di Bea­tri­ce Torma