Maxi-sequestro per Liberty Lines: preoccupazione a Pantelleria

Maxi-sequestro per Liberty Lines: preoccupazione a Pantelleria

21/11/2025 0 Di Francesca Marrucci

Maxi-sequestro da 100 milioni per Liberty Lines: truffa e corruzione sospette sui collegamenti con le Isole Minori 

Non c’è pace per i collegamenti marittimi siciliani e anche a Pantelleria c’è preoccupazione per l’evolversi dell’inchiesta, proprio quando si chiedeva un’estensione del servizio in aliscafo

di Fran­ce­sca Marrucci

L’im­ma­gi­ne del tra­spor­to marit­ti­mo velo­ce per le iso­le mino­ri del­la Sici­lia è scos­sa da un nuo­vo, pesan­te ter­re­mo­to giu­di­zia­rio. La Pro­cu­ra di Tra­pa­ni ha dispo­sto un seque­stro pre­ven­ti­vo d’ur­gen­za di oltre 100 milio­ni di euro a cari­co di Liber­ty Lines S.p.A., lea­der nel set­to­re, con l’ac­cu­sa di truf­fa aggra­va­ta ai dan­ni del­lo Sta­to, cor­ru­zio­ne e fro­de nell’esecuzione di un pub­bli­co ser­vi­zio.

Il prov­ve­di­men­to, ese­gui­to dal­la Guar­dia di Finan­za, ha col­pi­to l’in­te­ro com­pen­dio azien­da­le e le quo­te socia­li del­la com­pa­gnia, che van­ta un patri­mo­nio di oltre 150 milio­ni di euro e un fat­tu­ra­to annuo di 90 milio­ni. Le inda­gi­ni vedo­no 48 inda­ga­ti tra mana­ger, soci e diri­gen­ti del­la socie­tà, già al cen­tro del­l’in­chie­sta “Mare Mon­strum” nel 2017.

L’accusa: profitti illeciti e obblighi contrattuali infranti

Al cen­tro del­le con­te­sta­zio­ni vi è il pre­sun­to sche­ma con cui la Liber­ty Lines avreb­be accre­sciu­to inde­bi­ta­men­te i pro­pri pro­fit­ti, incas­san­do ingen­ti con­tri­bu­ti pub­bli­ci desti­na­ti ai col­le­ga­men­ti marit­ti­mi velo­ci, nono­stan­te il man­ca­to rispet­to del­le con­di­zio­ni di tra­spor­to sta­bi­li­te dai con­trat­ti con lo Sta­to e la Regio­ne Siciliana.

Nel­lo spe­ci­fi­co, gli inqui­ren­ti con­te­sta­no la vio­la­zio­ne degli obbli­ghi sui pro­to­col­li e le pro­ce­du­re di sicu­rez­za pre­vi­sti dal­la nor­ma­ti­va. La Pro­cu­ra ha evi­den­zia­to in par­ti­co­la­re la pre­sun­ta omis­sio­ne nel­la segna­la­zio­ne alla Regio­ne di cir­ca 70 gua­sti regi­stra­ti sul­le uni­tà nava­li in due anni. Secon­do l’ac­cu­sa, tali ina­dem­pien­ze avreb­be­ro dovu­to influi­re sul­la com­pen­sa­zio­ne eco­no­mi­ca rico­no­sciu­ta all’ar­ma­to­re con fon­di pub­bli­ci, poten­do addi­rit­tu­ra deter­mi­na­re la per­di­ta del­la concessione.

L’in­chie­sta, che coin­vol­ge anche la SNS – Socie­tà di Navi­ga­zio­ne Sici­lia­na, si fon­da su anni di ana­li­si di docu­men­ta­zio­ne con­ta­bi­le, bilan­ci e dati tec­ni­ci, con­fer­man­do la natu­ra sia finan­zia­ria che con­trat­tua­le del­la fro­de contestata.

Il Caso Pantelleria: collegamenti marittimi sempre più minacciati

La noti­zia del maxi-seque­stro aggra­va ulte­rior­men­te il qua­dro già cri­ti­co dei col­le­ga­men­ti marit­ti­mi per le iso­le mino­ri, e in par­ti­co­la­re per Pan­tel­le­ria.

La situa­zio­ne dei col­le­ga­men­ti con l’i­so­la, che non solo non mostra segna­li di miglio­ra­men­to ma sem­bra peg­gio­ra­re costan­te­men­te, si lega ora diret­ta­men­te alle inda­gi­ni su pre­sun­ti abu­si e inos­ser­van­za del­le con­di­zio­ni con­trat­tua­li da par­te di Liber­ty Lines. L’i­po­te­si che la com­pa­gnia abbia con­ti­nua­to a per­ce­pi­re fon­di pub­bli­ci sen­za garan­ti­re il pie­no rispet­to degli obbli­ghi di sicu­rez­za e ser­vi­zio acui­sce le pre­oc­cu­pa­zio­ni dei resi­den­ti, che anche il mese scor­so, duran­te la Con­fe­ren­za dei Tra­spor­ti orga­niz­za­ta dal Comu­ne, han­no chie­sto garan­zie sul set­to­re a fron­te di un ser­vi­zio sem­pre più caro e con trop­pi pochi collegamenti.

L’a­li­sca­fo del­la Liber­ty Lines infat­ti, ope­ra su Pan­tel­le­ria solo da giu­gno a set­tem­bre, anche se da un paio d’an­ni ha amplia­to il ser­vi­zio da mag­gio a otto­bre, men­tre sono mol­ti gli ope­ra­to­ri che auspi­ca­no un col­le­ga­men­to este­so anche agli altri mesi del­l’an­no, ovvia­men­te con con­di­zio­ni meteo favorevoli.

Il fat­to che le noti­zie di inda­gi­ni sia­no rela­ti­ve ad una man­ca­ta segna­la­zio­ne e ina­dem­pien­ze sui gua­sti alle navi a fron­te di ingen­ti incas­si di fon­di pub­bli­ci, por­ta lo scon­for­to e la rab­bia sul­l’i­so­la e i com­men­ti stiz­zi­ti, nel miglior caso sar­ca­sti­ci, non mancano.

Continuità del servizio garantita, ma cresce l’allarme politico

Nono­stan­te la gra­vi­tà del­le accu­se, la Pro­cu­ra ha agi­to per garan­ti­re la con­ti­nui­tà del ser­vi­zio e dei livel­li occu­pa­zio­na­li. È sta­to nomi­na­to un col­le­gio di ammi­ni­stra­to­ri giu­di­zia­ri (due com­mer­cia­li­sti e un avvo­ca­to) con il dop­pio obiet­ti­vo di ripri­sti­na­re le con­di­zio­ni di lega­li­tà e assi­cu­ra­re che i col­le­ga­men­ti con le iso­le mino­ri non subi­sca­no inter­ru­zio­ni o varia­zio­ni.

A livel­lo poli­ti­co, l’on. Cri­sti­na Cimin­ni­si (M5S) ha espres­so “for­te pre­oc­cu­pa­zio­ne”, denun­cian­do come le pre­sun­te irre­go­la­ri­tà nel­le pro­ce­du­re di gara abbia­no crea­to una situa­zio­ne di “mono­po­lio di fat­to” con gra­vi riper­cus­sio­ni sul­la qua­li­tà del ser­vi­zio e sul­la tute­la del­l’in­te­res­se pub­bli­co. Cimin­ni­si ha annun­cia­to che chie­de­rà al Gover­no regio­na­le di rife­ri­re urgen­te­men­te in Com­mis­sio­ne Tra­spor­ti per chia­ri­re gli accer­ta­men­ti e le misu­re da adot­ta­re, riba­den­do la neces­si­tà di rista­bi­li­re tra­spa­ren­za e cor­ret­tez­za negli affi­da­men­ti.

Il desti­no di un ser­vi­zio pub­bli­co stra­te­gi­co per miglia­ia di resi­den­ti e pen­do­la­ri è ora nel­le mani degli ammi­ni­stra­to­ri giu­di­zia­ri, men­tre l’in­chie­sta pro­met­te ulte­rio­ri svi­lup­pi per fare luce sul­la gestio­ne dei fon­di pub­bli­ci e sul­la qua­li­tà dei tra­spor­ti marit­ti­mi siciliani.