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Aspettando l’asinello, un attore speciale al giorno: Roberta Belvisi
19/09/2025Diario delle prove: Aspettando l’asinello, un attore speciale al giorno
Lucia Boldi ha deciso di scrivere un diario delle prove di “Aspettando l’asinello”. Una condivisione di emozioni e traguardi quotidiani che darà una profondità speciale al progetto, restituendo il lato umano, intimo e commovente di questo percorso insieme ai ragazzi speciali dell’Albero Azzurro
1- Roberta Belvisi
Il primo giorno, quando sono arrivata alla sede dell’associazione, con i miei fogli e i miei occhiali da vista, Roberta mi ha accolta con diffidenza. Uno sguardo guardingo, come a dire: chi sei, cosa vuoi portare qui dentro? Ho rispettato quel silenzio, quella distanza.
Ho spiegato insieme ad Antonietta Valenza il progetto e lei ascoltava attenta. Ha accettato di buon grado la parte del viandante, senza opporsi né cercare di cambiare ruolo.
Alla seconda volta è successo qualcosa: mi ha presa per mano e portata fuori, lontano dagli altri, per parlarmi a quattr’occhi. Lì ho capito che la sua diffidenza era in realtà sete di autenticità e anche una richiesta di tempo per studiarmi. Mi ha detto con tono sicuro che lei vorrebbe presentare la commedia, non solo recitare una parte (e la sua parte è già importante) Non le basta, insomma, vuole esserci fino in fondo, metterci la voce, il volto, l’anima. E così sarà accanto a me sul “palco” quando presenteremo il progetto e racconterà di sè al pubblico come più le piacerà.
La stessa sera, con naturalezza, mi ha dato il suo numero di cellulare. Quel gesto, così semplice per molti, mi ha commossa profondamente: era il segno di una fiducia conquistata, un dono prezioso.
Roberta è molto carina e ha un bellissimo sorriso. Ama i vestiti e già per questo io amo lei. Ho lavorato con la moda per anni e adoro chi ha gusto e sensibilità. Dietro i suoi occhi brilla un’intelligenza viva, pronta a tuffarsi in questa avventura. Dopo appena tre prove conosceva già la parte a memoria: sorprendente, commovente, esemplare. Viene voglia di abbracciarla, perché ogni parola che pronuncia è una vittoria su quel cromosoma capriccioso che prova a ingabbiarla, senza riuscirci.
Cosa mi insegna Roberta?
Roberta mi insegna che la fiducia non si chiede, si conquista. Che dietro un’apparente diffidenza si nasconde spesso un cuore pronto a spalancarsi.
Mi mostra che la bellezza non è perfezione, ma forza che sa brillare anche quando la vita sembra volerla frenare.
Mi insegna che non esistono limiti insormontabili, perché la memoria, l’attenzione ai dettagli, la voglia di presentare e non solo di recitare sono la prova che ognuno custodisce un talento unico.
Da lei imparo che l’inclusione non è una concessione, ma un arricchimento reciproco: io porto un copione, lei mi restituisce una lezione di vita.
Lucia Boldi
Foto di copertina: Roberta Belvisi e Arisa nel 2020

Lucia Boldi, nata a Palermo nel 1961, ama definirsi una collezionista di storie e di emozioni. Da giovanissima ha firmato articoli di attualità per il giornale L’Ora. Negli anni ottanta, nella storica via Libertà, ha aperto una boutique, diventata presto luogo di nicchia per le appassionate di moda. Per quasi quarant’anni ha ricercato la bellezza nei vestiti e fatto emozionare tante donne grazie alla linea ardita di un abito, alla consistenza eterea di un caftano in seta o alla forma originale di una collana. Quando la moda ha smesso di darle il batticuore, ha scoperto che con la penna poteva ricreare lo stesso incanto. Scegliere le collezioni o scrivere libri sono due attività che, a suo dire, si somigliano: si tratta sempre di esprimere la propria personalità e i propri sentimenti, anche se in maniera diversa. Cucurummà è il suo romanzo d’esordio.

