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Quando l’interpretazione supera la realtà, meglio cancellare
06/03/2026Dopo il putiferio scatenatosi per l’articolo sulla preoccupazione degli isolani sulla situazione attuale di guerra, abbiamo ritenuto opportuno ritirare il pezzo che ormai veniva travisato e interpretato nei modi più fantasiosi e deleteri, senza che il messaggio originale fosse compreso
L’articolo sulla preoccupazione degli isolani sulla situazione di guerra attuale e sul ruolo di Pantelleria ha scatenato un putiferio. A quello che ho letto in molti commenti, tra insulti e calunnie varie, tante persone non solo si erano fermate al titolo non leggendo l’articolo e non arrivando nemmeno al nome dell’Autore, ma tanti ci hanno proprio costruito un film sopra, raccontando di scenari di guerra sull’isola o di vento non più udibile perché coperto dai rombi degli aerei, che nelle mie parole non c’erano affatto, travisando completamente intenzione, messaggio, scopo.
Ammiro la creatività e la fantasia di queste persone, ma preferirei evitassero di costruire sceneggiature sui miei articoli e ne scrivessero di proprie.
Fortunatamente non tutti, ovvio. La maggioranza silenziosa (che ha provato in qualche caso, coraggiosamente, a farsi sentire) ha letto e capito che non c’era niente di brutto né allarmistico in quell’articolo, ma dalle argomentazioni sui commenti di Facebook ho capito subito che c’era poco da discutere: ognuno ci ha letto quello che voleva e qualcuno nemmeno ha letto, ha solo ripetuto aggiungendo di suo.
Dal punto di vista comunicativo e sociologico la reazione è interessante per gli addetti ai lavori, in alcuni casi veicolata certamente dalla stessa preoccupazione di cui parlava l’articolo, in altri casi sono da strumentalizzazioni, ma comunque non mi piace che una cosa che scrivo con un significato sia travisata e usata per altro, quindi ho tolto l’articolo che sembrava essere diventato per alcuni solo un modo per speculare e strumentalizzare.
Chi ci segue e soprattutto chi conosce come scrivo, sa che questo giornale nasce proprio con lo scopo di promuovere l’isola e le cose belle che qui si fanno e lo dimostriamo ogni giorno dando spazio ad associazioni, talenti, realtà che altrimenti difficilmente troverebbero visibilità. Pensare che fosse in atto una specie di boicottaggio da parte nostra richiede non solo malafede, ma anche una certa dose di acredine non ben motivata e alterazione della realtà.
Ringrazio comunque quanti hanno dimostrato solidarietà per gli insulti che ho subito, cosa importante in un mondo di leoni da tastiera che ti riempiono di sorrisi se ti incontrano per strada e poi ti gridano vergogna sui social.
L’importante però è che non si usino le mie parole per intendere altro, perché il pezzo parla solo di un sentimento umano che poi ha mosso anche chi si è tanto agitato: la preoccupazione.
Tutti siamo preoccupati, qui e in tutto il mondo. Una delle signore che mi aveva espresso questa preoccupazione ieri mi ha chiamato per chiedermi scusa: “Non immaginavo che parlare di questa cosa ti avrebbe messo al centro di tanta cattiveria….”, ma non è la signora che deve scusarsi, perché uno può avere anche un’opinione diversa, ma l’insulto è altra cosa.
Mi sono sentita dire che scrivevo balle, che ‘volevo fare la giornalista’, che sono una vergogna, che è colpa mia se il turismo a Pantelleria ha difficoltà (e qui davvero siamo al paradosso), che non potrei scrivere nemmeno sul giornale della scuola (come se il giornale della scuola fosse una specie di immondizia), che sono una ‘str**a montata’, che mi invento le cose perché non ho niente da fare (questa mi ha fatto davvero ridere, e penso abbia fatto lo stesso effetto a chiunque mi conosca e conosca quello che faccio ogni giorno) e via di seguito.
Questo perché ognuno (almeno quelli che l’hanno letto) ha interpretato quello che ho scritto a modo suo e poi ovviamente doveva sfogarsi nel commentare, senza pensare che si rivolgeva in modo offensivo ad una persona. Emblematici gli esempi di quanti mi hanno chiesto scusa perché ‘non avevano capito che l’articolo lo avevo scritto io’. Ma che significa? Se pensi che l’articolo dica cretinate che importa chi l’ha scritto? Dov’è la coerenza? Obiettività ne abbiamo?
Ecco: in come è stato interpretato quell’articolo c’è la vera notizia, ma non so in quanti se ne siano resi davvero conto, quindi l’ho tolto, ascoltando anche qualche consiglio utile.
Non credo che la cosa determini meno cattiveria nei nostri confronti, sia ben chiaro, come non credo che gli odiatori da tastiera si sprecheranno a leggere queste parole, ma almeno non saranno alimentate ulteriori inopportune speculazioni.
Francesca Marrucci

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.

