Pantelleria, Scaltriti risponde alla Della Gatta sull’incompatibilità

Pantelleria, Scaltriti risponde alla Della Gatta sull’incompatibilità

20/07/2020 0 Di Redazione

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Pantelleria, il Consigliere Scaltriti risponde alla Consigliera Della Gatta sulla questione incompatibilità

 

In mer­i­to a quan­to dichiara­to dal­la Con­sigliera Comu­nale Clau­dia Del­la Gat­ta in un Comu­ni­ca­to Stam­pa da voi pub­bli­ca­to il giorno 16 luglio 2020, vor­rei confutare e spie­gare parte di quan­to è sta­to impro­pri­a­mente dichiara­to.

Come al soli­to la con­sigliera Del­la Gat­ta fa tut­to da sola: for­mu­la accuse ed emette sen­ten­ze, affer­man­do che si deb­ba dis­cutere di una ‘pos­si­bile con­fig­u­razione di incom­pat­i­bil­ità del sot­to­scrit­to e del Pres­i­dente del Con­siglio, accu­san­do­ci nel con­tem­po di non esser­ci dimes­si. Quin­di che val­u­tazione chiede se già ha deciso lei che dob­bi­amo dimet­ter­ci?

È già para­dos­sale il fat­to che la Del­la Gat­ta richie­da atti su un’istanza che lei stes­sa ha pre­sen­ta­to, istan­za che ovvi­a­mente, se pre­sen­ta­ta, sig­nifi­ca che è già basa­ta su atti in suo pos­ses­so. Quin­di chiede atti che già dovrebbe avere, in quan­to in base ad essi ha for­mu­la­to l’istanza? Che sen­so ha?

È para­dos­sale che l’ex-assessore affer­mi che non sape­va niente del prog­et­to del­la Tan­it, prog­et­to parte dei Piani di Zona, per­ché avvi­a­to prece­den­te­mente a ques­ta ammin­is­trazione. Come se un asses­sore non sia tenu­to a conoscere i prog­et­ti in essere durante il suo manda­to, pure se iniziati in peri­o­di prece­den­ti allo stes­so!

Ques­ta affer­mazione dice molto dell’interesse ripos­to dall’ex-assessore per il set­tore delle Politiche Sociali e con­fer­ma che le ragioni del Sin­da­co per la sua rimozione dall’incarico, cioè che si occu­pa­va esclu­si­va­mente di orga­niz­zare con­cer­ti, è sta­ta più che moti­va­ta.

Le con­sid­er­azioni che fa la Del­la Gat­ta sono tal­mente para­dos­sali che per gius­ti­fi­car­le deve addirit­tura mist­i­fi­care la realtà.

È il caso del­la sua affer­mazione riguar­do: “Nel tri­en­nio di real­iz­zazione del prog­et­to inizia­to nel 2017 è pre­vis­to che il Comune riconosca un con­trib­u­to sot­to for­ma di rim­bor­so di € 45.066,73 di cui 40.123,50 per borse lavoro del per­son­ale volon­tario e la restante parte per spese prog­et­tuali. Leggen­do le sue affer­mazioni, sem­bra che i 45.000 euro siano tut­ti incas­sati dal­la Tan­it.

I 40 mila euro sono andati diret­ta­mente ai bor­sisti, non sono andati alla Tan­it, come ben dimostra­to dagli atti che lei stes­sa possiede e come pre­vis­to dal prog­et­to.

La Tan­it ricev­erà solo un rim­bor­so spese per il mate­ri­ale di con­sumo (concime, piante, ecc.) e il tutor­ag­gio, effet­tua­to dal sot­to­scrit­to.

Ben 5.000 euro in 5 anni

Per quan­to riguar­da l’affermazione: ‘sono state rim­bor­sate dal Comune le buste paga di Scal­tri­ti, in maniera con­tin­u­a­ti­va e non saltu­ar­ia’, la Con­sigliera dovrebbe spie­gare il sig­ni­fi­ca­to di ‘con­tin­u­a­ti­va e non saltu­ar­ia’ sec­on­do il suo vocabo­lario, vis­to che par­liamo di sole 8 buste paga men­sili in 36 mesi di attiv­ità!

Con­siglio alla Con­sigliera Del­la Gat­ta di stu­di­ar­si bene la Legge 241/90 e le con­seguen­ze legali che derivano dal­la sua infrazione pri­ma di pren­dere ulte­ri­ori inizia­tive nel divul­gare a terzi dati per­son­ali e pat­ri­mo­ni­ali, come si van­ta di aver fat­to, invian­do ai Con­siglieri Comu­nali le mie mis­ere buste paga sen­za il mio con­sen­so.

Buste paga mis­ere cer­to, soprat­tut­to se raf­frontate ai cachet dei musicisti che accom­pa­g­nano i can­tan­ti nelle tournée inter­nazion­ali.

Inoltre, il sot­to­scrit­to non ha mai det­to in cam­pagna elet­torale che si sarebbe dimes­so, ma anche qui si pale­sa il reit­er­a­to para­dos­so nelle affer­mazioni del­la Con­sigliera Comu­nale: se fos­se vero, sig­nifi­ca che lei già sape­va che c’era ques­ta pre­sun­ta incom­pat­i­bil­ità e conosce­va già il prog­et­to. Quin­di, avrebbe omes­so ques­ta infor­mazione durante il peri­o­do in cui era asses­sore, tiran­dola fuori solo dopo aver per­so l’incarico, per pura ripic­ca per­son­ale e paven­tan­do anche la malafede.

Para­dos­sale anche la richi­es­ta di affrettare la dis­cus­sione del­la sua istan­za in Con­siglio Comu­nale, vis­to che lei stes­sa ha cre­ato una situ­azione assur­da e kafkiana intorno alla vicen­da.

Infat­ti, la Con­sigliera ha invi­a­to l’istanza al Prefet­to, pre­sen­tan­dola anche al Con­siglio Comu­nale e per conoscen­za alla Procu­ra del­la Repub­bli­ca.

In segui­to, in sede di Con­siglio, quan­do i col­leghi con­siglieri chiedono di sol­lecitare un parere del Prefet­to, tace e omette di aver­lo già inter­es­sato e si fa addirit­tura pro­motrice del­la richi­es­ta di parere allo stes­so.

Solo dopo la sedu­ta, i con­siglieri sono venu­ti a sapere, non da lei, che ave­va già invi­a­to tut­to al Prefet­to.

Adesso, che sen­so ha sol­lecitare la dis­cus­sione in Con­siglio Comu­nale se il Prefet­to non ha anco­ra espres­so il parere che anche lei ha richiesto?

Ques­ta è un’ulteriore man­can­za di rispet­to nei con­fron­ti degli altri Con­siglieri Comu­nali che aspet­tano anch’essi il parere del Prefet­to.

Tra l’altro è bene pre­cis­are che questo parere non è det­to che arrivi, per­ché come da Rego­la­men­to Comu­nale, l’incompatibilità dei Con­siglieri Comu­nali è esclu­si­va­mente mate­ria che spet­ta al Con­siglio Comu­nale stes­so.

Sia chiaro, il sot­to­scrit­to ha tut­to l’interesse a che ques­ta para­dos­sale ed infamante vicen­da sia chiusa nel più breve tem­po pos­si­bile, non solo per quel­lo che riguar­da la mia per­sona, ma soprat­tut­to per chi usufruisce dei servizi del­la Tan­it e per i ragazzi che fruis­cono del prog­et­to, che indi­ret­ta­mente subis­cono le con­seguen­ze di tut­ta ques­ta vicen­da.

Il modus operan­di mes­so in atto in ques­ta e in altre vicende che han­no carat­ter­iz­za­to l’azione provo­ca­to­ria e accusato­ria del­la Del­la Gat­ta dal momen­to in cui ha per­so la sua ‘poltrona’, cre­do pos­sano far ben com­pren­dere, in modo inequiv­o­ca­bile, le ragioni per cui è sta­ta espul­sa dal grup­po con­sil­iare dei 5 Stelle.

Le sue con­tin­ue con­trad­dizioni, la man­can­za di rispet­to e fidu­cia nei col­leghi, la man­ca­ta con­di­vi­sione delle sue azioni total­mente per­son­al­is­tiche per apparire ‘pri­ma don­na’, il fat­to di non rispettare le deci­sioni prese a mag­gio­ran­za dal grup­po, arrivan­do a votare con­tro, con­trari­a­mente a quan­to sanci­to dal Rego­la­men­to del M5S, rap­p­re­sen­tano un bagaglio pesante che ha mes­so dura­mente alla pro­va non solo la pazien­za di ques­ta mag­gio­ran­za, ma addirit­tura la sua cred­i­bil­ità.

Questi sono gli uni­ci e veri motivi per cui Clau­dia Del­la Gat­ta è sta­ta espul­sa e lei lo sa bene.

Res­ta il fat­to che sono davvero stan­co di queste con­tin­ue e pretes­tu­ose accuse, diffamazioni, fal­sità, dif­fu­sione di doc­u­men­ti per­son­ali in vio­lazione del­la Legge sul­la Pri­va­cy, mist­i­fi­cazione di fat­ti accer­tati, tut­ti esclu­si­va­mente moti­vati dal ran­core per­son­ale e che niente han­no a che fare con una qual­sivoglia azione real­mente polit­i­ca, sep­pure d’opposizione.

Con tut­ti i prob­le­mi che ha Pan­tel­le­ria, tro­vo para­dos­sale che il Con­siglio Comu­nale deb­ba essere ostag­gio da mesi dei capric­ci di una bam­bi­na vizia­ta che ha per­so il gio­cat­to­lo.

Det­to ciò, provved­erò a tute­lar­mi nelle sedi giudiziarie oppor­tune, come avrei dovu­to fare già da tem­po.

 

Ste­fano Scal­tri­ti

Capogrup­po M5S Pan­tel­le­ria