Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi a Pantelleria

Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi a Pantelleria

23/01/2026 0 Di Redazione

Operazioni sottomarine nello Stretto di Sicilia: rimozione cavi nel Circondario di Pantelleria

La Guardia Costiera emana un’ordinanza di sicurezza per regolare le attività del progetto SMW3, che coinvolgeranno unità navali e personale specializzato fino ad aprile 2026

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PANTELLERIA – Il Capo del Cir­con­da­rio Marit­ti­mo e Coman­dan­te del por­to di Pan­tel­le­ria, Tenen­te di Vascel­lo Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne, ha emes­so in data 22 gen­na­io 2026 un’or­di­nan­za per disci­pli­na­re le atti­vi­tà di rimo­zio­ne di un cavo sot­to­ma­ri­no nel­lo Stret­to di Sici­lia. Le ope­ra­zio­ni, inse­ri­te nel­l’am­bi­to del pro­get­to deno­mi­na­to “SMW3”, inte­res­se­ran­no lo spec­chio acqueo di giu­ri­sdi­zio­ne del Cir­con­da­rio Marit­ti­mo di Pan­tel­le­ria a par­ti­re dal mese di gen­na­io fino al 15 apri­le 2026. L’in­ter­ven­to mira a garan­ti­re la sicu­rez­za del­la navi­ga­zio­ne e la sal­va­guar­dia del­la vita uma­na in mare duran­te lo svol­gi­men­to dei lavo­ri tec­ni­ci.

I dettagli delle operazioni

Le atti­vi­tà di rimo­zio­ne del cavo sot­to­ma­ri­no sono con­dot­te dal­la socie­tà Poli­ser­vi­zi s.r.l., con sede a Roma, in col­la­bo­ra­zio­ne con la socie­tà Elet­tra Tlc SpA. Il can­tie­re nava­le mobi­le vedrà l’im­pie­go del­la nave prin­ci­pa­le Meuc­ci(IMO n. 8506062), coa­diu­va­ta dai mez­zi nau­ti­ci mino­ri deno­mi­na­ti Dra­go, Dra­go Pri­mo e Frank.

Per l’e­se­cu­zio­ne dei lavo­ri, le dit­te inca­ri­ca­te si avvar­ran­no inol­tre di per­so­na­le OTS (Ope­ra­to­ri Tec­ni­ci Subac­quei) e di appa­rec­chia­tu­re subac­quee cer­ti­fi­ca­te. Le uni­tà nava­li impe­gna­te dovran­no esse­re con­si­de­ra­te come “navi con mano­vra­bi­li­tà limi­ta­ta” ai sen­si del­le nor­me inter­na­zio­na­li per pre­ve­ni­re gli abbor­di in mare (COLREG ’72).

Coordinate e aree interessate

Le ope­ra­zio­ni si con­cen­tre­ran­no in una macro area del­lo Stret­to di Sici­lia, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to a quat­tro pun­ti di coor­di­na­te geo­gra­fi­che (datum WGS ’84):

Pun­to Lati­tu­di­ne Lon­gi­tu­di­ne
14
15
16
17

L’or­di­nan­za n. 2/2026 impo­ne rigi­de pre­scri­zio­ni per tut­te le altre uni­tà in tran­si­to nel­la zona:

  • Distan­za di sicu­rez­za: vige l’ob­bli­go di man­te­ner­si a una distan­za non infe­rio­re a 0,5 miglia nau­ti­che dal­le uni­tà impe­gna­te nei lavo­ri.

  • Velo­ci­tà mode­ra­ta: i coman­dan­ti del­le uni­tà in tran­si­to nel­le vici­nan­ze devo­no pro­ce­de­re alla mini­ma velo­ci­tà con­sen­ti­ta per il gover­no in sicu­rez­za, evi­tan­do la crea­zio­ne di moto ondo­so.

  • Comu­ni­ca­zio­ni: in caso di neces­si­tà indif­fe­ri­bi­le di tran­si­to a distan­za infe­rio­re a quel­la pre­scrit­ta, è neces­sa­rio con­tat­ta­re pre­ven­ti­va­men­te le uni­tà del pro­get­to per con­cor­da­re le mano­vre o l’e­ven­tua­le sospen­sio­ne tem­po­ra­nea del­le atti­vi­tà.

Sono esclu­se dai divie­ti le uni­tà del­la Guar­dia Costie­ra, del­le for­ze di poli­zia, i mez­zi mili­ta­ri e le uni­tà adi­bi­te a pub­bli­co ser­vi­zio per ragio­ni isti­tu­zio­na­li.

Tutela ambientale e patrimonio archeologico

Le pre­scri­zio­ni impon­go­no alla dit­ta ese­cu­tri­ce il divie­to asso­lu­to di uti­liz­zo di esplo­si­vi e l’ob­bli­go di adot­ta­re ogni misu­ra per evi­ta­re inqui­na­men­ti o dan­ni alle risor­se bio­lo­gi­che mari­ne. Inol­tre, è sta­ta dispo­sta la mas­si­ma atten­zio­ne per la tute­la dei reper­ti archeo­lo­gi­ci som­mer­si; in caso di ritro­va­men­to di beni di inte­res­se sto­ri­co o resi­dua­ti bel­li­ci, i respon­sa­bi­li dovran­no infor­ma­re imme­dia­ta­men­te l’Au­to­ri­tà Marit­ti­ma e la Soprin­ten­den­za del Mare.

I con­trav­ven­to­ri alle dispo­si­zio­ni saran­no per­se­gui­ti ai sen­si del Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne e del Codi­ce del­la Nau­ti­ca da Dipor­to.

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