Simone Parisi: oltre il traguardo di Iron Man, il valore del silenzio e del ricordo

Simone Parisi: oltre il traguardo di Iron Man, il valore del silenzio e del ricordo

05/02/2026 0 Di Francesca Marrucci

Simone Parisi: oltre il traguardo di Iron Man, il valore del silenzio e del ricordo

L’atleta pantesco ripercorre l’impresa di Parenzo dell’ottobre 2025, posticipando la condivisione del successo in segno di profondo rispetto per la scomparsa del Dott. Uccio Greco

di Fran­ce­sca Marrucci

Esi­sto­no momen­ti in cui il cro­no­me­tro deve fer­mar­si per lascia­re spa­zio al bat­ti­to del cuo­re e al rispet­to. Simo­ne Pari­si, noto run­ner e tria­tle­ta di Pan­tel­le­ria, ha scel­to la via del silen­zio e del­la com­po­stez­za pri­ma di con­di­vi­de­re il reso­con­to del­la sua ulti­ma, straor­di­na­ria impre­sa spor­ti­va: l’Iron Man 70.3 di Paren­zo, dispu­ta­to­si nel­l’otto­bre 2025.

La deci­sio­ne di posti­ci­pa­re la pub­bli­ca­zio­ne dei risul­ta­ti e del­le emo­zio­ni lega­te all’e­ven­to non è sta­ta casua­le. Pari­si è sta­to col­pi­to pro­fon­da­men­te dal­la pre­ma­tu­ra scom­par­sa del Dott. Uccio Gre­co, figu­ra sti­ma­ta del­la comu­ni­tà pan­te­sca a cui l’atleta era lega­to da un sin­ce­ro e per­so­na­le rap­por­to di sti­ma e affet­to. Un gesto che sot­to­li­nea lo spes­so­re uma­no di uno spor­ti­vo capa­ce di ante­por­re il cor­do­glio alla cele­bra­zio­ne personale.

L’impresa di ottobre: sudore e famiglia

L’evento di Paren­zo ha rap­pre­sen­ta­to il cul­mi­ne di una pre­pa­ra­zio­ne atle­ti­ca dura­ta mesi. Un per­cor­so scan­di­to da ses­sio­ni este­nuan­ti di nuo­to, cicli­smo e cor­sa, inca­stra­te con pre­ci­sio­ne chi­rur­gi­ca tra gli impe­gni pro­fes­sio­na­li e la dedi­zio­ne alla fami­glia. Pro­prio la fami­glia è sta­ta il per­no cen­tra­le del­la spe­di­zio­ne in Croa­zia: i figli di Simo­ne non sono sta­ti solo spet­ta­to­ri, ma il vero “moto­re” di ogni sin­go­lo chilometro.

Il rac­con­to del­la gara vive di momen­ti di alta ten­sio­ne emo­ti­va: dal­la par­ten­za all’al­ba tra due­mi­la atle­ti, al pas­sag­gio fre­ne­ti­co tra le diver­se fra­zio­ni. Dopo la pro­va di nuo­to e i 90 km di cicli­smo, la sfi­da si è spo­sta­ta sul pia­no psi­co­lo­gi­co con i 21 km fina­li di cor­sa. È in que­sta fase, quan­do il cor­po chie­de­va di fer­mar­si, che il gri­do “Vai, papà!” ha tra­sfor­ma­to la fati­ca in ener­gia pura.

Un esempio di resilienza: lo sportivo, l’uomo, il padre

Simo­ne Pari­si si con­fer­ma non solo un atle­ta d’eccellenza nel pano­ra­ma pan­te­sco, ma un model­lo di inte­gri­tà. La sua per­for­man­ce a Paren­zo va oltre il dato tec­ni­co; è la testi­mo­nian­za di una filo­so­fia di vita che vede nel­lo sport uno stru­men­to pedagogico.

Come spor­ti­vo, ha dimo­stra­to una tena­cia d’ac­cia­io, por­tan­do il nome di Pan­tel­le­ria su un pal­co­sce­ni­co inter­na­zio­na­le di alto livel­lo. Come uomo, ha dato pro­va di una sen­si­bi­li­tà rara, ono­ran­do la memo­ria di un ami­co pri­ma di festeg­gia­re i pro­pri suc­ces­si. Come padre, ha tra­sfor­ma­to la pro­pria fati­ca in una lezio­ne viven­te per i pro­pri figli, inse­gnan­do loro che il valo­re di un indi­vi­duo si misu­ra nel­la capa­ci­tà di non arren­der­si mai di fron­te alle avver­si­tà, sia­no esse un chi­lo­me­tro d’a­sfal­to o una sali­ta del­la vita.