“Non voltarti”: il murale di Andrea Buglisi che parla alle donne

“Non voltarti”: il murale di Andrea Buglisi che parla alle donne

01/08/2025 0 Di Lucia Boldi

“Non voltarti”: il murale di Andrea Buglisi che parla alle donne, a Pantelleria

di Lucia Boldi

Via Man­zo­ni 91, Rio­ne San Gia­co­mo. È qui che Pan­tel­le­ria ha scel­to di far par­la­re i suoi muri. Da ieri sera, alle 19.30, una pare­te rac­con­ta. Non a voce alta, ma con for­za. È il nuo­vo mura­le dell’artista paler­mi­ta­no Andrea Bugli­si, dedi­ca­to alle don­ne vit­ti­me di vio­len­za, un’opera che affon­da le sue radi­ci nel­la memo­ria, nel­la sim­bo­lo­gia e nel biso­gno di non dimenticare.

A voler­lo for­te­men­te è sta­ta la con­si­glie­ra comu­na­le Nadia Fer­ran­des, che ha pre­sen­ta­to una mozio­ne vota­ta favo­re­vol­men­te da tut­ta l’amministrazione comu­na­le. A sug­ge­rir­le il nome dell’artista è sta­ta Patri­zia Impa­sta­to, sua ami­ca e gran­de appas­sio­na­ta d’arte. Dall’incontro di que­ste due volon­tà è nato un pro­get­to con­cre­to, che ieri è sta­to inau­gu­ra­to alla pre­sen­za del sin­da­co Fabri­zio D’Ancona, del­la giun­ta e di tan­ti cit­ta­di­ni. Duran­te l’inaugurazione è sta­ta ricor­da­ta anche Anna Eli­sa Fon­ta­na, gio­va­ne pan­te­sca vit­ti­ma di femminicidio.

Il mura­le si inti­to­la “Non vol­tar­ti” e ha pre­so for­ma in una set­ti­ma­na bat­tu­ta sia da un for­te sci­roc­co che, subi­to dopo, da un insi­sten­te mae­stra­le. Bugli­si, pro­fes­so­re di Disci­pli­ne Pit­to­ri­che al Liceo Arti­sti­co Cata­la­no di Paler­mo, ha già diver­si mura­les al suo atti­vo; l’ultimo, con­se­gna­to pro­prio da pochi gior­ni , il 17 luglio, a Paler­mo in via D’Amelio, dedi­ca­to alla memo­ria del giu­di­ce Borsellino.
Per “Non vol­tar­ti” l’artista ha scel­to mate­ria­li sem­pli­ci: pit­tu­re da ester­no e gros­si pen­nel­li, “i colo­ri che si usa­no per dipin­ge­re gli edi­fi­ci”, ha spie­ga­to. Con lui, a lavo­ra­re ogni gior­no sul muro, l’artista Sara Riz­zo.

Al cen­tro dell’opera, una figu­ra fem­mi­ni­le in gri­gio, ispi­ra­ta alle vec­chie foto in bian­co e nero: “un omag­gio alla memo­ria”, dice Bugli­si. Ma tut­to intor­no è un’esplosione di colo­re e sim­bo­li: un fil­tro rosa sugli occhi, per ampli­fi­ca­re ciò che dall’anima tra­spa­re nel­lo sguar­do; un nastri­no ros­so appun­ta­to sull’abito, sim­bo­lo del­la lot­ta con­tro la vio­len­za di gene­re; e un cor­vo nero, ambi­guo e poten­te, sospe­so sot­to un arco a tut­to sesto, tra minac­cia e seduzione.

Il cor­vo è un ani­ma­le affa­sci­nan­te, luci­do, ele­gan­te – spie­ga l’artista – ma ha anche un lega­me pro­fon­do con il tra­pas­so, l’ambiguità. Come cer­te rela­zio­ni in cui sedu­zio­ne e peri­co­lo si intrec­cia­no”. Sul­lo sfon­do, un arco pan­te­sco dipin­to di gial­lo: “gial­lo come la luce – dice Bugli­si – ma anche come la gelo­sia, che spes­so sca­te­na il gesto estre­mo”.

Ogni det­ta­glio è pen­sa­to in rela­zio­ne al luo­go. “Stu­dio sem­pre l’ambiente, la sua archi­tet­tu­ra, la gen­te. Solo dopo dise­gno un pri­mo ren­de­ring e lo adat­to alla pare­te”. E non pote­va man­ca­re, anche qui, il ver­de acqua, colo­re che ritor­na spes­so nei suoi lavo­ri e che a Pan­tel­le­ria tro­va la sua natu­ra­le collocazione.

Chi sei quando non hai i colori in mano?

“Sono un arti­sta, sem­pre, nell’animo. Per­ché nel mio sguar­do cer­co con­ti­nua­men­te par­ti­co­la­ri e atti­mi da fis­sa­re poi nei miei mura­les. Anche quan­do non ho il pen­nel­lo in mano, sto lavorando.”

Cosa può dire un murale che un foglio bianco non può?

“Un muro ha la capa­ci­tà di rivol­ger­si a tut­ti. Un foglio bian­co ha biso­gno di un arti­sta che lo mostri, di un con­te­sto. Il muro, inve­ce, è lì, nel pae­sag­gio, nel­la vita quo­ti­dia­na. Par­la anche a chi non vuo­le ascoltare.”

Cosa vuoi che resti di te quando il murales scolorirà?

“Vor­rei che il mes­sag­gio che ho dipin­to fos­se sta­to let­to e capi­to da tan­ta gen­te. Io volo mol­to bas­so, al con­tra­rio del­le mie ope­re che ten­do­no sem­pre a un’elevazione alta. E poi, che io sia ricor­da­to come un pro­fes­sio­ni­sta che ama il suo lavoro.”

Il mio sogno?

“Che l’arte pura, al di là del mes­sag­gio socia­le che può vei­co­la­re, pos­sa dav­ve­ro miglio­ra­re il mondo.”

E for­se Pan­tel­le­ria non si fer­me­rà a que­sto pri­mo pas­so. È sta­to pro­prio Bugli­si, osser­van­do le ampie fac­cia­te bian­che di via Man­zo­ni, a sug­ge­ri­re che que­sto ango­lo dell’isola potreb­be tra­sfor­mar­si in una gal­le­ria a cie­lo aper­to. Un’idea che la con­si­glie­ra Nadia Fer­ran­des ha accol­to con entu­sia­smo. E a giu­di­ca­re da come la pare­te oggi trat­tie­ne lo sguar­do di chi pas­sa, il seme è già sta­to piantato.