Intervista a Carmine Natale vincitore delle opere inedite al Premio Letterario 2025

Intervista a Carmine Natale vincitore delle opere inedite al Premio Letterario 2025

02/10/2025 0 Di Francesca Marrucci

Il primo premio delle opere inedite del Concorso Letterario Isola di Pantelleria è andato a Carmine Natale, che con il suo libro “Saio bianco e tuta blu” tratta un tema importante e anche questo estremamente attuale: mobbing e sicurezza sul lavoro. Lo abbiamo intervistato in esclusiva

di Fran­ce­sca Marrucci

Un testo che è un inno all’im­pe­gno civi­le e mora­le, un pon­te tra le fron­tie­re del­l’in­quie­tu­di­ne uma­na e le ingiu­sti­zie del mon­do del lavo­ro. È que­sto il cuo­re pul­san­te di “Saio bian­co e tuta blu”, l’o­pe­ra con cui Car­mi­ne Nata­le ha con­qui­sta­to il pri­mo pre­mio per le ope­re ine­di­te al Con­cor­so Let­te­ra­rio Iso­la di Pantelleria.

Nato a Fasa­no (Brin­di­si) nel 1958, Nata­le ha costrui­to una soli­da car­rie­ra nel set­to­re lega­le e ammi­ni­stra­ti­vo: abi­li­ta­to alla pro­fes­sio­ne foren­se, rico­pre attual­men­te l’in­ca­ri­co di Capo Ser­vi­zio Gestio­ne Risor­se Uma­ne pres­so la Dire­zio­ne Inter­re­gio­na­le del­le Doga­ne a Bari. Una vita pro­fes­sio­na­le inten­sa che non ha mai spen­to la sua vena nar­ra­ti­va, già nota per lavo­ri come “Le fron­tie­re dell’inquietudine” (Sche­na Editore).

Il suo ulti­mo suc­ces­so, però, sta col­le­zio­nan­do rico­no­sci­men­ti una­ni­mi: oltre a Pan­tel­le­ria, il mano­scrit­to ha già vin­to il Pre­mio Pro­get­to­sce­na Edi­tion – Sezio­ne Inter­cul­tu­ra Ine­di­ta a feb­bra­io 2025 e si era distin­to nel­la XVIII edi­zio­ne del “Pre­mio Let­te­ra­rio Nazio­na­le Gio­va­ne Hol­den” nel 2024. La moti­va­zio­ne del Pre­mio Pro­get­to­sce­na ne evi­den­zia la poten­za: il pro­ta­go­ni­sta, Simon Lagar­de, si fa “por­ta­vo­ce di un’u­ma­ni­tà tenu­ta ai mar­gi­ni da una socie­tà indif­fe­ren­te”, toc­can­do non solo la con­di­zio­ne degli immi­gra­ti, ma anche le discri­mi­na­zio­ni e lo sfrut­ta­men­to che agi­ta­no il mon­do del lavoro.

Incon­tria­mo l’au­to­re, per sco­pri­re come nasce que­sta sto­ria e come ha accol­to il rico­no­sci­men­to isolano.

Il suo libro ha vinto il secondo premio delle opere edite del Concorso Letterario Isola di Pantelleria, con un tema di estrema attualità. Da dove nasce questa storia?

Ti rin­gra­zio per que­sta inter­vi­sta a segui­to del­la Ceri­mo­nia di pre­mia­zio­ne del Con­cor­so Let­te­ra­rio “Iso­la di Pan­tel­le­ria” dove il mio libro “SAIO BIANCO E TUTA BLU” si è clas­si­fi­ca­to al pri­mo posto per la sezio­ne “OPERE INEDITE”. Sono dav­ve­ro lie­to di que­sto risultato.

Il tema prin­ci­pa­le affron­ta­to nel roman­zo epi­sto­la­re che ho scrit­to è quel­lo del “mob­bing”, un feno­me­no di cui mi sono occu­pa­to per mol­to tem­po per ragio­ni di stu­dio e di lavo­ro. Sono infat­ti un avvo­ca­to spe­cia­liz­za­to in dirit­to del lavo­ro che ha pre­sta­to, per mol­ti anni, la sua ope­ra pres­so un ente pub­bli­co e per un cer­to perio­do ho fat­to anche par­te di una com­mis­sio­ne pari­te­ti­ca che si occu­pa­va pro­prio di pre­ve­ni­re il feno­me­no del mob­bing nei posti di lavoro.

Sul­lo sfon­do del rac­con­to si intra­ve­do­no le allar­man­ti noti­zie di ogni gior­no sugli inci­den­ti cau­sa­ti dal­la fra­gi­li­tà o man­can­za dei siste­mi di sicu­rez­za sul lavo­ro e le com­ples­se tra­sfor­ma­zio­ni d’azienda che, in un recen­te pas­sa­to, han­no tra­gi­ca­men­te spin­to qual­che mana­ger d’impresa, sull’onda del­le repen­ti­ne inno­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che, a dichia­ra­re addi­rit­tu­ra che “i lavo­ra­to­ri, non più al pas­so coi tem­pi e inu­ti­li, doves­se­ro usci­re dal­la por­ta o dal­la fine­stra”.

Nathalie Genovesi, Adele Pineda e Carmine Natale

Car­mi­ne Nata­le vie­ne pre­mia­to da Natha­lie Geno­ve­si e Ade­le Pineda

Si trat­ta di tema­ti­che che, in que­sto par­ti­co­la­re momen­to sto­ri­co, acqui­sta­no par­ti­co­la­re rile­van­za soprat­tut­to con l’avvento dell’intelligenza arti­fi­cia­le che sta già tra­sfor­man­do le nostre vite, nel bene e nel male. Sap­pia­mo infat­ti che alcu­ne impre­se pri­va­te la uti­liz­za­no già per gesti­re meglio gli indi­ci azio­na­ri al fine di otti­miz­za­re le loro stra­te­gie fisca­li ed economiche.

Nel­lo stes­so tem­po, si pro­fi­la­no nuo­vi rischi che riguar­da­no pos­si­bi­li nuo­ve for­me di discri­mi­na­zio­ne e disu­ma­niz­za­zio­ne del­la gestio­ne del­le rela­zio­ni di lavo­ro e del­l’e­ser­ci­zio dei pote­ri orga­niz­za­ti­vi dato­ria­li. Mi pre­me sot­to­li­nea­re che le moti­va­zio­ni del Pre­mio, let­te duran­te la ceri­mo­nia di pre­mia­zio­ne, han­no col­to per­fet­ta­men­te: “il mes­sag­gio gene­ra­le dell’opera, e cioè che la com­pren­sio­ne, l’aiuto reci­pro­co. l’empatia, la capa­ci­tà di met­ter­si nei pan­ni degli altri sono i soli stru­men­ti a cui dovrem­mo affi­dar­ci nel­le situa­zio­ni di cri­si”.

Eppure in un contesto di fabbrica, di lavoro, il protagonista veste tutt’altri panni…

Sì, il pro­ta­go­ni­sta prin­ci­pa­le del rac­con­to è un gio­va­ne mona­co che rie­sce a far assa­po­ra­re i frut­ti del­la con­tem­pla­zio­ne che col­ti­va e coglie, nel­la sua inte­rio­ri­tà, con­di­vi­den­do alcu­ne rifles­sio­ni in cui ten­ta di affron­ta­re anche altri temi fon­da­men­ta­li del­la vita di ogni gior­no seguen­do gli iti­ne­ra­ri di quel­la fede che è riu­sci­to fati­co­sa­men­te a con­qui­sta­re dopo anni di ricer­ca filo­so­fi­ca e di impe­gno all’interno del­le asso­cia­zio­ni di volon­ta­ria­to internazionale.

Nel libro si affron­ta­no anche alcu­ne vicen­de com­ples­se che riguar­da­no non sol­tan­to l’integrazione dei migran­ti nel­la nostra real­tà socia­le, eco­no­mi­ca e pro­dut­ti­va ma anche gli aspri con­flit­ti che domi­na­no il mon­do del lavo­ro a cau­sa di discri­mi­na­zio­ni, ingiu­sti­zie, licen­zia­men­ti ingiu­sti­fi­ca­ti, sfrut­ta­men­ti del­la mano d’opera.

Tornando a Pantelleria, come ha accolto questo premio?

La ceri­mo­nia di pre­mia­zio­ne ha susci­ta­to in me mol­te emo­zio­ni, soprat­tut­to quan­do è sta­to let­to un bra­no del libro da par­te del­la dot­to­res­sa Natha­lie Geno­ve­se, mem­bro di giu­ria e quan­do sono sta­to pro­cla­ma­to vin­ci­to­re del pri­mo pre­mio del­la sezio­ne “ope­re ine­di­te” da par­te del­l’As­ses­so­re alla Cul­tu­ra, Ade­le Pine­da, che rin­gra­zio anco­ra per lo splen­di­do even­to orga­niz­za­to con cura.

Quali sono i suoi programmi nel prossimo futuro?

Spe­ro che il libro ine­di­to “SAIO BIANCO E TUTA BLU” pos­sa esse­re pub­bli­ca­to al più pre­sto. Nel frat­tem­po sono impe­gna­to nel­la pre­sen­ta­zio­ne di un altro libro pub­bli­ca­to di recen­te dal tito­lo “LA PORTA STRETTA DEL SOGNO” . Que­sto libro, ambien­ta­to in un cen­tro di acco­glien­za di migran­ti, ha già rice­vu­to un pre­sti­gio­so rico­no­sci­men­to: “Il Pre­mio Arman­do Cur­cio – sezio­ne sto­rie d’au­to­re” che riti­re­rò il pros­si­mo 10 otto­bre a Roma. 

Era mai venuto a Pantelleria? 

Sono rima­sto incan­ta­to dai pae­sag­gi del­l’I­so­la di Pan­tel­le­ria che non ave­vo mai visi­ta­to pri­ma. La mia visi­ta si è con­clu­sa con una foto bel­lis­si­ma con le nuvo­le tin­te di rosa che voglio con­di­vi­de­re con voi. Spe­ro di poter tor­na­re pre­sto: l’I­so­la di Pan­tel­le­ria non si dimen­ti­ca facilmente!