Pantelleria: il Sindaco scrive alla famiglia di Salvatore D’Amico

Pantelleria: il Sindaco scrive alla famiglia di Salvatore D’Amico

01/06/2025 0 Di Redazione

Alla famiglia di Salvatore D’Amico, ex Sindaco di Pantelleria

In qua­li­tà di Sinda­co di Pan­tel­le­ria, desi­de­ro espri­me­re la mia più pro­fon­da vici­nan­za e soli­da­rie­tà alla fami­glia dell’ex sin­da­co Sal­va­to­re D’Amico, recen­te­men­te pro­sciol­to da gra­vi accu­se in un pro­ces­so dura­to anni. La sua mor­te, avve­nu­ta sen­za che aves­se potu­to gode­re pie­na­men­te del­la giu­sti­zia che gli era dovu­ta, lascia un vuo­to incol­ma­bi­le nel­la nostra comunità.

Il caso di Sal­va­to­re D’Amico è emble­ma­ti­co di una real­tà che trop­po spes­so resta nell’ombra: quel­la degli erro­ri giu­di­zia­ri che, anzi­ché tute­la­re, dan­neg­gia­no irre­pa­ra­bil­men­te la vita di cit­ta­di­ni one­sti. Secon­do dati uffi­cia­li, dal 1992 al 2022 lo Sta­to ita­lia­no ha spe­so oltre 900 milio­ni di euro per risar­ci­re vit­ti­me di erro­ri giu­di­zia­ri, tra cui casi di ingiu­sta deten­zio­ne e con­dan­ne erro­nee.Que­sti nume­ri evi­den­zia­no non solo un costo eco­no­mi­co, ma soprat­tut­to un dan­no uma­no e socia­le che non può esse­re igno­ra­to.

È inac­cet­ta­bi­le che un siste­ma che dovreb­be garan­ti­re giu­sti­zia pos­sa, inve­ce, distrug­ge­re l’im­ma­gi­ne di un uomo o di una don­na, le pro­prie atti­vi­tà e la sere­ni­tà di inte­re fami­glie. La len­tez­za dei pro­ces­si, la buro­cra­zia sof­fo­can­te e la caren­za di risor­se sono solo alcu­ne del­le cri­ti­ci­tà che con­tri­bui­sco­no a que­sta ingiu­sti­zia siste­mi­ca.

Come nazio­ne, come comu­ni­tà, dob­bia­mo chie­de­re con for­za una rifor­ma del siste­ma giu­di­zia­rio che pon­ga al cen­tro la tute­la dei dirit­ti dei cit­ta­di­ni e l’ef­fi­cien­za del­la giu­sti­zia. Non pos­sia­mo per­met­te­re che altri, come Sal­va­to­re D’Amico, deb­ba­no subi­re il peso di un erro­re che non han­no commesso.

In memo­ria di Sal­va­to­re, dob­bia­mo tut­ti impe­gnarci a lavo­ra­re affin­ché la sua vicen­da non sia solo un ricor­do dolo­ro­so, ma un moni­to per tut­ti noi: affin­ché la giu­sti­zia sia vera­men­te tale, equa e tempestiva.

Con affet­to e sti­ma.

Pan­tel­le­ria, lì 30 mag­gio 2025

Fabri­zio D’Ancona

Sin­da­co di Pantelleria