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Mostra di Franco Ferrandes al Castello: Pantelleria che non c’è più
24/07/2025Franco Ferrandes ci invita ad un viaggio nel tempo con la sua mostra ‘Piacere, Pantelleria’ al Castello fino al 20 agosto
di Francesca Marrucci
Sarà possibile visitare fino al 20 agosto, presso i locali intorno al cortile del Castello di Pantelleria, la Mostra Fotografica “Piacere Pantelleria” di Franco Ferrandes, organizzata dal CCVG e dal Gruppo Micologico di Pantelleria con il Patrocinio del Comune di Pantelleria, inaugurata proprio lo scorso 20 luglio.
Franco, all’anagrafe Francesco Virginio Ferrandes, si definisce un ‘cittadino del mondo’ e non a caso. Dopo la sua nascita a Pantelleria nel 1949, da una famiglia dagli antenati illustri sull’isola, Franco si sposta al Nord con la famiglia, come tanti panteschi.
Prima a Sesto San Giovanni, poi a Cinisello Balsamo, Franco ha sempre portato Pantelleria nel cuore e qui ha conservato la casa, i ricordi di famiglia (che poi ha dovuto pian piano trasferire al nord per evitare si rovinassero) e sull’isola torna ogni anno.
Non è uno che sta con le mani in mano a guardare il mondo, Franco, da sempre.
Da subito si dà da fare in tanti ambiti diversi: cultura, politica e soprattutto fotografia. Scrive nel periodico locale La Città, fonda il Gruppo Fotografico intitolato a Tina Modotti e collabora con varie testate, anche nazionali, che pubblicano le sue foto già dagli anno ’80, quando diventa fotografo professionista.
Ma la foto non è solo una professione, per Franco, è soprattutto passione, arte e testimonianza.
Così inizia a partecipare a varie mostre fotografiche tematiche sia a Pantelleria che in Lombardia, dove alcune delle sue opere più significative fanno ora parte del Patrimonio del Fondo Culturale, Storico e Fotografico della Regione.
Con questa esperienza alle spalle, Franco torna a Pantelleria e da scrupoloso testimone del passato, presenta questa mostra di immagini e oggetti che disegnano una Pantelleria che non c’è più e che vale la pena di ricordare e far conoscere.
Ecco quindi le foto dei paesaggi, delle rocce, del mare, ma soprattutto i volti dei ‘Viddrani’, i contadini vignaioli panteschi, chini nella raccolta di uva o di capperi, accompagnati su per le impervie mulattiere di Khamma o Sibà dai fidi scecchi, che mostrano fieri la caratteristica falcata parallela.
E le mani attente a impastare, tagliare, decorare i dolci tipici dell’isola in un rito familiare che univa tutti: dai nonni ai nipoti, in una muta gara di creatività in punta d’ago.
Un viaggio di scoperta, quindi, che rimanda a tradizioni a fatica conservate, che riecheggia di storie, sacrifici, tempi passati, sapienze perdute.
Un viaggio che racconta con le foto sì, ma anche con gli oggetti
Quelli in mostra in una vetrina al centro dell’ultima stanza, ospite di testimonianze di un altro tempo: telai, coltellini per mustazzola, bicchierini con base in argento, regalo di nozze di cinquant’anni fa, lavori in cotone, perché sì, a Pantelleria si coltivava il cotone, stampi per i baci panteschi e utensili da cucina vari.
Franco Ferrandes ci invita tutti con lui a viaggiare nel tempo, stavolta, in una Pantelleria in cui il giorno scorreva lento, scandito dal ritmo delle onde, dal rumore degli zoccoli degli scecchi, dalla croccantezza di un morso ad un bacio appena preparato, dall’alba che salutava i raccoglitori di capperi e dal profumo dei mustazzola appena sfornati.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.





