Pesca illegale: la Guardia Costiera di Pantelleria intercetta e sanziona un peschereccio tunisino

Pesca illegale: la Guardia Costiera di Pantelleria intercetta e sanziona un peschereccio tunisino

12/11/2020 0 Di Redazione

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Pesca illegale: la Guardia Costiera di Pantelleria intercetta e sanziona un peschereccio tunisino intento a pescare nelle acque territoriali italiane
 

Nel­la mat­ti­na­ta di ieri, 11 novem­bre, un asset­to aereo dis­lo­ca­to sull’isola di Pan­tel­le­ria, in virtù di un accor­do di col­lab­o­razione tra EMSA (Euro­pean Mar­itime Safe­ty Agency) e Guardia Costiera, nel cor­so di un’attività di pat­tuglia­men­to, ha indi­vid­u­a­to un motopesca tunisi­no in pre­sun­ta attiv­ità di pesca all’interno delle acque ter­ri­to­ri­ali ital­iane e ha suc­ces­si­va­mente infor­ma­to di tale pre­sen­za la Guardia Costiera.
A segui­to del­la seg­nalazione, è sta­to dis­pos­to l’immediato impiego di una motovedet­ta del­la Guardia Costiera di Pan­tel­le­ria che, con per­son­ale ispet­tore pesca a bor­do, ha inter­cetta­to il motopesca tunisi­no, anco­ra inten­to a depositare in mare gli attrezzi da pesca — nel­lo speci­fi­co, palan­gari — com­pi­en­do attiv­ità di pesca ille­gale all’interno delle acque ter­ri­to­ri­ali ital­iane, a cir­ca 11 miglia dal­la cos­ta pantesca.


La motovedet­ta Guardia Costiera CP 302, coa­d­i­u­va­ta dal mez­zo navale G216 del­la Sezione Oper­a­ti­va Guardia di Finan­za di Lica­ta, ha scor­ta­to il motopesca del­la marine­r­ia di Keli­b­ia pres­so il por­to di Pan­tel­le­ria per i suc­ces­sivi accer­ta­men­ti che han­no deter­mi­na­to l’elevazione di nr. 2 sanzioni ammin­is­tra­tive per un ammontare di cir­ca 36.000€ ed il seque­stro dell’attrezzatura da pesca cos­ti­tui­ta da due palan­gari con cir­ca 500 ami cadauno e oltre 160 esem­plari di pesce spa­da sot­tomisura, pari a 420 kg.
Le ver­i­fiche, pro­trat­tasi fino a tar­da notte, han­no inoltre por­ta­to al defer­i­men­to all’Autorità Giudiziaria del coman­dante del motopesca ai sen­si dell’art.7 com­ma 1, let­tera d) del D.Lgs. 04/2012, che punisce lo svol­gi­men­to di attiv­ità di pesca all’interno delle acque ter­ri­to­ri­ali di altro Stato.
L’attività pos­ta in essere, riveste un ruo­lo di pri­maria e fon­da­men­tale impor­tan­za per il Cor­po delle Cap­i­taner­ie di Por­to — Guardia Costiera nell’ottica del­la tutela degli inter­es­si marit­ti­mi nazion­ali al fine garan­tire lo sfrut­ta­men­to sosteni­bile delle risorse ittiche dei nos­tri mari. Dopo l’individuazione, di cir­ca due set­ti­mane fa, di un motopesca mal­tese inten­to a pescare nelle acque ter­ri­to­ri­ali ital­iane, la Guardia Costiera pros­egue in un’attenta attiv­ità di mon­i­tor­ag­gio delle acque ter­ri­to­ri­ali al fine di scor­ag­gia­re com­por­ta­men­ti in vio­lazione delle norme vigen­ti in mate­ria di pesca marit­ti­ma, assi­cu­ran­do la tutela del­la risor­sa ittica.