Danilo Ruggero: quando le parole diventano musica

Danilo Ruggero: quando le parole diventano musica

02/09/2025 0 Di Giacomo Policardo

Danilo Ruggero: quando le parole diventano musica

L’esibizione live del cantautore pantesco ha riscosso apprezzamento ed è stata una vera scoperta per buona parte del pubblico

di Gia­co­mo Policardo

Si è con­clu­sa ieri sera a Pan­tel­le­ria in Piaz­zet­ta Mes­si­na una serie di tre con­cer­ti pro­mos­si dal­l’U­ni­pant. Ieri, un gio­va­ne can­tau­to­re pan­te­sco, Dani­lo Rug­ge­ro, con i suoi testi ci ha fat­to riflet­te­re, ci ha par­la­to del­la sua vita, in un con­cer­to che lui stes­so ha defi­ni­to ‘ego­ri­fe­ri­to’, toc­can­do note in cui mol­ti del pub­bli­co si sono ritro­va­ti e han­no mol­to apprezzato.

Un con­cer­to che pos­sia­mo defi­ni­re un puzz­le, pro­prio come il con­cer­to e l’ul­ti­mo album di Dani­lo Rug­ge­ro, per­ché ogni can­zo­ne, ogni pro­po­sta che lui ci ha fat­to ascol­ta­re, era come se fos­se la com­po­si­zio­ne di un qua­dro più gran­de e, pez­zo dopo pez­zo, alla fine sia­mo arri­va­ti alla com­po­si­zio­ne di un puzz­le.

La timidezza che si sconfigge con la penna

Dani­lo Rug­ge­ro si defi­ni­sce un ragaz­zo timi­do che però ha sapu­to scon­fig­ge­re que­sta timi­dez­za con la penna.

Oltre al tem­po e alle espe­rien­ze, l’ha aiu­ta­to in que­sta cre­sci­ta un dia­rio che a quin­di­ci anni ha ini­zia­to a scri­ve­re. Met­ten­do per iscrit­to i pro­pri pen­sie­ri, le pro­prie emo­zio­ni, le pro­prie sen­sa­zio­ni ha sco­per­to un modo tera­peu­ti­co di leg­ger­si e que­sto ha sapu­to poi river­sar­lo nel­le sue canzoni.

Si defi­ni­sce anche un ragaz­zo che spes­so era imbron­cia­to in comi­ti­va, un ragaz­zo tri­ste, ma di quel­la tri­stez­za buo­na, pro­li­fi­ca, che è riu­sci­to a met­te­re anche in musi­ca, per­ché, come ci ha det­to a fine con­cer­to, con la tri­stez­za, con l’e­mo­zio­ne, con la sen­si­bi­li­tà può arri­va­re al pub­bli­co e comu­ni­ca­re diret­ta­men­te quel­lo che sen­te. I suoi bra­ni sono sta­ti inten­si a par­ti­re da Sapo­ne, can­zo­ne pro­prio sul­lo scri­ve­re e sul­l’u­ti­liz­za­re la scrit­tu­ra come una spe­cie di terapia.

E for­se var­rà a nien­te … ma spiego:
è un appun­ta­men­to par­ti­co­la­re quel­lo tra me, il mio ego e la mia penna -
che nascon­do sem­pre trop­po bene la vol­ta prima.
E quan­ti pen­sie­ri avrò per­so dunque?
Solo per il fat­to che a tetris nel­la mia testa non sono mai sta­to bravo
Ma chia­ri­fi­co … Io non sarò e non mi cre­do di cer­to un poe­ta né un uomo miglio­re e non pos­so dire che scri­vo poe­sie, IO USO solo trop­pe PAROLE.

Quan­ti spre­chi di sapone,
quan­ti spar­gi­men­ti di parole
per riu­sci­re a pulir­si il cuore,
per riu­sci­re a lavar­si bene,
per poter­si alleggerire
in que­ste not­ti silenziose.
Non potre­sti sta­re in silenzio?
Non dovre­sti sta­re in silenzio?
non potre­sti stare ?!

Io scri­vo per appuntare
quel­lo che non voglio più ricordare

Per bre­vi­tà chia­ma­to ARTISTA dice IL CANTAUTORE.
Per bre­vi­tà tu non chia­mar­mi dico io.
Per bre­vi­tà tu non chia­mar­mi PIÙ.

Canzoni di riflessione su sé stesso e sui grandi temi della vita

Dani­lo ha rega­la­to al pub­bli­co anche mol­ti ine­di­ti, che, come ha spie­ga­to, di soli­to ese­gue solo live e che non sono mai sta­ti mes­si in nes­sun album, e anche bra­ni recen­ti, come Can­zo­ne per l’ul­ti­mo gior­no del­l’an­no, una can­zo­ne sem­pre lega­ta ad un amo­re, ma con uno sguar­do su ciò che por­te­rà il nuo­vo anno.

Una can­zo­ne che ci ha col­pi­to par­ti­co­lar­men­te è sta­ta I figli dei figli degli altri, scrit­ta in occa­sio­ne del­l’at­ten­ta­to a Char­lie Heb­do. Par­la del­la nostra ipo­cri­sia, per­ché sui social com­men­tia­mo le cose quan­do già sono acca­du­te sen­za fare nien­te pri­ma, poi maga­ri dopo una set­ti­ma­na le rimet­tia­mo nel dimenticatoio.Tutti sco­pro­no la pace, la guer­ra e i gran­di dram­mi ‘dopo’ e spes­so ‘dopo’ è trop­po tardi.

E si abi­tua a dire che è nor­ma­le fino a quan­do non suc­ce­de a due
Cen­ti­me­tri dal cuo­re e, se succede,
Il dito è sul fuci­le o sul­le tastiere
Tut­ti pron­ti a sparare?!
Fate fuo­co ora che abbia­mo il ven­to a favore!
Fate fuo­co ora che il ven­to è fred­do, arti­co, geli­do, polare!
Gli apo­lo­gi­sti, gli estre­mi­sti e poi gli intolleranti
I reti­cen­ti, gli ipo­cri­ti, Lon­dra, Mosca, Roma, Ber­li­no, Bruxelles
Chi tra­spor­ta immi­gra­ti, gli euro­pei, gli europeisti
Chi li trat­ta da schia­vi, i poli­ti­ci e i gior­na­li­sti di regime
E i comu­ni­sti rima­sti, il cen­tro e il suo di dietro
E la lot­ta di clas­se fuo­ri moda e i dazi dal­la Siria a Parigi
E la gen­te comu­ne è la gen­te che muore
Tut­ti san­ti sul­la ter­ra. Tut­ti san­ti in paradiso
Sie­te sta­ti Char­lie VOI. Sie­te sta­ti VOI il buon viso
Sie­te sta­ti VOI Pari­gi o i sol­da­ti­ni americani
Sie­te VOI la vostra liber­tà e il vostro
San­gue sul­le mani – il vostro san­gue sul­le mani
Mai … non ci saran­no mai dei veri eroi

Pantelleria, i panteschi e la nostalgia dell’isola

Dani­lo Rug­ge­ro par­la mol­to anche di Pan­tel­le­ria, non potreb­be esse­re altri­men­ti, per­ché pur viven­do a Mila­no, ha nostal­gia del mare, del­l’i­so­la, anche se l’i­so­la lo ha cre­sciu­to in mez­zo a tan­te contraddizioni.

A Pan­tel­le­ria, ai pan­te­schi e al loro modo di esse­re, ha dedi­ca­to varie can­zo­ni in dia­let­to pan­te­sco, la più famo­sa è cer­ta­men­te Damu foco ai pin­se­ra, ma all’a­bi­tu­di­ne al cur­tig­ghiu, al pet­te­go­lez­zo, dedi­ca anche un altro bra­no in cui addi­rit­tu­ra con­si­glia ad un ami­co di lascia­re l’i­so­la per sfug­gi­re dal­le malelingue.

Sono sta­ti pez­zi vera­men­te inten­si e signi­fi­ca­ti­vi, pez­zi mor­bi­di, rifles­si­vi, di gran­de sen­si­bi­li­tà, can­ta­ti con sen­ti­men­to e for­za, tan­to da spez­za­re una cor­da del­la chi­tar­ra. C’è sta­to spa­zio anche per due cover, una di Bru­no­ri Sas, Il Pugi­le, e una che Dani­lo stes­so ha defi­ni­to ‘la più bel­la can­zo­ne d’a­mo­re mai scrit­ta’, Cu ti lu dis­si di Rosa Bali­stre­ri.

Dani­lo Rug­ge­ro ha anche fat­to un appel­lo al pub­bli­co di com­pra­re i dischi, spe­cial­men­te se uno fa musi­ca indi­pen­den­te. I social sono impor­tan­ti per la visi­bi­li­tà e la noto­rie­tà di un can­tan­te, ma i social non fan­no gua­da­gna­re tan­to agli arti­sti, così come le piat­ta­for­me strea­ming e quin­di, anche se in pochi anco­ra han­no i sup­por­ti per ascol­ta­re i cd in casa,  ha invi­ta­to il pub­bli­co a soste­ne­re gli arti­sti indi­pen­den­ti acqui­stan­do i cd del pri­mo album che alla fine del con­cer­to sono anda­ti a ruba, diven­tan­do pez­zi da col­le­zio­ne per­ché su ognu­no Dani­lo ha scrit­to una spe­cia­le dedi­ca a mano.

Una scoperta e una conferma: Danilo Ruggero conquista il pubblico a Piazzetta Messina

La gran­de sor­pre­sa c’è sta­ta per l’ul­ti­mo pez­zo del con­cer­to, quan­do ha pre­so la chi­tar­ra, ha chiu­so l’am­pli­fi­ca­zio­ne, ha abban­do­na­to il suo sga­bel­lo scric­chio­lan­te ed è venu­to a suo­na­re e can­ta­re tra noi del pub­bli­co per salutarci.

Abbia­mo avu­to modo di inter­vi­star­lo alla fine del­la sera­ta e gli abbia­mo chie­sto una valu­ta­zio­ne del con­cer­to appe­na concluso.

Lui ha det­to che è sta­ta una sera­ta memo­ra­bi­le, si è diver­ti­to mol­to. Il pub­bli­co ha ascol­ta­to atten­to e assor­to, rispon­den­do all’ap­pel­lo che ave­va fat­to la pre­si­den­te del­l’U­ni­pant Fran­ce­sca Mar­ruc­ci all’i­ni­zio del con­cer­to: ha ascol­ta­to i testi con atten­zio­ne e li ha apprezzati.

 Gli abbia­mo chie­sto anche una indi­scre­zio­ne: “Sei anda­to a Mila­no per una ragaz­za?” e lui ci ha con­fes­sa­to che si è tra­sfe­ri­to a Mila­no per amo­re, ma ha sot­to­li­nea­to quan­to quan­to gli man­ca il mare e quan­to gli man­ca Pantelleria.

Spe­ria­mo che que­sto ragaz­zo vera­men­te pos­sa con­ti­nua­re que­sta stra­da con suc­ces­so e altri rico­no­sci­men­ti, visto che già è sta­to fina­li­sta al pre­mio Bin­di e al pre­mio Paro­di e tra i 100 bra­ni di can­tau­to­ri emer­gen­ti scel­ti per il Con­cer­to del Pri­mo Mag­gio a Roma.

Un ragaz­zo che vera­men­te vale e ci ha fat­to emo­zio­na­re e sia­mo sta­ti con con­ten­ti di esse­re anche noi, per un po’ ieri sera, par­te del suo Puzz­le.