L’Amministrazione Comunale propone l’intitolazione dell’Aeroporto di Pantelleria alla memoria di Giorgio Armani In una stagione…
Intitolare l’aeroporto di Pantelleria a Armani? Il costo di un cappotto!
13/09/2025Intitolare l’aeroporto di Pantelleria a Giorgio Armani: nel mezzo dell’onda della commozione generale, una pantesca doc ci scrive per riportare la comunità a riflettere su questa scelta, ricordando la storia dei suoi bisnonni, che erano i proprietari dei terreni, floridi, espropriati per allargare l’aeroporto.
Carole Bernardo: “Mio padre con i soldi dell’esproprio comprò un cappotto, rinunciando a terreni, casa, azienda, a tutto. Chi ha dato di più a Pantelleria? Gli agricoltori eroici che l’hanno fatta diventare quello che è ora o Giorgio Armani? È uno stilista di Piacenza che rappresenta la nostra identità?”
Carissima comunità,
“anima collettiva” pantesca, come ha detto Don Vito Impellizzeri durante la commemorazione a Giorgio Armani a Gadir, cui sono stata presente.
A voi mi rivolgo, e a noi, che sappiamo cosa significa tenere una zappa in mano per ore e ore sotto il sole.
Noi che sappiamo cosa significa svegliarsi prima dell’alba per andare a capperi.
Noi che sappiamo cosa significa vendemmiare piegati nelle conche.
Noi che sappiamo quanto “amore e sudore, fatica e lacrime” ci sono volute per creare quel paesaggio di muretti a secco, giardini, dammusi, terrazzamenti.
È scritta nel nostro DNA la storia di Pantelleria: da un regno all’altro, molti padroni e governi si sono succeduti. Come è stato segnato il nostro DNA da ciò? Posso solo provare a leggere nel mio. Quello che sento è “’mi nni futtu”.
Dopo tutto potevo anche non scrivere questa lettera, perché fondamentalmente, “mi nni futtu”.
Purtroppo la nostra famiglia, di soprannome “Canonica”, ha il DNA difettoso. Ni nni futtemo, sì, ma fino ad un certo punto, “po scattamo fora ingranaggio”: u suverchiu rumpe u cuperchiu! Ci vole ventu in Chiesa, ma no, stutari i cannilli!
Così sono scattata alla notizia di intitolare l’aeroporto a Giorgio Armani.
Perché? Perché nel mio DNA c’è la storia di un esproprio.
Mio bisnonno, Francesco Ferreri, e mia bisnonna Giuseppa Belvisi, erano proprietari di mezzo Midìke.
U MIdìke è la Contrada che è sparita, insieme alla limitrofa contrada Margana.
Fino alla fine degli anni ’60 c’era lì una comunità. C’era un alimentari e persino un barbiere! Visto la prosperità, i miei bisnonni decisero di costruire un “Tratto”, cioè un campo di bocce e un primo piano con stanze da affittare.
Stava per aprire il primo B&B di Pantelleria. La settimana prima dell’inaugurazione, a fine anni ’60, appunto, arrivò una lettera: “la proprietà è espropriata per il bene della comunità, che deve allargare l’aeroporto, troppo piccolo per le esigenze (civili o militari?)”.
Avete presente che proprietà? Me lo raccontava mia nonna Vincenza Ferreri asciugandosi le lacrime: la più abbondante e prospera dell’isola. Alberi da frutta di ogni genere. E poi Dammuso, Macaseno, Jardina, cisterne puniche, stinnitura, Mio bisnonno si svegliava all’alba e quando tornava a pranzo mia bisnonna gli “calava” un chilo di pasta e lui mangiava in una “limmia”. Tutto è stato distrutto. Alberi secolari sono stati sradicati. Secoli di “amore e sudore, fatica e lacrime” versati invano.
Arrivò la lettera contenente l’assegno con il quale lo Stato Italiano ripagava la proprietà. Mia bisnonna la consegnò a mio padre piangendo: ”Tene Giuseppe, pighiela tu. Un voghiu sapiri nente”.
Mio padre scambiò l’assegno e con quei soldi si comprò un cappotto! Me lo raccontava anche lui asciugandosi le lacrime.
E ora si vuole intitolare l’aeroporto di Pantelleria a Giorgio Armani?
Ho sentito mio bisnonno Francesco Ferreri e mia bisnonna Giuseppa Belvisi e persino mio padre, rivoltarsi nella tomba. Manco il nome all’aeroporto come rappresentanti autorevoli degli agricoltori eroici di Pantelleria?
Agricoltori Eroici: tutti se ne riempiono la bocca pur non avendo mai preso in mano una zappa!
Si è spogliato dei suoi averi come i miei bisnonni, il Signor Giorgio Armani, al punto da intitolargli l’aeroporto?
Questo è ciò che mi sentivo di condividere con la comunità pantesca.
Perché questa decisione presa al volo dal Comune, senza fare un sondaggio fra la popolazione, non mi sembra adeguata. Perciò su quali basi si esprime per essa dicendo che il nuovo nome proposto “Aeroporto di Pantelleria –Giorgio Armani vuole essere, insieme, un tributo alla sua persona e un segno di identità per la comunità pantesca (?), che nell’apertura al mondo trova la cifra della propria esistenza e che nel nome di Giorgio Armani riconosce un testimone autorevole di tale vocazione”?
E poi, a quali radici si riferiscono dicendo che: “non si tratta di un gesto formale, ma di un atto di riconoscenza che ha radici profonde nella coscienza della comunità”?
La riconoscenza la dovreste a mio bisnonno Francesco Ferreri e a mia bisnonna Giuseppa Belvisi, agricoltori eroici panteschi, VIP, Veri Indigeni Panteschi, spogliati nel vero senso della parola, della loro inestimabile proprietà, a favore della comunità.
E come sono stati ripagati? Con un cappotto.
Sbaglio a voler scrivere la mia opinione? Siamo contadini o stilisti di moda? Cosa ci rappresenta, l’isola coltivata a terrazzamenti o un vestito? Qual è la nostra identità? Quale segno vogliamo lasciare alle generazioni future? Chi ha dato di più a Pantelleria? Gli agricoltori eroici che l’hanno fatta diventare quello che è ora o Giorgio Armani? È uno stilista di Piacenza che rappresenta la nostra identità?
Ho ancora molto da scrivere a proposito, non ho finito. A presto.
Carole Bernardo

Punto a Capo Onlus è l’editrice di PUNTO A CAPO ONLINE, PUNTO A CAPO SPORT e PANTELLERIA NOTIZIE. La Redazione è nella sede operativa, a Marino (Roma). La Redazione Pantesca si ritrova periodicamente a Pantelleria. La Redazione è aperta anche se non sempre ‘fisicamente’. Infatti, essendo i collaboratori tutti volontari, lavorano quasi sempre da casa.
Il giornale è un progetto condiviso ed un patrimonio comune completamente non profit, senza alcuno scopo di lucro, tenuto da volontari e chiunque può partecipare. I cittadini che vogliono scriverci possono farlo all’indirizzo email info@pantellerianotizie.it o tramite Whatsapp al numero 333 3876 830 Le lettere devono essere accompagnate sempre da foto.



Cara Carole, giuste le osservazioni che poni. Purtroppo a Pantelleria siamo fin troppo abituati a dimenticare la nostra storia, vilipesa e saccheggiata nel nome di interessi “altolocati”. Mi preme ricordare che anche negli anni ’30 U MIdìke fu saccheggiato per costruire l’allora aeroporto militare All’epoca, si trattava della proprietà della famiglia di Andrea Salsedo, altro dimenticato che ha trovato la morte, scaraventato giù da un grattacielo di New York. Dico questo senza nulla togliere al tuo prezioso ricordo, ma per sottolineare come il potere (inizialmente quello fascista) abbia l’arroganza di distruggere intere famiglie, se non intere popolazioni, in nome di cosiddetti “interessi superiori”. Per il cambio di nome da Italo D’Amico a Giorgio Armani, per legge non basta la decisione di una delibera comunale, anche se sostenuta dai parenti della sposa. Gli aeroporti civili rientrano sotto la vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), tramite l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).Tuttavia, il nome commerciale di uno scalo viene normalmente:
proposto dal gestore aeroportuale (la società che amministra lo scalo, per quanto riguarda Pantelleria: ENAC per la parte civile, con la società di gestione GESAP S.p.A. La GAP della sposa fa solo lavoro di facchinaggio e pulizie);
se a proporlo è una delibera comunale, dovrà essere sottoposto al MIT/ENAC per l’approvazione formale;
in caso di intitolazione a una persona, è necessario il parere del Ministero dell’Interno e il rispetto della legge che vieta dediche a persone decedute da meno di 10 anni (salvo deroghe con decreto del Presidente della Repubblica). Quindi, secondo me, qualcuno se la canta e se la suona. Fermo restando che è comunque grave che qualcuno se la canti e se la suoni.
Perché stupirsi? Comanda chi ha i soldi, non chi ha ragione! A Milano, l’aeroporto, non so se già è stato approvato, vogliono intitolarlo a un pluri-indagato. La mia indignazione talmente tanta da non voler sapere più niente.
Finché non ci ribelliamo come Dio comanda nulla avremo.Scusate, ma sono proprio addolorata, l’aeroporto di Pantelleria si dovrà chiamare con il nome dei lavoratori, sarebbe ora di finire con questo schifo.