Giamporcaro, Aeronautica e CAI alla scoperta di Pantelleria ogni domenica

Giamporcaro, Aeronautica e CAI alla scoperta di Pantelleria ogni domenica

18/11/2019 0 Di Francesca Marrucci

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Giamporcaro, Aeronautica e CAI insieme alla scoperta di Pantelleria con le escursioni domenicali aperte a tutti i panteschi e ospiti.

Ieri Monte Gibele e Favare sono state la meta del secondo appuntamento, molto partecipato.

Ce ne parla Giovanni Bonomo, del centro Giamporcaro, che ci ha regalato le foto e un video della bella giornata

di Francesca Mar­ruc­ci

Ieri c’è sta­ta la sec­on­da escur­sione orga­niz­za­ta dal Cen­tro Giampor­caro di Pan­tel­le­ria in asso­ci­azione con l’Aero­nau­ti­ca Mil­itare di Pan­tel­le­ria e dal CAI Club Alpino ital­iano.

Gio­van­ni Bonomo, Seg­re­tario del Cen­tro Giampor­caro, ha descrit­to così la parte­ci­patis­si­ma inizia­ti­va.

Quel­li che sti­amo per­cor­ren­do in queste domeniche sono per­cor­si che da 9 anni por­tano le per­sone alla scop­er­ta dei luoghi seg­reti di Pan­tel­le­ria. Sono orga­niz­za­ti dal Cen­tro Cul­tur­ale Vito Giampor­caro, dal­l’as­so­ci­azione Arma Aero­nau­ti­ca e dal neo-cos­tituen­do CAI Club Alpino Ital­iano che spe­ri­amo presto diven­ga la sede più al sud del­l’I­talia. È davvero un piacere ed una scop­er­ta fare trekking negli splen­di­di pae­sag­gi escur­sion­is­ti­ci del­l’iso­la ed ormai pos­si­amo dire che la Per­la Nera che sta dive­nen­do una Mec­ca per i trekker europei.

Ci siamo trovati ieri mat­ti­na in via Man­zoni, a Pan­tel­le­ria, sot­to la sede del Cen­tro Cul­tur­ale, poi siamo par­ti­ti con le nos­tre auto e siamo arrivati alle 4 vie di Sir­raghia ital­ian­iz­za­to in Ser­raglia. Da lì siamo par­ti­ti a pie­di sul­la stra­da ster­ra­ta che s’in­er­pi­ca ver­so il monte Gibele, poi abbi­amo sterza­to a sin­is­tra e siamo arrivati alla Favara Grande.
Favara é un topon­i­mo di orig­ine ara­ba che i geografi del tem­po des­ig­na­vano come sor­gente d’ac­qua, anche se ques­ta fuo­rius­ci­ta di vapori vul­cani­ci é una sor­gente di acqua cal­da sot­to for­ma di vapore.
I pan­teschi d’un tem­po vi met­te­vano dei rami di eri­ca per inter­cettare questo vapore e con­den­sar­lo sulle foglie. Poi veni­va rac­colto in con­dot­ti e vasche costru­ite appos­ta per abbev­er­are gli ani­mali al pas­co­lo. La prossi­ma domeni­ca andi­amo al Lago di Venere da un per­cor­so all’inizio davvero orig­i­nale.”

Molti i pan­teschi che han­no parte­ci­pa­to, tra questi imman­ca­bile Lil­lo Di Bon­sul­ton, il nos­tro poeta, di cui oggi pub­blichi­amo un’al­tra com­po­sizione in dialet­to pan­tesco.