Due presentazioni, un’isola: Pantelleria tra poesia e glamour

Due presentazioni, un’isola: Pantelleria tra poesia e glamour

14/08/2025 0 Di Lucia Boldi

di Lucia Boldi

 

Ieri alle 19 Pan­tel­le­ria si è divi­sa tra due appun­ta­men­ti let­te­ra­ri: in Aula Con­si­lia­re la poe­tes­sa pan­te­sca Fran­ca Auro­ra Gian­nu­sa ha pre­sen­ta­to Io, l’io… e Dio; a Gadir, nel­lo stes­so ora­rio, Tom­ma­so Zor­zi incon­tra­va il pub­bli­co con Divi­na. Due even­ti simul­ta­nei, due pub­bli­ci diver­si: a Gadir affluen­za gio­va­ne e moda­io­la; in Aula Con­si­lia­re mol­ti vol­ti dell’isola, fami­glie, ami­ci, let­to­ri che cono­sco­no la poe­tes­sa e le sue radici.

Fran­ca Auro­ra, visi­bil­men­te emo­zio­na­ta, ha let­to lei stes­sa le sue poe­sie. È una let­tu­ra che chie­de ascol­to e resti­tui­sce pros­si­mi­tà: voce nuda, rit­mo misu­ra­to, silen­zi che lascia­no sedi­men­ta­re le imma­gi­ni. Una scel­ta coe­ren­te con l’anima del libro: in fon­do a ogni pagi­na com­pa­re il luo­go pre­ci­so in cui è nata l’ispirazione, una pic­co­la bus­so­la che tra­sfor­ma la rac­col­ta in una map­pa sen­ti­men­ta­le del­la sua vita. Io, l’io…e Dio è un viag­gio di espe­rien­ze vis­su­te che si fan­no paro­la: l’io che inciam­pa e si rial­za, la memo­ria che graf­fia e cura, la ricer­ca di una spi­ri­tua­li­tà inten­sa che non rin­ne­ga il mon­do, ma lo attra­ver­sa. Radi­ci a Pan­tel­le­ria, rami ad Apri­lia, dove oggi vive.
La poe­tes­sa non smet­te di esse­re pan­te­sca men­tre dia­lo­ga con l’invisibile; anzi, la ter­ra le dà il les­si­co, il mare la misu­ra, il ven­to la punteggiatura.

Il con­tro­can­to del­la sera­ta, a Gadir, è sta­to Divi­na di Zor­zi, con una pla­tea fol­ta e friz­zan­te, mol­ti gio­va­ni, out­fit cura­ti, l’energia del per­so­nag­gio pub­bli­co. Due atmo­sfe­re lon­ta­ne ma com­ple­men­ta­ri: da una par­te il fasci­no imme­dia­to del gla­mour; dall’altra la pros­si­mi­tà del­la poe­sia che chia­ma per nome luo­ghi e per­so­ne. È il segno di un’isola capa­ce di ospi­ta­re lin­guag­gi diver­si nel­la stes­sa ora: chi cer­ca riflet­to­ri li tro­va, chi cer­ca una voce inte­rio­re pure.