Partorienti isole minori, Safina e Casano: “Contributo fisso a 5.000 euro”

Partorienti isole minori, Safina e Casano: “Contributo fisso a 5.000 euro”

03/02/2026 0 Di Redazione

Partorienti isole minori, Safina e Casano: “Contributo fisso a 5.000 euro”

Nasce­re è un dirit­to. Nasce­re nel­la pro­pria ter­ra, vici­no ai pro­pri affet­ti e alla pro­pria comu­ni­tà, lo è anco­ra di più”. Con que­ste paro­le il depu­ta­to regio­na­le del Par­ti­to Demo­cra­ti­co Dario Safi­na e il capo­grup­po con­si­lia­re al comu­ne di Pan­tel­le­ria di “Lea­li per Pan­tel­le­ria” Ange­lo Casa­no inter­ven­go­no con una dichia­ra­zio­ne con­giun­ta sul tema del con­tri­bu­to desti­na­to alle par­to­rien­ti del­le iso­le mino­ri, ponen­do al cen­tro la neces­si­tà di una modi­fi­ca imme­dia­ta del­la nor­ma vigente.

Oggi nasce­re sull’isola è ormai impos­si­bi­le – affer­ma­no – e nes­sun con­tri­bu­to eco­no­mi­co potrà mai com­pen­sa­re fino in fon­do il sacro­san­to dirit­to di una don­na di par­to­ri­re nel­la pro­pria ter­ra. Tut­ta­via, pro­prio per­ché que­sto dirit­to è di fat­to nega­to, il soste­gno eco­no­mi­co pre­vi­sto deve esse­re ade­gua­to, cer­to e non sog­get­to a con­ti­nue ridu­zio­ni”.

Safi­na e Casa­no ricor­da­no come nel tem­po sia sta­to isti­tui­to un con­tri­bu­to spe­ci­fi­co per le par­to­rien­ti del­le iso­le mino­ri: ini­zial­men­te pari a 3.000 euro, poi innal­za­to fino a 5.000 euro. “Il pro­ble­ma – spie­ga­no – è che la nor­ma che stan­zia le risor­se per ogni annua­li­tà pre­ve­de un tet­to mas­si­mo di spe­sa. Que­sto signi­fi­ca che, all’aumentare del­le nasci­te, dimi­nui­sce l’importo rico­no­sciu­to a cia­scu­na gestan­te. È un mec­ca­ni­smo pro­fon­da­men­te ingiu­sto: più cre­sce il biso­gno, più si ridu­ce il soste­gno”.

Una dina­mi­ca che negli anni ha pro­dot­to for­ti oscil­la­zio­ni: “Si è arri­va­ti ad ave­re con­tri­bu­ti di 4.000 euro, in alcu­ni anni 5.000, in altri addi­rit­tu­ra 3.000. Una varia­bi­li­tà che gene­ra incer­tez­za e sca­ri­ca sul­le fami­glie il peso di una pro­gram­ma­zio­ne che dovreb­be inve­ce esse­re respon­sa­bi­li­tà del­le isti­tu­zio­ni”.

Per que­sto, la richie­sta è chia­ra e sen­za mar­gi­ni di ambi­gui­tà: “Il con­tri­bu­to deve esse­re por­ta­to a 5.000 euro fis­si per ogni par­to­rien­te, eli­mi­nan­do defi­ni­ti­va­men­te la dici­tu­ra ‘fino a 5.000 euro’” Secon­do i due espo­nen­ti poli­ti­ci, si trat­te­reb­be di “un atto sacro­san­to di equi­tà e rispet­to ver­so le comu­ni­tà del­le iso­le mino­ri”.

Safi­na e Casa­no sot­to­li­nea­no anche la pie­na soste­ni­bi­li­tà finan­zia­ria dell’intervento: “Par­lia­mo di cir­ca 100.000 euro l’anno, una cifra irri­so­ria per le cas­se regio­na­li, soprat­tut­to se rap­por­ta­ta al bilan­cio com­ples­si­vo e, dicia­mo­ce­lo, a vol­te anche rispet­to ai con­tri­bu­ti elar­gi­ti per sagre e feste di pae­se”.

La con­clu­sio­ne è net­ta: “Le iso­le mino­ri non chie­do­no pri­vi­le­gi, ma dirit­ti e cer­tez­ze. Garan­ti­re un con­tri­bu­to fis­so alle par­to­rien­ti signi­fi­ca rico­no­sce­re con­di­zio­ni ogget­ti­ve di svan­tag­gio e affer­ma­re con i fat­ti la pre­sen­za del­le isti­tu­zio­ni. Su que­sto ser­ve una scel­ta poli­ti­ca chia­ra, imme­dia­ta e respon­sa­bi­le”.