Ravenna eletta Capitale Italiana del Mare 2026: battute Pantelleria e Lampedusa

Ravenna eletta Capitale Italiana del Mare 2026: battute Pantelleria e Lampedusa

05/03/2026 0 Di Francesca Marrucci

Ravenna eletta Capitale Italiana del Mare 2026: battuta la concorrenza di Pantelleria e Lampedusa

La città romagnola conquista il prestigioso riconoscimento nazionale e il contributo di un milione di euro; il Ministro Musumeci sottolinea la necessità di una cultura marittima che superi la stagionalità estiva

di Fran­ce­sca Marrucci

Nel­la gior­na­ta di ieri, 4 mar­zo, pres­so la Sala monu­men­ta­le del­la Pre­si­den­za del Con­si­glio dei Mini­stri, il Mini­stro per la Pro­te­zio­ne Civi­le e le Poli­ti­che del Mare, Nel­lo Musu­me­ci, ha pro­cla­ma­to uffi­cial­men­te Raven­na come Capi­ta­le Ita­lia­na del Mare 2026. La cit­tà ha pre­val­so su una rosa di fina­li­ste che inclu­de­va cen­tri di rilie­vo come Pan­tel­le­ria, Maza­ra del Val­lo, Anco­na, Gae­ta, Ric­cio­ne, Brin­di­si, Taran­to, San­ta Cesa­rea Ter­me e Poli­co­ro. Nono­stan­te le for­ti aspet­ta­ti­ve matu­ra­te nel­le ulti­me set­ti­ma­ne per le iso­le mino­ri, in par­ti­co­la­re per il pro­get­to gui­da­to da Lam­pe­du­sa, la giu­ria ha scel­to all’u­na­ni­mi­tà la pro­po­sta ravennate.

I dettagli della vittoria e le motivazioni della giuria

Il tito­lo di Capi­ta­le del Mare non è solo un rico­no­sci­men­to ono­ri­fi­co, ma por­ta con sé un con­tri­bu­to sta­ta­le di un milio­ne di euro. Tali fon­di sono vin­co­la­ti al finan­zia­men­to di pro­get­ti per la pro­mo­zio­ne del­la cul­tu­ra marit­ti­ma, la tute­la ambien­ta­le e lo svi­lup­po soste­ni­bi­le del­l’e­co­no­mia blu.

La giu­ria ha moti­va­to la scel­ta di Raven­na sot­to­li­nean­do l’e­le­va­ta coe­ren­za del­la pro­po­sta pro­get­tua­le con gli obiet­ti­vi del ban­do mini­ste­ria­le. In par­ti­co­la­re, sono sta­ti loda­ti il pro­gram­ma di det­ta­glio, la soli­da strut­tu­ra di gover­nan­ce e la defi­ni­zio­ne di indi­ca­to­ri di per­for­man­ce chia­ri. Secon­do gli esper­ti, que­sti ele­men­ti ren­do­no i risul­ta­ti eco­no­mi­ci e socia­li atte­si estre­ma­men­te cre­di­bi­li e com­pa­ti­bi­li con l’ar­co tem­po­ra­le del 2026.

La posizione di Pantelleria: il commento del Sindaco D’Ancona

Seb­be­ne non abbia otte­nu­to il tito­lo, il Comu­ne di Pan­tel­le­ria ha rice­vu­to una valu­ta­zio­ne posi­ti­va per il pro­prio pro­get­to dedi­ca­to alla valo­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio insu­la­re. Il Sin­da­co Fabri­zio D’An­co­na, infor­man­do la cit­ta­di­nan­za, ha espres­so i pro­pri com­pli­men­ti all’am­mi­ni­stra­zio­ne di Raven­na, sot­to­li­nean­do l’im­por­tan­za del­la par­te­ci­pa­zio­ne a un ban­do che ha visto coin­vol­ti 54 Comu­ni costie­ri su un tota­le nazio­na­le di 645.

Il nostro pro­get­to è sta­to valu­ta­to posi­ti­va­men­te nell’ambito del­la sele­zio­ne nazio­na­le,” ha dichia­ra­to il Sin­da­co D’An­co­na, rivol­gen­do un rin­gra­zia­men­to par­ti­co­la­re alla Pro Loco di Pan­tel­le­ria, capo­fi­la del­la can­di­da­tu­ra, e al Mini­stro Musu­me­ci per aver isti­tui­to un’i­ni­zia­ti­va capa­ce di dare cen­tra­li­tà alle comu­ni­tà costiere.

L’analisi del Ministro Musumeci: “Città di mare vs città con il mare”

Duran­te la ceri­mo­nia di pro­cla­ma­zio­ne, il Mini­stro Nel­lo Musu­me­ci ha offer­to una rifles­sio­ne pro­fon­da sul­l’i­den­ti­tà marit­ti­ma ita­lia­na, distin­guen­do tra “cit­tà con il mare”, dove l’ac­qua è solo un ele­men­to pae­sag­gi­sti­co, e “cit­tà di mare”, dove il mare pla­sma l’e­co­no­mia, il lin­guag­gio e l’i­den­ti­tà stes­sa del­la comunità.

Musu­me­ci ha lan­cia­to un moni­to chia­ro sul­la gestio­ne del­le coste: “Del mare non pos­sia­mo occu­par­ci sol­tan­to da mag­gio fino a set­tem­bre”, evi­den­zian­do la neces­si­tà di supe­ra­re una visio­ne esclu­si­va­men­te bal­nea­re e sta­gio­na­le per abbrac­cia­re una cul­tu­ra marit­ti­ma strut­tu­ra­le che duri tut­to l’anno.

Il Mini­stro ha inol­tre riba­di­to l’im­pe­gno del Gover­no ver­so le iso­le mino­ri, ricor­dan­do lo stan­zia­men­to di 100 milio­ni di euro per sup­por­ta­re real­tà che nei mesi inver­na­li vivo­no spes­so con­di­zio­ni di isolamento.