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Il 16 gennaio torna ‘Rebranding Christmas’: protagonisti i panteschi
12/01/2026Torna il 16 gennaio al Cineteatro San Gaetano “Rebranding Christmas”, il film di Laura Boggero che ha commosso e divertito il pubblico Pantesco e che lancia un messaggio forte sulla disabilità. Parlano i protagonisti
di Francesca Marrucci e Laura Boggero
Dopo la prima proiezione del 2 gennaio, a grande richiesta torna il primo corto non politically correct di Laura Boggero sul Natale ‘Rebranding Christmas’ sul grande schermo del Cineteatro San Gaetano di Scauri.
Protagonisti molti panteschi che hanno partecipato a vario titolo, chi come attore, chi come voce, chi come aiuto tecnico e chi come comparsa, alla realizzazione di questo progetto che vuole mettere in risalto due fattori che conosciamo tutti molto bene: il solito leit motiv del ‘A Natale siamo tutti più buoni’, che non corrisponde certo alla realtà e soprattutto al modo in cui in certi ambiti, soprattutto basati sull’esposizione e la vendita, la disabilità sia usata come scusa o facciata per fare ‘bella figura’, senza però che ci sia un reale interesse, dignità e rispetto del disabile.
Ma anche per ricordarci che i disabili sono persone ‘normali’, se vogliamo usare questo termine: non sono tutti buoni e angioletti, ma proprio come tutti hanno i propri lati positivi e negativi, simpatici e antipatici e anche la narrazione del disabile sempre buono, fragile e non autonomo è un modo per sminuire persone che spesso dimostrano forza e determinazione molto più grandi di quanti si definiscono ‘normali’.
C’è questo e tanto altro nel corto ‘Rebranding Christmas’ di Laura Boggero e dei panteschi che hanno reso possibile il progetto, quindi non mancate alla proiezione del 16 gennaio, ore 21, Cineteatro San Gaetano. Riservate il vostro posto gratuito su billetto: https://billetto.it/users/cineteatro-san-gaetano-pantelleria
Ecco le impressioni e le riflessioni dei protagonisti, che ci scrivo com’è stata questa esperienza e come l’hanno vissuta.
Laura Boggero, autrice del cortometraggio
“Questo lavoro è diventato una corsa contro il tempo, anche se non era nato per questo. Doveva essere solo un piccolo antipasto natalizio, un’introduzione leggera a un pacchetto di altri miei corti da proiettare a Scauri. Poi, come sempre, la mia esuberanza ha preso il controllo da remoto, prima della testa, poi della tastiera. Mi sono ritrovata con un film di 45 minuti, con tutte le ambizioni del caso, nonostante i limiti tecnici, e una certa dose di incoscienza. Ho chiesto aiuto ad un grande amico e professionista, il regista Andrea de Santis, che ha messo in campo competenza, attrezzatura e pazienza per dare corpo al mio trip natalizio alternative/pop.
Dal primo ciak all’ultimo minuto di montaggio sono passate appena due settimane: un piccolo record, considerando che abbiamo lavorato senza nessuna sovvenzione, solo con il sudore della nostra fronte e l’eroico contributo delle nostre tasche. Il mio più grande grazie va ai ragazzi che si sono innamorati della sceneggiatura. Senza di loro (Giacomo, Saber, Felice, Diletta, Benny e Cristina) ”Rebranding Christmas” sarebbe rimasto solo un file tra le decine che affollano il mio dekstop, condannato a vivere in bozza, invece di prendersi il rischio o l’onore (questo lo giudicherete voi) di diventare storia.”
Giacomo Policardo, il protagonista
“Ho ricevuto un vocale di Laura, a fine novembre. La conoscevo perché avevamo frequentato entrambi il Laboratorio di Giornalismo all’UNIPANT, ma non ci eravamo mai parlati granché. Con entusiasmo mi raccontava di un progetto sul Natale, sembrava originale, ma sinceramente gli abeti con le palle e i Babbi con le barbe innevate non sono al massimo del mio indice di gradimento. Gliel’ho detto, con cortesia e lei, a sorpresa, ha ribattuto: perfetto, se sei un po’ grinch, devi leggere la sceneggiatura. L’ho fatto e mi è subito piaciuta. È ironica, ma ha un messaggio profondo che condivido. È stata una bella esperienza lavorare con tutta la squadra”.
Felice Pantano, cooprotagonista
“Questo film naturalmente mi ha divertito, ma soprattutto mi ha dato la carica per altri miei progetti. Tutti possiamo e dobbiamo inseguire i nostri obiettivi, superando i limiti, intendo tutti: fisici, mentali, emotivi, e anche quelli che a volte ci mettiamo da soli per paura, pigrizia, per incapacità di chiedere aiuto. La chiave? Passione, voglia di vivere, fiducia in sé stessi e negli altri. Esiste il bullismo, anche quello sordo e invisibile, ma c’è anche l’amicizia. Metti benzina alla tua voglia di fare e vai a prenderti quello che vuoi… anche se devi saltare un po’ di più per arrivarci”
Diletta Brignone, la Babbo Natalina con i muscoli che spezza gli stereotipi con un sorriso
“Tutti parlano di inclusività, ma in pratica questa parola è diventata l’insegna sulla porta di un reparto marketing. Ti raggruppano per categorie e ti danno un’etichetta carina. Non è inclusione, è catalogazione. La vera integrazione è la bellezza di individui diversi che si incontrano, si confrontano e crescono, proprio per le cose che possono scambiarsi. E si accettano davvero, così come sono, senza condizioni. Mi ha fatto piacere essere convocata da Laura tra i diversi: ci vuole coraggio per vivere fuori dai binari, spirito di adattamento, resistenza e senso dell’umorismo”
Benny Lauria, il bello, il Babbo Natale che conquista
“Conosco Laura da tempo, ci alleniamo nella stessa palestra e ho partecipato alla sua iniziativa non solo per amicizia. Faccio il fisioterapista, quindi ogni giorno mi confronto col dolore, limiti motori, frustrazione e con una cosa che nessuno mette mai in terapia, ma fa male lo stesso: l’abilismo. Vale di più chi corre, chi produce, chi non rallenta mai, se ti serve aiuto diventi un problema. Ma il corpo cambia, si rompe, guarisce, si adatta, ha le sue unicità. L’unica cosa che dovrebbe smettere di restare rigida è la mentalità, che ti fa sentire normale o no.”
Cristina Barbagallo, attrice professionista che interpreta una cinica affarista
“Credo molto nell’empatia e nell’ascolto, dunque è stata una bella prova di autoironia vestire i panni della terribile Miss Claus, ma qualcuno “ la cattiva” la doveva pur fare! Stare sul set, in ogni caso, mi dà sempre soddisfazione ed energia, soprattutto per progetti portatori di un messaggio importante come questo. Il punto non è “includere” qualcuno come se fosse un favore. Il punto è costruire un mondo dove nessuno debba chiedere permesso per esistere, muoversi, lavorare, amare, partecipare”.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.


