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Scauri: chiude e rinasce lo storico Antico Forno Marrone
24/07/2025La pizza con vista Africa: chiude (e rinasce) l’Antico Forno Marrone a Scauri
Trent’anni di pane, vento e meraviglia: il forno di Scauri rinasce più grande
di Lucia Boldi
Per trent’anni è stato molto più di un forno: era un profumo che saliva dalla montagna, un richiamo irresistibile di pane caldo, arancine dorate, pizze fragranti, biscotti intrecciati con cura. Ma era anche uno scorcio incantato: un piccolo terrazzo spartano affacciato sul golfo di Scauri, dove certi giorni, tra le pieghe del tramonto, si intravedeva l’Africa.
Franco Marrone e Rossella Coccellato, con mani sapienti e sorrisi discreti, hanno saputo costruire un luogo dell’anima. Ogni sera, là dove lo spazio concedeva appena qualche tavolo, si consumava un piccolo rito isolano: la pizza di Pantelleria, gustata con lo sguardo perso tra Capo Bon incendiato dal sole e la brezza salmastra che carezzava le tovaglie.
Chi l’ha vissuto, quel forno, sa che non era solo cibo. Era attesa e sorpresa. Era Isabella Ferrari che passava a prendere le arancine prima di uscire in barca. Matthias Schoenaerts, il fidanzato-photographer di Tilda Swinton in A Bigger Splash (film di Luca Guadagnino girato proprio sull’isola), che ogni sera – per tutta la durata delle riprese – ordinava una diavola con peperoni. Ben cotta. Sempre.
Carole Bouquet, invece, entrava silenziosa, lasciando una scia di fascino e cappelli – uno diverso ogni giorno. Roberto Andò prediligeva i biscotti a treccia. Pietro Valsecchi scendeva quei gradoni per comprare le pagnotte da pizza per il suo dammuso.
Non di rado capitava di incontrare Gérard Depardieu o Luca Zingaretti in fila alla piccola cassa, in mezzo a isolani e vacanzieri.
E poi c’era quel rito, o forse una piccola maledizione estiva, che rendeva tutto più memorabile: ogni sera di Ferragosto, immancabilmente, la corrente elettrica saltava. Niente luce, ma risate e allegria non mancavano mai. Si mangiava con la luce della luna o con le torce dei telefonini, perché accendere candele era impresa impossibile con il vento che non perdona. Un Ferragosto senza elettricità, ma con il calore delle persone e il profumo della pizza appena sfornata.
Tra tutte, quella più richiesta e amata era la Pizza Scauri: Gorgonzola, peperoni, cipolla e salame piccante. Una combinazione audace, proprio come il paesino da cui prende il nome, spalmato sul costone della montagna.
E ora, quel forno ha chiuso.
Ieri, per l’ultima volta, Franco e Rossella hanno girato la chiave nella serratura. Ma non è un addio. È un passaggio. Sempre ieri, a pochi metri da lì, sulla perimetrale Scauri Alta, al civico 31, hanno inaugurato il loro nuovo forno e pizzeria. Il locale è tutto nuovo: più ampio, comodo, luminoso. Spazio per accogliere famiglie, amici, nuovi e vecchi clienti. Niente più gradoni da scalare, niente più luci saltate a Ferragosto. Ma lo stesso cuore nel forno, oltre a una cucina super attrezzata per caponate, fritture da standing ovation e croccantissimi baci panteschi.
A benedire questo nuovo inizio è arrivato il parroco di Scauri, che ha portato parole di gratitudine e speranza. Poi un piccolo blackout ha interrotto per un attimo la festa. Un guasto lieve, si spera, ma pieno di simboli: come se il nuovo forno avesse voluto ricordare il vecchio, che di blackout ne ha vissuti parecchi.
A Franco e Rossella, che hanno sfamato generazioni di isolani e viaggiatori con passione e cura, vanno i nostri auguri più sinceri.
Buona fortuna. E buon appetito, Pantelleria.

Lucia Boldi, nata a Palermo nel 1961, ama definirsi una collezionista di storie e di emozioni. Da giovanissima ha firmato articoli di attualità per il giornale L’Ora. Negli anni ottanta, nella storica via Libertà, ha aperto una boutique, diventata presto luogo di nicchia per le appassionate di moda. Per quasi quarant’anni ha ricercato la bellezza nei vestiti e fatto emozionare tante donne grazie alla linea ardita di un abito, alla consistenza eterea di un caftano in seta o alla forma originale di una collana. Quando la moda ha smesso di darle il batticuore, ha scoperto che con la penna poteva ricreare lo stesso incanto. Scegliere le collezioni o scrivere libri sono due attività che, a suo dire, si somigliano: si tratta sempre di esprimere la propria personalità e i propri sentimenti, anche se in maniera diversa. Cucurummà è il suo romanzo d’esordio.


