Non è il turista che sceglie Pantelleria, ma è Pantelleria che sceglie il turista

Non è il turista che sceglie Pantelleria, ma è Pantelleria che sceglie il turista

02/09/2021 1 Di Angelo Parisi

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Per la sua rubrica Storie dall’Isola, Angelo Parisi stavolta parla in modo ironico delle bizzarre lamentele registrate quest’estate da alcuni turisti sui gruppi Facebook che nella maggior parte dei casi dimostrano di non capire che Pantelleria non è Rimini, ma soprattutto che quest’isola non è per tutti.

di Ange­lo Parisi

Pren­do spun­to da alcu­ne let­te­re di turi­sti e resi­den­ti pub­bli­ca­te sui grup­pi Face­book per fare alcu­ne riflessioni.

Gli auto­ri di tali let­te­re si lamen­ta­no di tut­to e fan­no la descri­zio­ne di una Pan­tel­le­ria ino­spi­ta­le sia a cau­sa del­le infra­strut­tu­re man­can­ti, sia di man­can­za di spiag­ge di sab­bia, che dei pan­te­schi col­pe­vo­li di esse­re poco ospi­ta­li e voglio­si di scip­pa­re il pove­ro mal­ca­pi­ta­to di turno.

Si par­la di una Pan­tel­le­ria in cui le stra­de sono non per­cor­ri­bi­li e cau­sa­no gli incidenti.

Eppu­re un po’ a tut­ti noi è capi­ta­to di incro­cia­re per­so­ne spe­ri­co­la­te che sfrec­cia­no ad alta velo­ci­tà, man­co fos­se­ro su un cir­cui­to auto­mo­bi­li­sti­co, sul­le nostre stra­de a car­reg­gia­ta ridot­ta sul­le qua­li pas­sa­no a mala pena due vei­co­li con­tem­po­ra­nea­men­te. Come in un film hor­ror, evi­den­te­men­te quei pove­ri disgra­zia­ti voglio­no anda­re a velo­ci­tà ridot­ta, ma nien­te, quel­le stra­de si impos­ses­sa­no del loro pie­de destro e lo pre­mo­no ine­so­ra­bil­men­te sull’acceleratore, pro­vo­can­do a vol­te l’in­ci­den­te (per for­tu­na fino­ra non con esi­ti tragici).

Poi ci sono i luo­ghi che sono clas­si­fi­ca­ti come rischio­si per l’incolumità dell’uomo e, per que­sto, sono inter­det­ti. Ma scher­zia­mo? È una ver­go­gna! Come si può pen­sa­re di sal­va­guar­da­re l’incolumità uma­na su un’isola che vive di turi­smo? Meglio chiu­de­re entram­bi gli occhi, incro­cia­re le dita e spe­ra­re che non suc­ce­da nul­la a nes­su­no. Cer­to se doves­se suc­ce­de­re qual­co­sa, poi sareb­be col­pa del­le auto­ri­tà che non han­no inter­det­to l’accesso alle per­so­ne, ma intan­to che non suc­ce­de nul­la, è natu­ral­men­te col­pa loro se han­no emes­so del­le ordi­nan­ze di interdizione.

Altra nota dolen­te le spiagge.

Già per­ché Pan­tel­le­ria non pre­sen­ta spiag­ge come la costa roma­gno­la. In fon­do, il sospet­to potreb­be veni­re a chiun­que, vista la natu­ra vul­ca­ni­ca dell’isola. Ma maga­ri qual­cu­no si sarà fat­ta un’idea diver­sa e resta delu­so una vol­ta giun­to sull’isola. Quin­di nien­te sab­bia su cui poter pian­ta­re un ombrel­lo­ne per pro­teg­ger­si dal sole. Già per­ché a Pan­tel­le­ria c’è per­si­no il sole!

Quin­di la solu­zio­ne pro­po­sta da alcu­ni gran­di geni sareb­be quel­la di met­ter­si a buche­rel­la­re la roc­cia con un tra­pa­no per con­sen­ti­re al pove­ro turi­sta incon­sa­pe­vo­le dell’assenza di sab­bia e del­la pre­sen­za del sole, di poter pian­ta­re il suo bel­l’om­brel­lo­ne. Cer­to i buchi dovreb­be­ro esse­re fat­ti con cri­te­rio, altri­men­ti poi si potreb­be tro­va­re il turi­sta che si lamen­ta di non aver fora­to dove vole­va lui o trop­po vici­no o lon­ta­no agli altri. Così come biso­gna pre­ve­de­re i fori ‘for­ma­to fami­glia’, per chi vuo­le pian­ta­re più ombrel­lo­ni vici­ni. Quin­di, avvia­mo un pro­get­to per tra­sfor­ma­re la costa in uno sco­la­pa­sta e anche il turi­sta più esi­gen­te sarà soddisfatto.

Infi­ne, il pro­ble­ma che afflig­ge Pan­tel­le­ria dal momen­to del­la sua gene­si: l’erba. Pro­ble­ma sol­le­va­to in gene­re dai resi­den­ti, per­ché la mag­gior par­te dei turi­sti vie­ne da zone mol­to meno curate.

Pan­tel­le­ria, infat­ti, ha un brut­to vizio: è un’isola fer­ti­le. Que­sta fer­ti­li­tà fa sì che l’erba cre­sca velo­ce­men­te e, soprat­tut­to, che lo fac­cia non appe­na tro­va un po’ di ter­ra libe­ra dal cemen­to. Per­si­no tra le fes­su­re del cemen­to stesso.

Inu­ti­le tagliar­la. L’erba è così arro­gan­te che ricre­sce subi­to dopo. Non capi­sce che l’essere uma­no non la vuo­le. E hai voglia a spiegarglielo!

Così Pan­tel­le­ria si tro­va immer­sa nel­la natu­ra, pie­na d’erba e di pian­te. Cer­to, una Pan­tel­le­ria pie­na di cemen­to sareb­be mol­to più bel­la ed ospi­ta­le, il cen­tro sto­ri­co già ce lo dimo­stra ampia­men­te. Così come sareb­be più bel­la un’isola sen­za ani­ma­li o insetti.

Ma, ahi­mè, non è così. Anche in que­sto caso lo spi­ri­to dell’isola non ascol­ta i desi­de­ri dell’uomo e fa sì che la natu­ra si ripren­da ciò che gli è sta­to scippato.

Oltre­tut­to il fat­to che Pan­tel­le­ria sia anche sede di un Par­co Nazio­na­le la dice lun­ga sul fat­to che lo spi­ri­to dell’isola sia in com­but­ta con chi l’ha voluto.

Dopo aver pro­va­to a rider­ci su, pro­vo a chie­der­mi per­ché qual­cu­no sce­glie di veni­re a Pantelleria.

For­se per­ché vuo­le vive­re in un sito sel­vag­gio, uno dei pochi rima­sti intat­ti, o quasi?

For­se per­ché chi vuo­le le spiag­ge di sab­bia va a Rimi­ni e non a Pantelleria?

For­se per­ché vuo­le tuf­far­si in un mare puli­to pro­prio per­ché non c’è un nume­ro ecces­si­vo di turi­sti come sul­la costa romagnola?

For­se per­ché se vuo­le resta­re da solo, a con­tat­to con la Natu­ra, può farlo?

For­se per­ché, oltre al mare, c’è un entro­ter­ra da sco­pri­re e nei gior­ni in cui il mare non lo con­sen­te può sbiz­zar­rir­si ad esplorarlo?

For­se per­ché può vive­re del­le espe­rien­ze uni­che che non ci sono in altri posti?

O, sem­pli­ce­men­te per­ché Pan­tel­le­ria è bel­la ed esclu­si­va pro­prio per­ché è dif­fi­ci­le da vivere?

Se vole­te le spiag­ge sab­bio­se, le auto­stra­de, il cemen­to, la vita not­tur­na, le como­di­tà del­la gran­de cit­tà, non veni­te a Pan­tel­le­ria, anda­te altrove.

Per­ché, in fon­do, non è il turi­sta che sce­glie Pan­tel­le­ria, ma è Pan­tel­le­ria che sce­glie il turista.

Ed è pro­prio que­sto il fasci­no di quest’isola.