Liberty Lines annuncia che, a partire dal 1° giugno 2025, sono entrati in vigore gli…
Maxi-sequestro per Liberty Lines: preoccupazione a Pantelleria
21/11/2025Maxi-sequestro da 100 milioni per Liberty Lines: truffa e corruzione sospette sui collegamenti con le Isole Minori
Non c’è pace per i collegamenti marittimi siciliani e anche a Pantelleria c’è preoccupazione per l’evolversi dell’inchiesta, proprio quando si chiedeva un’estensione del servizio in aliscafo
di Francesca Marrucci
L’immagine del trasporto marittimo veloce per le isole minori della Sicilia è scossa da un nuovo, pesante terremoto giudiziario. La Procura di Trapani ha disposto un sequestro preventivo d’urgenza di oltre 100 milioni di euro a carico di Liberty Lines S.p.A., leader nel settore, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e frode nell’esecuzione di un pubblico servizio.
Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, ha colpito l’intero compendio aziendale e le quote sociali della compagnia, che vanta un patrimonio di oltre 150 milioni di euro e un fatturato annuo di 90 milioni. Le indagini vedono 48 indagati tra manager, soci e dirigenti della società, già al centro dell’inchiesta “Mare Monstrum” nel 2017.
L’accusa: profitti illeciti e obblighi contrattuali infranti
Al centro delle contestazioni vi è il presunto schema con cui la Liberty Lines avrebbe accresciuto indebitamente i propri profitti, incassando ingenti contributi pubblici destinati ai collegamenti marittimi veloci, nonostante il mancato rispetto delle condizioni di trasporto stabilite dai contratti con lo Stato e la Regione Siciliana.
Nello specifico, gli inquirenti contestano la violazione degli obblighi sui protocolli e le procedure di sicurezza previsti dalla normativa. La Procura ha evidenziato in particolare la presunta omissione nella segnalazione alla Regione di circa 70 guasti registrati sulle unità navali in due anni. Secondo l’accusa, tali inadempienze avrebbero dovuto influire sulla compensazione economica riconosciuta all’armatore con fondi pubblici, potendo addirittura determinare la perdita della concessione.
L’inchiesta, che coinvolge anche la SNS – Società di Navigazione Siciliana, si fonda su anni di analisi di documentazione contabile, bilanci e dati tecnici, confermando la natura sia finanziaria che contrattuale della frode contestata.
Il Caso Pantelleria: collegamenti marittimi sempre più minacciati
La notizia del maxi-sequestro aggrava ulteriormente il quadro già critico dei collegamenti marittimi per le isole minori, e in particolare per Pantelleria.
La situazione dei collegamenti con l’isola, che non solo non mostra segnali di miglioramento ma sembra peggiorare costantemente, si lega ora direttamente alle indagini su presunti abusi e inosservanza delle condizioni contrattuali da parte di Liberty Lines. L’ipotesi che la compagnia abbia continuato a percepire fondi pubblici senza garantire il pieno rispetto degli obblighi di sicurezza e servizio acuisce le preoccupazioni dei residenti, che anche il mese scorso, durante la Conferenza dei Trasporti organizzata dal Comune, hanno chiesto garanzie sul settore a fronte di un servizio sempre più caro e con troppi pochi collegamenti.
L’aliscafo della Liberty Lines infatti, opera su Pantelleria solo da giugno a settembre, anche se da un paio d’anni ha ampliato il servizio da maggio a ottobre, mentre sono molti gli operatori che auspicano un collegamento esteso anche agli altri mesi dell’anno, ovviamente con condizioni meteo favorevoli.
Il fatto che le notizie di indagini siano relative ad una mancata segnalazione e inadempienze sui guasti alle navi a fronte di ingenti incassi di fondi pubblici, porta lo sconforto e la rabbia sull’isola e i commenti stizziti, nel miglior caso sarcastici, non mancano.
Continuità del servizio garantita, ma cresce l’allarme politico
Nonostante la gravità delle accuse, la Procura ha agito per garantire la continuità del servizio e dei livelli occupazionali. È stato nominato un collegio di amministratori giudiziari (due commercialisti e un avvocato) con il doppio obiettivo di ripristinare le condizioni di legalità e assicurare che i collegamenti con le isole minori non subiscano interruzioni o variazioni.
A livello politico, l’on. Cristina Ciminnisi (M5S) ha espresso “forte preoccupazione”, denunciando come le presunte irregolarità nelle procedure di gara abbiano creato una situazione di “monopolio di fatto” con gravi ripercussioni sulla qualità del servizio e sulla tutela dell’interesse pubblico. Ciminnisi ha annunciato che chiederà al Governo regionale di riferire urgentemente in Commissione Trasporti per chiarire gli accertamenti e le misure da adottare, ribadendo la necessità di ristabilire trasparenza e correttezza negli affidamenti.
Il destino di un servizio pubblico strategico per migliaia di residenti e pendolari è ora nelle mani degli amministratori giudiziari, mentre l’inchiesta promette ulteriori sviluppi per fare luce sulla gestione dei fondi pubblici e sulla qualità dei trasporti marittimi siciliani.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.

