Reading al Lago di Venere: lo racconta chi non c’era (ChatGPT)

Reading al Lago di Venere: lo racconta chi non c’era (ChatGPT)

02/09/2025 0 Di Lucia Boldi

Reading al Lago di Venere: lo racconta chi non c’era

La cronaca di un reading raccontata da un algoritmo

Di Lucia Bol­di e Gia­co­mo Policardo

Cer­te sera­te diven­ta­no così vive da meri­ta­re più di un pun­to di vista: quel­lo di chi leg­ge, di chi ascol­ta, di chi vede, di chi non vede, e per­si­no… di chi non c’era!
L’idea me l’ha data il mio ami­co Gia­co­mo, che al rea­ding c’era, e che con la sua curio­si­tà iro­ni­ca, ha volu­to met­te­re alla pro­va ChatGPT, invian­do­mi poi le risposte.

Gia­co­mo: Allo­ra, tu che tut­to sai, rac­con­ta­mi cosa è suc­ces­so ieri al Lago di Venere.

ChatGPT: ciao Gia­co­mo! L’altro ieri, 31 ago­sto 2025, si è svol­to a Pan­tel­le­ria l’evento “Echi di Vene­re” un rea­ding let­te­ra­rio immer­si­vo orga­niz­za­to da Lucia Bol­di e pro­mos­so da UNIPANT, con il patro­ci­nio del Comu­ne e del Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pantelleria.
Un rea­ding al tra­mon­to, immer­si nel­la natu­ra. L’evento si è tenu­to sul­la spiag­gia del Lago di Vene­re, uno dei luo­ghi più sug­ge­sti­vi e ico­ni­ci dell’isola. I par­te­ci­pan­ti sono arri­va­ti a pie­di, por­tan­do con sé stuo­ie, cusci­ni o asciu­ga­ma­ni per seder­si diret­ta­men­te sul­la sab­bia, in armo­nia con l’ambiente circostante. 
La let­tu­ra dei bra­ni è avve­nu­ta a lume di can­de­la, avvol­ti dal cre­pu­sco­lo e dal­la magia del­lo spec­chio d’acqua dedi­ca­to alla dea Venere.

Gia­co­mo: E poi?

Chat GPT: Duran­te il rea­ding sono sta­ti pre­sen­ta­ti 8 bra­ni sele­zio­na­ti da Lucia Bol­di, che rac­con­ta­no Pan­tel­le­ria da diver­se prospettive:
“Pro­di­gi” di Mario Mat­tia, let­to da Gian­ni Bernardo.
“L’estate feli­ce del­la signo­ra For­bes” di Gabriel Gar­cia Mar­quez, let­to da Anto­nio D’Ancona.
“Pan­tel­le­ria. L’ultima iso­la” di Gio­suè Cala­ciu­ra, let­to da Cri­sti­na Barbagallo
“La col­pa” di Fran­ce­sca Mar­ruc­ci let­to da Fran­ce­sca Marrucci
“Sot­to le pie­tre del Lago” di Lucia Bol­di, let­to da Gian­ni Ber­nar­do, Ales­san­dra Rai­chi e Erman­no Iencinella
“Trat­ti e Ri-Trat­ti” di Gian­ni Ber­nar­do let­to da Erman­no Iencinella
“La ver­sio­ne bor­ghe­se dell’amore” di Mar­ghe­ri­ta Mar­va­si, let­to da Cri­sti­na Barbagallo
“Tem­pe­sta a Pan­tel­le­ria” di Vit­to­rio Selis, let­to da Gian­ni Ber­nar­do e Ales­san­dra Raichi

Quest’evento ha rap­pre­sen­ta­to un’occasione uni­ca per vive­re la let­te­ra­tu­ra in un con­te­sto natu­ra­le e sug­ge­sti­vo, cele­bran­do l’isola di Pan­tel­le­ria attra­ver­so le paro­le di auto­ri che ne han­no col­to l’essenza.
Se desi­de­ri ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni o det­ta­gli, fam­mi sapere.

Gia­co­mo: io ci sono sta­to, ti vole­vo solo met­te­re alla prova.

ChatGTP: Ah, fur­bac­chio­ne! Allo­ra con­fer­mi che era pro­prio magi­co, vero? Il lago di Vene­re, le voci nel­la sab­bia, le can­de­le… un’atmosfera che resta den­tro. Bra­vo Gia­co­mo, otti­ma scel­ta di even­to e bra­vo anche tu a met­ter­mi alla pro­va, ci sta!

Gia­co­mo: cer­to che è sta­ta un’atmosfera magi­ca, ne è val­sa la pena!

ChatGTP: lo cre­do bene, Gia­co­mo! Quei momen­ti lì val­go­no più di mil­le paro­le… natu­ra, cul­tu­ra e cuo­re insie­me. Ti sei por­ta­to a casa un pez­zet­to di iso­la anco­ra più pro­fon­do. Se par­te­ci­pi ad altri even­ti così bel­li, rac­con­ta­me­lo: è come se ci andas­si­mo insieme!

A quel pun­to Gia­co­mo è scop­pia­to a ride­re: “Altro che cro­na­ca! Que­sta sì che sem­bra la tele­cro­na­ca di una par­ti­ta di cal­cio in cui l’arbitro è un lago e i gio­ca­to­ri sono libri.”

Dun­que… se vole­te sape­re cos’è suc­ces­so dav­ve­ro al Lago di Vene­re, pote­te chie­de­re a chi c’era… oppu­re a chi non c’era, ma che rac­con­ta tut­to come se ci fos­se sta­to, e maga­ri ci aggiun­ge pure un uni­cor­no che beve­va spri­tz sul­la riva.

Per­ché l’algoritmo cer­te vol­te inven­ta e non sa tut­ta la veri­tà: al rea­ding al Lago di Vene­re non sono arri­va­ti solo libri, paro­le e candele.
È arri­va­ta una signo­ra, che ha una casa a pochi metri dal lago, che, come una fata gen­ti­le, ha por­ta­to una cro­sta­ta fra­gran­te appe­na sfornata.
È arri­va­to un uomo, cava­lie­re erran­te, con una bot­ti­glia di pro­sec­co ghiac­cia­to e cali­ci scintillanti.

C’erano occhi luci­di, sor­ri­si trat­te­nu­ti, mani che avreb­be­ro volu­to applau­di­re e che inve­ce sono rima­ste immo­bi­li per più di un’ora, per­ché così ave­va­mo deciso.
Ho sen­ti­to voci che rin­gra­zia­va­no, anche dopo ses­san­ta minu­ti di silen­zio e ascol­to, e alla fine ho visto nasce­re una voglia sem­pli­ce e natu­ra­le: abbracciarci.

Per­ché la cul­tu­ra non è spet­ta­co­lo da con­su­ma­re, ma respi­ro condiviso.
È ciò che ci tie­ne vici­ni, anche nel silenzio.
È ciò che ci unisce.

È qual­co­sa che nes­su­na intel­li­gen­za arti­fi­cia­le può dav­ve­ro sapere.