Pantelleria, l’ ”Effetto UNESCO” vale il +75% di turismo fuori stagione

Pantelleria, l’ ”Effetto UNESCO” vale il +75% di turismo fuori stagione

09/12/2025 0 Di Francesca Marrucci

Pantelleria, l’ ”Effetto UNESCO” vale il +75% di turismo fuori stagione: la vite ad alberello traina l’economia

Uno studio dell’Università Unitelma Sapienza svela l’impatto economico del riconoscimento: boom di presenze in primavera e autunno e una crescita del 500% per gli agriturismi in dieci anni.

di Fran­ce­sca Marrucci

Non è solo il mare a chia­ma­re i turi­sti sul­la Per­la Nera del Medi­ter­ra­neo. A die­ci anni dal rico­no­sci­men­to del­la vite ad albe­rel­lo come Patri­mo­nio Cul­tu­ra­le Imma­te­ria­le del­l’U­ma­ni­tà (2014), Pan­tel­le­ria rac­co­glie i frut­ti di una stra­te­gia che ha sapu­to tra­sfor­ma­re un’an­ti­ca pra­ti­ca agri­co­la in un poten­te vola­no eco­no­mi­co. I dati par­la­no chia­ro: l’i­so­la sta viven­do una vera e pro­pria rivo­lu­zio­ne turi­sti­ca, carat­te­riz­za­ta da una desta­gio­na­liz­za­zio­ne che ha por­ta­to a un incre­men­to del­le pre­sen­ze del 75% nei mesi tra­di­zio­nal­men­te “spen­ti”.

La svolta del 2022

A scat­ta­re la foto­gra­fia è lo stu­dio inter­di­sci­pli­na­re “Impat­to eco­no­mi­co dei rico­no­sci­men­ti Une­sco”, avvia­to nel 2023 dal­la Cat­te­dra Une­sco del­l’U­ni­ver­si­tà Uni­tel­ma Sapien­za di Roma e diret­to dal pro­fes­sor Pier Lui­gi Petril­lo. L’a­na­li­si dei flus­si mostra due velo­ci­tà. Subi­to dopo il rico­no­sci­men­to del 2014, l’au­men­to del­le pre­sen­ze era sta­to timi­do (+0,3%). La vera acce­le­ra­zio­ne è arri­va­ta a par­ti­re dal 2022, anno del­l’i­sti­tu­zio­ne del Par­co Nazio­na­le di Pan­tel­le­ria. Secon­do lo stu­dio, gra­zie alle cam­pa­gne di comu­ni­ca­zio­ne isti­tu­zio­na­li (Comu­ne e Par­co) che han­no lega­to indis­so­lu­bil­men­te il brand del­l’i­so­la al mar­chio Une­sco, le pre­sen­ze sono ini­zia­te a sali­re media­men­te del 9,7% ogni anno.

Il turismo fuori stagione

Il dato più sor­pren­den­te riguar­da la capa­ci­tà di attra­zio­ne del­l’i­so­la nei mesi lon­ta­ni dal turi­smo bal­nea­re. Scom­po­nen­do i dati mese per mese, lo stu­dio evi­den­zia che a mar­zo, apri­le, otto­bre e novem­bre i flus­si sono aumen­ta­ti del 75%. Non è un caso: ana­liz­zan­do le moti­va­zio­ni dei viag­gia­to­ri, risul­ta che due ter­zi dei turi­sti han­no scel­to Pan­tel­le­ria in que­sti perio­di pro­prio per moti­vi ricon­du­ci­bi­li al rico­no­sci­men­to Une­sco e alla sco­per­ta del­le tra­di­zio­ni agri­co­le locali.

Boom di agriturismi: +500% in dieci anni

L’ef­fet­to Une­sco si è river­be­ra­to con for­za anche sul­l’im­pren­di­to­ria loca­le e sul­l’oc­cu­pa­zio­ne. Il set­to­re che ne ha bene­fi­cia­to mag­gior­men­te è quel­lo agri­tu­ri­sti­co. Se già l’an­no suc­ces­si­vo al rico­no­sci­men­to gli inve­sti­men­ti era­no cre­sciu­ti del 6,35%, l’ar­co tem­po­ra­le 2014–2025 mostra nume­ri da record: un aumen­to medio annuo del 24,7%, che si tra­du­ce in una cre­sci­ta com­ples­si­va del­le azien­de agri­tu­ri­sti­che pari al 500%.

Un risul­ta­to ecce­zio­na­le se con­fron­ta­to con il resto del mer­ca­to: in loca­li­tà turi­sti­che simi­li e di pre­gio, ma pri­ve del “bol­li­no” Une­sco, l’in­cre­men­to del­le strut­tu­re agri­tu­ri­sti­che nel­lo stes­so perio­do si è fer­ma­to appe­na al 2%, con pun­te mas­si­me del 3,2%.

Pan­tel­le­ria dimo­stra così che la tute­la del patri­mo­nio cul­tu­ra­le non è solo un atto di con­ser­va­zio­ne, ma una stra­te­gia eco­no­mi­ca vin­cen­te, riba­den­do che ormai il turi­sta più sem­pre più con­sa­pe­vo­le e alla ricer­ca di spa­zi tute­la­ti, di pre­gio e che sap­pia­no tra­smet­te­re auten­ti­ci­tà e tradizione. 

Un con­cet­to che Pan­tel­le­ria anco­ra fati­ca a com­pren­de­re ed ela­bo­ra­re, ma che il Par­co ha ben com­pre­so, intra­pren­den­do in que­sti ulti­mi anni un cam­mi­no vir­tuo­so che coniu­ga tute­la e pro­pa­gan­da. Una stra­da giu­sta che ini­zia a mostra­re i suoi frut­ti e che chie­de un orien­ta­men­to sem­pre più sta­bi­le e con­ti­nuo in que­sta direzione.


Nel­la foto di coper­ti­na il Prof. Pier Lui­gi Petrillo