LE PAROLE DI CHI RESTA di Giorgia Belvisi: perché ci riguarda tutti

LE PAROLE DI CHI RESTA di Giorgia Belvisi: perché ci riguarda tutti

18/07/2025 0 Di Francesca Marrucci

“LE PAROLE DI CHI RESTA”: PERCHÈ CI RIGUARDA TUTTI

di Fran­ce­sca Marrucci

Ieri ho let­to il libro di Gior­gia Bel­vi­siLe paro­le di chi resta”, che doma­ni pre­sen­te­rò al Castel­lo alle ore 19.00, e devo dire che mi ha col­pi­to non poco.
Sarà che la tema­ti­ca prin­ci­pa­le che trat­ta è una di quel­le che da anni sti­mo­la il mio inte­res­se e, per­ché no, anche la mia ango­scia, ma apre la pos­si­bi­li­tà a con­fron­ti e rifles­sio­ni multiple.
Non c’è una tra­ma da spoi­le­ra­re, non è un gial­lo, un thril­ler, una sto­ria d’amore avver­sa­ta. Il tema lo spie­ga già Gior­gia nel­la sinos­si: è il rac­con­to, POV, di una fami­glia feli­ce e nor­ma­lis­si­ma che all’improvviso subi­sce la scom­par­sa del figlio maggiore.
E no, non inten­do ‘scom­par­sa’ in sen­so eufe­mi­sti­co, non inten­do che è mor­to, ma pro­prio sva­ni­to nel nulla.
Quan­ti ne cono­scia­mo di scomparsi?
Esi­ste una tra­smis­sio­ne tele­vi­si­va appo­si­ta­men­te per loro, ma io, che tra l’altro sono appas­sio­na­ta di true cri­me e che di casi di scom­par­si ne ho sen­ti­ti a deci­ne, mi sono sem­pre chie­sta una cosa: come pro­se­gue la vita di chi rimane?
Sen­za una tom­ba su cui pian­ge­re, una ras­se­gna­zio­ne a cui appel­lar­si, con una spe­ran­za osses­si­va­men­te nutri­ta per non affron­ta­re l’ineluttabilità del­la mancanza.
Sarà que­sto il tema prin­ci­pa­le su cui ver­te­rà la pre­sen­ta­zio­ne di saba­to al Castel­lo e vor­rei chie­der­vi di por­ta­re la vostra opi­nio­ne e la vostra testimonianza.
Un altro tema che chi ha let­to il mio libro sa mi sta mol­to a cuo­re, e che è trat­ta­to ne “Le paro­le di chi resta”, è anche la demen­za seni­le e l’Alzheimer.
Due fac­ce del­la stes­sa medaglia.
Per­ché in ogni gran­de tra­ge­dia fami­lia­re, a comin­cia­re dal­la mor­te, il mio cruc­cio è sta­to sem­pre più per chi resta che per chi vie­ne a man­ca­re, in un modo o nell’altro.
Il libro meri­ta di esse­re let­to e meri­ta una pro­fon­da rifles­sio­ne, anche se la ver­sio­ne gra­fi­ca in car­ta­ceo non è sta­ta né cor­ret­ta né impa­gi­na­ta, per­ché ori­gi­na­ria­men­te desti­na­ta al solo eBook e poi richie­sta con urgen­za in car­ta­ceo, ma si por­rà rimedio.
Le paro­le di chi resta” par­la di sen­ti­men­ti che cono­scia­mo bene, che ci met­to­no davan­ti al sen­so stes­so del­l’e­si­sten­za, che ci met­to­no alla pro­va, sol­le­ci­tan­do sen­si di col­pa, cose non det­te, non fat­te, non comprese.
Per­ché chi resta sia­mo noi.
Se ne vole­te sape­re di più e dire la vostra su que­sti temi che, in un modo o nell’altro, ci toc­ca­no tut­ti, io e Gior­gia Bel­vi­si vi aspet­tia­mo doma­ni, saba­to 19 luglio alle ore 19.00 al Castello.

Screen­shot