Cambio al Comando della Capitaneria di Porto di Pantelleria

Cambio al Comando della Capitaneria di Porto di Pantelleria

12/09/2025 0 Di Francesca Marrucci

Cambio al Comando della Capitaneria di Porto di Pantelleria: il Comandante Vincenzo De Falco lascia il suo ruolo dopo 2 anni e gli subentra il T. V. Giuseppe Claudio Marrone

Un record importante per De Falco: nessuna vita persa in mare nonostante ben 7.000 sbarchi in 2 anni e un monito ad occuparsi di più della manutenzione del porto, senza pensare troppo a progetti irrealistici, ma alle questioni quotidiane

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 di Fran­ce­sca Marrucci

Con una ceri­mo­nia sobria e dura­ta poco più di mez­zo­ra, si è svol­to sta­mat­ti­na il pas­sag­gio di testi­mo­ne tra il Coman­dan­te uscen­te Vin­cen­zo De Fal­co, in cari­ca dal 2023, e il nuo­vo Coman­dan­te Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne, davan­ti alle auto­ri­tà iso­la­ne mili­ta­ri e civi­li e alle fami­glie dei due coman­dan­ti, che come è sta­to dagli stes­si riba­di­to, svol­go­no un ruo­lo fon­da­men­ta­le di sup­por­to per riu­sci­re a por­ta­re avan­ti com­pi­ti che ten­go­no spes­so lon­ta­ni dal­le famiglie.

De Fal­co, dopo Pan­tel­le­ria andrà a Orto­na, in Abruz­zo, men­tre il T. V. Mar­ro­ne vie­ne a Pan­tel­le­ria da Trie­ste. Una costan­te quel­la di gira­re l’I­ta­lia per i coman­dan­ti che si suc­ce­do­no nel ruo­lo per le varie For­ze Arma­te pre­sen­ti sul­l’i­so­la e che arri­va­no pie­ni di dub­bi e con la doman­da di cosa si tro­ve­ran­no di fron­te su que­st’i­so­la e qua­si sem­pre se ne van­no a malin­cuo­re, rima­nen­do lega­ti a Pan­tel­le­ria per tut­ta la vita.

Anche il neo-Coman­dan­te Mar­ro­ne è sta­to accol­to con mol­to affet­to e curio­si­tà, ma anco­ra per qual­che ora De Fal­co rima­ne il Coman­dan­te in pec­to­re, visto che tut­te le car­te ver­ran­no fir­ma­te domat­ti­na. Sta­mat­ti­na per c’è sta­ta la ceri­mo­nia uffi­cia­le, alla pre­sen­za del C. V. Gugliel­mo Cas­so­ne, che ha annun­cia­to e let­to l’E­lo­gio che ha scrit­to per De Fal­co, oltre a ricor­da­re le dif­fi­col­tà di diri­ge­re una Capi­ta­ne­ria in un’i­so­la come Pantelleria.

Qui di segui­to tro­va­te il discor­so del Coman­dan­te De Fal­co e il video del­l’in­te­ra cerimonia.

Il Comandante Giuseppe Claudio Marrone e il Sindaco Fabrizio D'Ancona

Il Coman­dan­te Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne e il Sin­da­co Fabri­zio D’Ancona

DISCORSO DEL COMANDANTE VINCENZO DE FALCO:

Auto­ri­tà civi­li, mili­ta­ri e reli­gio­se, Signo­re e Signo­ri, col­le­ghe e colleghi,

Sap­pia­mo bene che tra­di­zio­nal­men­te que­ste ceri­mo­nie sono momen­ti in cui si cele­bra e si rin­gra­zia il Coman­dan­te uscen­te per il ser­vi­zio svol­to. Ma per­met­te­te­mi di dire con con­vin­zio­ne che oggi non è il gior­no di una per­so­na, ma dell’Istituzione. Per­ché il coman­do pas­sa e il ser­vi­zio resta. Resta la mis­sio­ne che abbia­mo con­di­vi­so: tute­la­re la vita uma­na in mare, garan­ti­re la sicu­rez­za del­la navi­ga­zio­ne, pro­teg­ge­re l’ambiente, assi­cu­ra­re lega­li­tà e vici­nan­za alla comunità.

In que­sti anni ho cer­ca­to di met­te­re sem­pre l’Istituzione davan­ti a tut­to. Ho volu­to un lavo­ro sobrio, lon­ta­no dal­le vetri­ne e dai pro­cla­mi: per­ché il mare non pre­mia gli annun­ci, ma i comportamenti.

Pan­tel­le­ria chie­de misu­ra e con­cre­tez­za. In un con­te­sto insu­la­re, la dif­fe­ren­za la fan­no la qua­li­tà dell’ordinario e la con­ti­nui­tà dell’azione. Per que­sto abbia­mo pun­ta­to su pro­ce­du­re chia­re, sull’addestramento, sul­la col­la­bo­ra­zio­ne con le altre For­ze, sul­la pre­ven­zio­ne con scuo­le e ope­ra­to­ri, su una vigi­lan­za costan­te esull’attenzione all’ambiente. Nes­sun risul­ta­to è mai di un sin­go­lo: è sem­pre frut­to di una squa­dra che lavo­ra, spes­so lon­ta­no dai riflettori.

Desi­de­ro rin­gra­zia­re le Auto­ri­tà per la col­la­bo­ra­zio­ne con­cre­ta. Qui la coo­pe­ra­zio­ne non è un optio­nal: è meto­do e respon­sa­bi­li­tà con­di­vi­sa. Quan­do cia­scu­no resta nel pro­prio ruo­lo, met­te l’Istituzione davan­ti al pro­fi­lo per­so­na­le e sce­glie i fat­ti alle paro­le, l’efficacia cre­sce, e il cit­ta­di­no lo percepisce.

Il Comandante Vincenzo De Falco e il Comandante Michele Pignatelli

Il Coman­dan­te Vin­cen­zo De Fal­co e il Coman­dan­te Miche­le Pignatelli

Nel silen­zio abbia­mo costrui­to risul­ta­ti che con­ta­no. Sul fron­te del­la ricer­ca e soc­cor­so in mare non abbia­mo mai abbas­sa­to la guar­dia: abbia­mo man­te­nu­to la pron­tez­za, cura­to il coor­di­na­men­to, affi­na­to le pro­ce­du­re, per inter­ve­ni­re in sicu­rez­za anche nel­le ore peg­gio­ri e con mare dif­fi­ci­le. Abbia­mo uni­to uma­ni­tà e rigo­re ope­ra­ti­vo soc­cor­ren­do in due anni più di 7000 per­so­ne in più di 600 even­ti sar coor­di­na­ti. Lascio sen­za alcun deces­so e disper­so con­fer­ma­to. Gra­zie sì ad una pro­ba­bi­le buo­na dose di for­tu­na, che però aiu­ta sem­pre gli auda­ci, ma soprat­tut­to a ripro­va di quel­la pro­fes­sio­na­li­tà ed impe­gno costan­te che ha mes­so in cam­po duran­te le emer­gen­ze sia chi ope­ra­va a ter­ra e sia chi ope­ra­va in mare.

Sul pia­no ambien­ta­le, l’azione costan­te ha fat­to emer­ge­re situa­zio­ni che anda­va­no cor­ret­te: aree usa­te come disca­ri­che o pun­ti di accu­mu­lo incon­trol­la­to di rifiu­ti sono sta­te indi­vi­dua­te e san­zio­na­te, accom­pa­gnan­do ammi­ni­stra­zio­ni e pri­va­ti ver­so le boni­fi­che neces­sa­rie. L’attenzione agli sca­ri­chi ci ha con­dot­ti, da ulti­mo, al seque­stro del depu­ra­to­re comu­na­le: un segno che le cri­ti­ci­tà non si risol­vo­no con la ver­ni­ce fre­sca, ma affron­tan­do­le davvero.

Anche la poli­zia giu­di­zia­ria ha dato frut­ti con­cre­ti: solo pochi gior­ni fa, insie­me alla Squa­dra Mobi­le del­la Que­stu­ra di Tra­pa­ni, è sta­ta disar­ti­co­la­ta una com­pa­gi­ne cri­mi­na­le di stra­nie­ri che da Pan­tel­le­ria orga­niz­za­va traf­fi­ci di esse­ri uma­ni dal­la Tuni­sia. Sono esem­pi diver­si, ma tut­ti ricon­du­ci­bi­li a una scel­ta uni­ca: pri­vi­le­gia­re i fat­ti alle paro­le e la con­cre­tez­za all’apparenza.

Vor­rei ora con­di­vi­de­re una rifles­sio­ne che riguar­da non solo il por­to ma tut­to il dema­nio marit­ti­mo dell’isola. A mio avvi­so, Pan­tel­le­ria non ha biso­gno di pro­mes­se irrea­liz­za­bi­li o di pro­get­ti farao­ni­ci scol­le­ga­ti dal­la real­tà. Ha biso­gno di ope­re pro­por­zio­na­te e uti­li, di manu­ten­zio­ni pun­tua­li e di mes­sa in sicu­rez­za di ciò che già esi­ste: moli, ban­chi­ne, sca­li d’alaggio, segna­la­men­ti, fon­da­li, via­bi­li­tà, ser­vi­zi essen­zia­li. Se tra­scu­ria­mo l’ordinario o se inse­guia­mo l’irrealistico, il siste­ma arre­tra: si ridu­ce la sicu­rez­za, aumen­ta­no i costi, si sco­rag­gia­no traf­fi­ci, pesca e turismo.

Per que­sto chie­do alle Isti­tu­zio­ni com­pe­ten­ti di tene­re la bar­ra drit­ta sul­la real­tà: prio­ri­tà alla sicu­rez­za e alla fun­zio­na­li­tà, qua­li­tà ese­cu­ti­va, coor­di­na­men­to tra enti, pro­ce­du­re lim­pi­de. È qui che si misu­ra la serie­tà di un territorio.

C’è un prin­ci­pio che desi­de­ro riba­di­re con fer­mez­za: il disa­gio non sospen­de la leg­ge. Pan­tel­le­ria può vive­re momen­ti com­ples­si — distan­za, meteo, caren­ze infra­strut­tu­ra­li — ma non può diven­ta­re un luo­go “sen­za rego­le”. Lo Sta­to vale qui come altro­ve, insie­me a quei corol­la­ri non scrit­ti del­la sicu­rez­za che ogni don­na e uomo di mare cono­sce: pru­den­za, buon sen­so, rispet­to del­le limi­ta­zio­ni edell’altro. Non pos­sia­mo abi­tuar­ci a “chiu­de­re un occhio”: i dirit­ti e i dove­ri del cit­ta­di­no resta­no la rot­ta per tut­ti. La lega­li­tà non è un osta­co­lo: è il pre­sup­po­sto del­la sicu­rez­za e del­la liber­tà comune.

Alla squa­dra dell’Ufficio Cir­con­da­ria­le Marit­ti­mo, al di là di quan­to vi ho già espres­so a por­te chiu­se e per­so­nal­men­te, va il mio gra­zie pub­bli­co più sin­ce­ro. In que­sti anni ave­te dimo­stra­to che si può lavo­ra­re met­ten­do l’Istituzione al cen­tro, con deci­sio­ni misu­ra­te e con­ti­nui­tà ver­so l’utenza. Ave­te ope­ra­to con pro­fes­sio­na­li­tà e sobrie­tà, pron­ti a spie­ga­re, a san­zio­na­re quan­do neces­sa­rio e a ren­de­re con­to sem­pre. E ave­te sapu­to resta­re vici­ni alla comu­ni­tà: ascol­tan­do ope­ra­to­ri por­tua­li, pesca­to­ri e dipor­ti­sti, con una pre­sen­za visi­bi­le quan­do ser­vi­va e discre­ta quan­do bastava.

Al Coman­dan­te che suben­tra affi­do un Uffi­cio che sa lavo­ra­re e una comu­ni­tà esi­gen­te ma lea­le. Gli pas­so tre impe­gni che con­si­de­ro fon­da­men­ta­li: innan­zi­tut­to la con­ti­nui­tà, per­ché la sicu­rez­za nasce da gesti ripe­tu­ti bene; poi la sicu­rez­za stes­sa, che vie­ne pri­ma di tut­to — uomi­ni, mez­zi, adde­stra­men­to e manu­ten­zio­ne non si pos­so­no improv­vi­sa­re né rin­via­re; infi­ne la tra­spa­ren­za, per­ché è meglio dire una veri­tà sobria che una pro­mes­sa brillante.

Con­sen­ti­te­mi ora un pen­sie­ro più per­so­na­le. Quan­do sono arri­va­to qui, la mia pri­mo­ge­ni­ta Auro­ra ave­va appe­na cin­que mesi di vita. In que­sti anni la mia fami­glia ha vis­su­to con me, in par­te qui sull’isola e in par­te a distan­za, le gio­ie e le dif­fi­col­tà di que­sto coman­do. Oggi sono par­ti­co­lar­men­te gra­to per­ché, con un viag­gio non sem­pli­ce, mia moglie, i miei figli e i miei geni­to­ri han­no volu­to esse­re pre­sen­ti a que­sta cerimonia.

A mia moglie devo mol­to più di un gra­zie. Ha dovu­to met­te­re total­men­te in stand-by la pro­pria vita, i pro­pri pro­get­ti e le pro­prie abi­tu­di­ni, per soste­ne­re le esi­gen­ze del mio ser­vi­zio e le assen­ze che esso com­por­ta­va. È sta­to un prez­zo alto, fat­to di rinun­ce silen­zio­se e di respon­sa­bi­li­tà por­ta­te sul­le spal­le da sola, ma sem­pre con for­za e con digni­tà. E come spes­so acca­de, la vita ha volu­to ricom­pen­sa­re que­sta fati­ca con un dono immen­so: l’arrivo del nostro­se­con­do­ge­ni­to, Leo­nar­do, nato solo 30 gior­ni fa, che ha dato gio­ia e sen­so a que­sto per­cor­so così impegnativo.

Ai miei figli, e in par­ti­co­la­re ad Auro­ra, che oggi ha qua­si tre anni, va il pen­sie­ro più affet­tuo­so: han­no sop­por­ta­to pazien­te­men­te la lon­ta­nan­za del papà e, sen­za saper­lo, han­no dato for­za ai miei gior­ni. Ai miei geni­to­ri devo rico­no­scen­za per i valo­ri che mi han­no tra­smes­so e per il soste­gno che non mi han­no mai fat­to mancare.

So bene che die­tro ogni don­na e uomo in uni­for­me c’è sem­pre una fami­glia che reg­ge e sostie­ne. E il nostro ser­vi­zio, alla fine, è anche meri­to loro.

Lascio con la sere­ni­tà di chi sa che le per­so­ne pas­sa­no e la ban­die­ra resta. La rot­ta che abbia­mo segui­to non por­ta nomi pro­pri: por­ta un dove­re. Con­ti­nua­te a ser­vir­lo con misu­ra, lon­ta­no dai riflet­to­ri e vici­no al mare, per­ché nel­la sostan­za dell’ordinario si costrui­sce la sicu­rez­za straor­di­na­ria di quest’isola.

Viva l’Ufficio Cir­con­da­ria­le marit­ti­mo Guar­dia costie­ra di Pan­tel­le­ria, Viva il Cor­po del­le Capi­ta­ne­rie di por­to, Viva la Mari­na Mili­ta­re, Viva l’Italia!

Coman­dan­te Vin­cen­zo De Falco


 

Il Comandante Giuseppe Claudio Marrone e la famiglia

Il Coman­dan­te Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne e la famiglia

VIDEO DELLA CERIMONIA: