Lucia Bisi ricorda Maria Ghelia. In un video inedito Maria parla di quando divenne ‘pantesca’

Lucia Bisi ricorda Maria Ghelia. In un video inedito Maria parla di quando divenne ‘pantesca’

03/09/2025 0 Di Redazione

La scrit­tri­ce Lucia Bisi ha scrit­to per noi un bel­lis­si­mo ricor­do di Maria Ghe­lia, la pri­ma don­na subac­quea d’I­ta­lia, gran­de aman­te di Pan­tel­le­ria dal­la qua­le era lon­ta­na ormai da tem­po per que­stio­ni di salu­te. Maria è venu­ta a man­ca­re qual­che gior­no fa, ma il suo ricor­do rima­ne vivo nel­l’i­so­la e negli isolani. 

Lucia l’ha ritrat­ta in un rac­con­to a lei dedi­ca­to e ce la ricor­da con quel­lo che era il suo com­pa­gno natu­ra­le: il mare.

In quel mon­do magi­co Maria face­va gran­di sco­per­te e incon­tri uni­ci, da cui nasce­va­no sin­go­la­ri ami­ci­zie, come quel­la con la car­pa Vittoria. 

Gra­zie a Lucia, ho cono­sciu­to Maria in occa­sio­ne del­la pre­sen­ta­zio­ne del libro ‘Il ven­to ce lo dis­se’ e cre­do che non dimen­ti­che­rò mai il modo in cui mi rac­con­ta­va del­la sua ami­ca car­pa e del modo in cui quo­ti­dia­na­men­te inte­ra­gi­va­no, le mera­vi­glie del mare, di un uni­ver­so a par­te, di un mon­do da proteggere.

Rin­gra­zio Lucia Bisi per aver­ci fat­to que­sto dono, ricor­dan­do Maria nel­la sua uni­ci­tà e straordinarietà.

Il nostro omag­gio a Maria è il video, fino­ra ine­di­to, del­la sua testi­mo­nian­za alla pre­sen­ta­zio­ne del libro il 16 luglio 2021 in Aula Con­si­lia­re, che tro­va­te alla fine del ricor­do scrit­to da Lucia Bisi. Maria rac­con­ta del gior­no in cui, final­men­te, i pan­te­schi la con­si­de­ra­ro­no ‘una di loro’.

Ciao Maria.

Fran­ce­sca Marrucci

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MARIA E IL MARE

Maria ci ha lascia­to. Già ave­va lascia­to l’isola per moti­vi di salu­te anni fa. Si è spen­ta nel­la nati­va Tori­no qual­che gior­no fa e ieri sono sta­ti cele­bra­ti i suoi funerali.

Sott’acqua” è il tito­lo del rac­con­to a lei dedi­ca­to, nel con­te­sto del mio libro edi­to nel 2021 “Il ven­to ce lo dis­se. Don­ne nell’isola” (Bolis edi­zio­ni), dove si nar­ra la sto­ria di quin­di­ci don­ne venu­te da fuo­ri, che a Pan­tel­le­ria han­no tro­va­to casa. Don­ne crea­ti­ve e di gran­de carat­te­re. Ognu­na a suo modo. Ognu­na intrec­cia­ta con l’isola secon­do un pro­prio tema, qua­le l’architettura, l’agricoltura, i giar­di­ni, la musi­ca, l’ombra e altro ancora.

Il tema di Maria è il mare

Era una subac­quea, quan­do anco­ra non esi­ste­va­no le don­ne subac­quee. Ha sfi­da­to le con­ven­zio­ni del suo tem­po, secon­do cui una sub fem­mi­na era sospet­ta e incon­ce­pi­bi­le. Maria diven­ta a fine anni Cin­quan­ta la pri­ma istrut­tri­ce subac­quea in Italia.

Ed ecco la sua voce: “Sono sem­pre sta­ta una don­na di mare. Vole­vo vive­re nel mare, con lui e in lui. Pri­ma di sce­glie­re dove sta­re, ho gira­to il mon­do a lun­go. Quest’sola infi­ne mi ha fat­ta fer­ma­re. Non sono cre­den­te, ma sono infi­ni­ta­men­te gra­ta al crea­to­re che ha con­ce­pi­to i fon­da­li.”

Maria e il mare: quattrocento immersioni per trent’anni nel mare di Pantelleria

Immer­sio­ni paci­fi­che, a nor­ma con le rego­le del­la capi­ta­ne­ria, sen­za sfo­ra­re la pro­fon­di­tà. Sul­la bar­ca ave­va quan­to ser­vi­va, bom­bo­le, ossi­ge­no e pron­to soc­cor­so. Mai un fuci­le. Face­va sco­pri­re gli abis­si ai sub che si cala­va­no insie­me a lei, gui­dan­do­li nell’esplorazione del pae­sag­gio sot­to­ma­ri­no dell’isola.

In una dimen­sio­ne che non è la nostra”, inse­gna­va loro “dob­bia­mo lascia­re che sia il pesce a voler­ci cono­sce­re. I pesci dif­fi­da­no degli uma­ni, ne per­ce­pi­sco­no l’intenzione dal respi­ro, dall’adrenalina ema­na­ta. Fiu­ta­no l’istinto del cac­cia­to­re”.

Vuo­le il mare più che mai quan­do un inci­den­te di embo­lia le inve­ste gli arti, pri­van­do­li tem­po­ra­nea­men­te del­la cir­co­la­zio­ne, addormentandoli.

Mare, passione che non fa sconti

Con capar­bia, ripren­de un cer­to con­trol­lo del­le brac­cia e del­le gam­be e, da lì in poi, la dimen­sio­ne in cui si muo­ve sen­za sfor­zo è, ancor più di pri­ma, quel­la acqua­ti­ca. La aiu­ta­no le cor­ren­ti mari­ne che cono­sce, i pesci con i qua­li ha intes­su­to nel tem­po rap­por­ti di reci­pro­ca fiducia.

La cer­nia, da lei chia­ma­ta Vit­to­ria, che si lascia tran­quil­la­men­te con­tem­pla­re men­tre ripo­sa al sole su una pie­tra a nove metri di pro­fon­di­tà. O il pol­po, tra gli esse­ri mari­ni il suo pre­di­let­to, mol­lu­sco estre­ma­men­te intel­li­gen­te, con oltre mez­zo miliar­do di neu­ro­ni spar­si dal cer­vel­lo ai ten­ta­co­li. Del pol­po Maria ama­va rac­con­ta­re l’attrazione per le cose luc­ci­can­ti, che sa dispor­re con spic­ca­to sen­so este­ti­co intor­no alla sua tana: con­chi­glie orec­chie di Vene­re, pie­tri­ne roton­de, tap­pi di gaz­zo­sa e metalli. 

Maria aveva i suoi percorsi sottomarini abitudinari

I suoi occhi via via ci vede­va­no meno, ma rico­no­sce­va le ombre degli sco­gli, le cavi­tà e le sec­che, le sago­me ani­ma­li appog­gia­te sul­le roc­ce e il cam­bia­men­to dei colo­ri che sbia­di­va­no, e che lei sape­va inter­pre­ta­re come gra­di di sof­fe­ren­za dovu­ta al calo­re dell’acqua: dei coral­li, del­le pie­tre e del­le alghe e del­le spu­gne. Fino qua­si alla fine del­la sua vita, nel mare e col mare, Maria ha esplo­ra­to con gran­de pas­sio­ne la fore­sta mari­na di Pantelleria.

16 LUGLIO 2021 PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCIA BISI ‘IL VENTO CE LO DISSE’, AULA CONSILIARE COMUNE DI PANTELLERIA. TESTIMONIANZA DI MARIA GHELIA: