‘Da Milano a Pantelleria in booster’, intervista a Federico Sambruni

‘Da Milano a Pantelleria in booster’, intervista a Federico Sambruni

13/05/2021 0 Di Francesca Marrucci

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Volge al termine l’esperienza pantesca di Federico Sambruni, videomaker e influencer che sta girando un documentario sull’agricoltura pantesca con il Patrocinio del Comune di Pantelleria.

“Dai comuni cittadini ai viticoltori e alle cantine, ho trovato nei panteschi tanta accoglienza e voglia di partecipare al progetto”

di Fran­ce­sca Marrucci

È arri­va­to il 6 mag­gio a Pan­tel­le­ria e ripar­ti­rà doma­ni. È giun­to sul­l’i­so­la dopo aver attra­ver­sa­to lo Sti­va­le da Mila­no a bor­do del suo boo­ster d’e­po­ca. Pian pia­no, seguen­do le stra­de sta­ta­li e pro­vin­cia­li, come si viag­gia­va in altri tem­pi, alla cosid­det­ta risco­per­ta del territorio.

Tuto è nato da un video che Fede­ri­co Sem­bru­ni, video­blog­ger, video­ma­ker, influen­cer, foto­gra­fo e viag­gia­to­re, ha pub­bli­ca­to sui suoi social sul vero Pas­si­to di Pan­tel­le­ria. Nel video, che su Face­book ha supe­ra­to le 11.000 visua­liz­za­zio­ni, Fede­ri­co spie­ga come non sia pos­si­bi­le paga­re 3€ una bot­ti­glia di pas­si­to col­ti­va­to con la viti­col­tu­ra eroi­ca. Del resto Fede­ri­co non è solo lau­rea­to in Agra­ria, è anche un eno­lo­go esper­to, nono­stan­te la gio­va­ne età.

Il video è sta­to il via­ti­co per i con­tat­ti con l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Comu­na­le ed in par­ti­co­la­re con il Sin­da­co Vin­cen­zo Cam­po che del rico­no­sci­men­to del pas­si­to pan­te­sco ha fat­to un caval­lo di bat­ta­glia. Da una serie di col­lo­qui sul­la tra­di­zio­ne viti­vi­ni­co­la pan­te­sca è nato il pro­get­to ‘Da Mila­no a Pan­tel­le­ria in boo­ster’, patro­ci­na­to dal Comu­ne, che si tra­sfor­me­rà in un docu­men­ta­rio sul­l’i­so­la e sui suoi aspet­ti più carat­te­ri­sti­ci, par­ten­do pro­prio dal­la viti­col­tu­ra eroica.

Alla vigi­lia del­la ripar­ten­za dal­l’i­so­la, Fede­ri­co ci ha fat­to un po’ il bilan­cio del­la sua per­ma­nen­za a Pan­tel­le­ria, del­le espe­rien­ze fat­te e ci ha rega­la­to alcu­ne imma­gi­ni dav­ve­ro sug­ge­sti­ve che rive­dre­mo nel documentario.

Tu sei laureato in Agraria ed esperto enologo ed il video che ti ha aperto la strada per Pantelleria è quello in cui parli del Passito e della viticoltura eroica. Ora che sei a Pantelleria, hai avuto modo di visitare le vigne e parlare con i viticoltori?

Sì, mi sono infor­ma­to mol­to sul pas­si­to e sul­la pro­du­zio­ne del pas­si­to. In que­sti gior­ni a Pan­tel­le­ria ho potu­to visi­ta­re le vigne e par­la­re con tan­ti pic­co­li produttori.

La prima impressione che hai avuto di Pantelleria arrivando qual è stata?

Se devo esse­re sin­ce­ro, la pri­mis­si­ma impres­sio­ne di Pan­tel­le­ria è sta­ta che sem­bra­va di esse­re alle Cana­rie. Si apre il ter­re­no vul­ca­ni­co per la for­za del mare che si infran­ge sul­la costa, ma a dif­fe­ren­za di quel tipo di arci­pe­la­go, ho tro­va­to gen­te ospi­ta­le e buon cibo.

Quali sono i luoghi e le tradizioni su cui ti stai concentrando di più in questo documentario?

I luo­ghi e le tra­di­zio­ni su cui mi sto foca­liz­zan­do per il mio docu­men­ta­rio sono i meto­di e le tec­ni­che per gesti­re la viti­col­tu­ra estre­ma sul­l’i­so­la, ovve­ro i siste­mi ad albe­rel­lo e tut­to ciò che riguar­da la vini­fi­ca­zio­ne, non­ché l’a­spet­to com­mer­cia­le del pas­si­to di Pantelleria.

Hai dovuto cambiare qualcuno dei tuoi piani su cosa raccontare? Hai trovato a Pantelleria nuovi spunti che non avresti pensato?

Devo dire che ho dovu­to cam­bia­re alcu­ni pia­ni riguar­do la pro­du­zio­ne del docu­men­ta­rio, dato che il perio­do in cui sto giran­do le ripre­se è mol­to ven­to­so e io mi sono dovu­to ade­gua­re alle situa­zio­ne del territorio.

Il tuo lavoro si svolge in giro per l’isola con il tuo booster. Hai trovato partecipazione nella cittadinanza? Chi ti ha aiutato e cosa hai imparato di nuovo?

I pan­te­schi mi stan­no aiu­tan­do mol­to in que­sto tipo di per­cor­so, infat­ti non solo ho tro­va­to tan­te pic­co­le can­ti­ne non­ché pro­dut­to­ri dispo­sti a par­te­ci­pa­re a que­sto pro­get­to, ma anche comu­ni cit­ta­di­ni e ami­ci dispo­sti a con­di­vi­de­re del tem­po insie­me e momen­ti di spensieratezza.

Se dovessi consigliare Pantelleria per tre motivi, quali sarebbero?

Pri­ma di dare i miei con­si­gli riguar­do una vacan­za Pan­tel­le­ria, voglio pre­met­te­re il fat­to che io mi tro­vo sul­l’i­so­la in un perio­do del­l’an­no non solo inso­li­to, ma in un perio­do sto­ri­co più uni­co che raro, sen­za turi­sti e con solo abi­tan­ti loca­li. Ma se doves­si con­si­glia­re Pan­tel­le­ria, non la con­si­glie­rei a una cop­piet­ta trop­po fighet­ta, piut­to­sto a grup­pi di ami­ci o cop­pie dispo­ste a vive­re un’i­so­la cru­da e vul­ca­ni­ca che può dar­ti tan­to e allo stes­so tem­po non dar­ti nul­la.  Un’i­so­la che per esse­re vera­men­te apprez­za­ta, deve esse­re neces­sa­ria­men­te vis­su­ta e gira­ta con uno scoo­ter o in sel­la a una moto.

Tornerai?

A Pan­tel­le­ria sicu­ra­men­te ci tor­ne­rò, ma non nel mese di mag­gio, un mese com­pli­ca­to per l’I­so­la spe­cial­men­te dal pun­to di vista cli­ma­ti­co, quan­do i ven­ti for­ti sfer­za­no sul­le sco­glie­re. Allo stes­so tem­po sono sta­to un pri­vi­le­gia­to nel vede­re l’i­so­la che si mostra ver­de, rigo­glio­sa e deser­ta, in una sta­gio­ne incon­sue­ta per i turisti.

L’ultima importante domanda: quando e dove uscirà il documentario?

Fra cir­ca un paio di set­ti­ma­ne sicu­ra­men­te sui miei social e su quel­li del Comu­ne, ma non è det­to che non sia distri­bui­to anche altro­ve… vi aggiornerò…