di Francesca Marrucci Oggi alle 18,30 a Milano Lucia Bisi presenterà il suo libro “Il…
Lucia Bisi ricorda Maria Ghelia. In un video inedito Maria parla di quando divenne ‘pantesca’
03/09/2025La scrittrice Lucia Bisi ha scritto per noi un bellissimo ricordo di Maria Ghelia, la prima donna subacquea d’Italia, grande amante di Pantelleria dalla quale era lontana ormai da tempo per questioni di salute. Maria è venuta a mancare qualche giorno fa, ma il suo ricordo rimane vivo nell’isola e negli isolani.
Lucia l’ha ritratta in un racconto a lei dedicato e ce la ricorda con quello che era il suo compagno naturale: il mare.
In quel mondo magico Maria faceva grandi scoperte e incontri unici, da cui nascevano singolari amicizie, come quella con la carpa Vittoria.
Grazie a Lucia, ho conosciuto Maria in occasione della presentazione del libro ‘Il vento ce lo disse’ e credo che non dimenticherò mai il modo in cui mi raccontava della sua amica carpa e del modo in cui quotidianamente interagivano, le meraviglie del mare, di un universo a parte, di un mondo da proteggere.
Ringrazio Lucia Bisi per averci fatto questo dono, ricordando Maria nella sua unicità e straordinarietà.
Il nostro omaggio a Maria è il video, finora inedito, della sua testimonianza alla presentazione del libro il 16 luglio 2021 in Aula Consiliare, che trovate alla fine del ricordo scritto da Lucia Bisi. Maria racconta del giorno in cui, finalmente, i panteschi la considerarono ‘una di loro’.
Ciao Maria.
Francesca Marrucci
MARIA E IL MARE
Maria ci ha lasciato. Già aveva lasciato l’isola per motivi di salute anni fa. Si è spenta nella nativa Torino qualche giorno fa e ieri sono stati celebrati i suoi funerali.
“Sott’acqua” è il titolo del racconto a lei dedicato, nel contesto del mio libro edito nel 2021 “Il vento ce lo disse. Donne nell’isola” (Bolis edizioni), dove si narra la storia di quindici donne venute da fuori, che a Pantelleria hanno trovato casa. Donne creative e di grande carattere. Ognuna a suo modo. Ognuna intrecciata con l’isola secondo un proprio tema, quale l’architettura, l’agricoltura, i giardini, la musica, l’ombra e altro ancora.
Il tema di Maria è il mare
Era una subacquea, quando ancora non esistevano le donne subacquee. Ha sfidato le convenzioni del suo tempo, secondo cui una sub femmina era sospetta e inconcepibile. Maria diventa a fine anni Cinquanta la prima istruttrice subacquea in Italia.
Ed ecco la sua voce: “Sono sempre stata una donna di mare. Volevo vivere nel mare, con lui e in lui. Prima di scegliere dove stare, ho girato il mondo a lungo. Quest’sola infine mi ha fatta fermare. Non sono credente, ma sono infinitamente grata al creatore che ha concepito i fondali.”
Maria e il mare: quattrocento immersioni per trent’anni nel mare di Pantelleria
Immersioni pacifiche, a norma con le regole della capitaneria, senza sforare la profondità. Sulla barca aveva quanto serviva, bombole, ossigeno e pronto soccorso. Mai un fucile. Faceva scoprire gli abissi ai sub che si calavano insieme a lei, guidandoli nell’esplorazione del paesaggio sottomarino dell’isola.
“In una dimensione che non è la nostra”, insegnava loro “dobbiamo lasciare che sia il pesce a volerci conoscere. I pesci diffidano degli umani, ne percepiscono l’intenzione dal respiro, dall’adrenalina emanata. Fiutano l’istinto del cacciatore”.
Vuole il mare più che mai quando un incidente di embolia le investe gli arti, privandoli temporaneamente della circolazione, addormentandoli.
Mare, passione che non fa sconti
Con caparbia, riprende un certo controllo delle braccia e delle gambe e, da lì in poi, la dimensione in cui si muove senza sforzo è, ancor più di prima, quella acquatica. La aiutano le correnti marine che conosce, i pesci con i quali ha intessuto nel tempo rapporti di reciproca fiducia.
La cernia, da lei chiamata Vittoria, che si lascia tranquillamente contemplare mentre riposa al sole su una pietra a nove metri di profondità. O il polpo, tra gli esseri marini il suo prediletto, mollusco estremamente intelligente, con oltre mezzo miliardo di neuroni sparsi dal cervello ai tentacoli. Del polpo Maria amava raccontare l’attrazione per le cose luccicanti, che sa disporre con spiccato senso estetico intorno alla sua tana: conchiglie orecchie di Venere, pietrine rotonde, tappi di gazzosa e metalli.
Maria aveva i suoi percorsi sottomarini abitudinari
I suoi occhi via via ci vedevano meno, ma riconosceva le ombre degli scogli, le cavità e le secche, le sagome animali appoggiate sulle rocce e il cambiamento dei colori che sbiadivano, e che lei sapeva interpretare come gradi di sofferenza dovuta al calore dell’acqua: dei coralli, delle pietre e delle alghe e delle spugne. Fino quasi alla fine della sua vita, nel mare e col mare, Maria ha esplorato con grande passione la foresta marina di Pantelleria.
16 LUGLIO 2021 PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCIA BISI ‘IL VENTO CE LO DISSE’, AULA CONSILIARE COMUNE DI PANTELLERIA. TESTIMONIANZA DI MARIA GHELIA:

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