Pantelleria, inceneritori, l’Assessore Parisi: ‘Non basta cambiargli il nome’

Pantelleria, inceneritori, l’Assessore Parisi: ‘Non basta cambiargli il nome’

08/10/2019 0 Di puntoacapo

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 132 volte!

Inceneritori. L’Assessore Angelo Parisi, ingegnere ambientale, prende spunto da una trasmissione della Gabanelli per spiegare che non è vero che ‘non ci sono alternative’ per lo smaltimento dei rifiuti

di Ange­lo Parisi

Non ci sono alter­na­tive!”.

Quante volte si è sen­ti­ta dire ques­ta frase?

Io per­sonal­mente la sen­ti­vo pro­nun­cia­re una deci­na di anni fa, quan­do tut­ti sostenevano che sen­za l’energia nucleare non sarem­mo mai rius­ci­ti a fare a meno delle fonti fos­sili: “non ci sono alter­na­tive!”.

Poi nel 2011 un ter­re­mo­to, segui­to da un mare­mo­to, in quel­lo che forse è il Paese tec­no­logi­ca­mente più avan­za­to del mon­do, ci ha sveg­lia­to dal son­no e ci ha fat­to sco­prire che il nucleare non è la soluzione e che le alter­na­tive ci sono.

L’altra sera mi è suc­ces­so un’altra vol­ta. Sta­vo guardan­do un tele­gior­nale nazionale quan­do ad un trat­to risen­to quel­la frase: “non ci sono alter­na­tive!”.

Sta­vol­ta si parla­va di rifiu­ti e la panacea di tut­ti i mali era l’incenerimento.

Nul­la di stra­no se a pro­nun­cia­r­la non fos­se Mile­na Gabanel­li. La gior­nal­ista che per tan­ti anni ha con­dot­to un pro­gram­ma che face­va del­la ver­ità e del­la ver­i­fi­ca delle fonti un mantra.

Sta­vol­ta purtrop­po la Gabanel­li ha top­pa­to. Alla grande.

Par­tendo dai roghi dei deposi­ti di plas­ti­ca e facen­do inten­dere che le mafie lucra­no SOLO sul rici­clo dei rifiu­ti, parte con una fil­ip­pi­ca che all’inizio sem­bra andare ver­so la cor­ret­ta via: riduzione del­la pro­duzione di rifiu­ti, econo­mia cir­co­lare, rici­clo spin­to. Dopo ques­ta breve intro­duzione, però, arri­va la doman­da a tra­boc­chet­to: “intan­to cosa ne fac­ciamo del 30% di rifiu­ti che non si riescono a rici­clare?”.

Già, cosa ne fac­ciamo?

Una pos­si­bile rispos­ta, che andrebbe nel­la direzione dell’economia cir­co­lare, potrebbe essere: “ne fac­ciamo sab­bia sin­tet­i­ca”.

Ma lei no. Dimen­ti­ca quan­to det­to un sec­on­do pri­ma e in modo imper­turba­bile affer­ma: “li incene­r­i­amo!”.

Già, per­ché a suo dire ormai gli incener­i­tori sono sicuri, non emet­tono alcu­na sostan­za noci­va, sono effi­ci­en­tis­si­mi e riscal­dano millemigli­a­ia di case.

E poi come dovrem­mo fare, dato che ormai la Cina non accetta più la nos­tra plas­ti­ca?

Già, la col­pa è di quei cat­tivi cine­si che preferiscono fare busi­ness rici­clan­do la loro plas­ti­ca invece che la nos­tra. Mica come noi che provi­amo a spedirla all’estero.

E così pas­sa alla descrizione dell’inceneritore di Bolzano, “quel­lo più mod­er­no”, dice lei. Quel­lo che sem­bra emet­tere vapori bal­sam­i­ci dai cami­ni. Con­cen­trazioni bassis­sime di dios­sine, affer­ma. Zerovir­go­la una sfilza di zeri.

Dimen­ti­ca di dire, però, che quegli zerovir­go­la non si riferiscono a mis­urazioni con­tin­ue real­iz­zate per 365 giorni l’anno, ma a mis­urazioni effet­tuate 6 volte l’anno del­la dura­ta di 15 giorni cias­cu­na, per un totale di 90 giorni annui.

Ma in realtà cos’altro non viene det­to?

Per sco­prir­lo bas­ta dare un’occhiata al bilan­cio di mas­sa dell’impianto pub­bli­ca­to dal­la stes­sa soci­età che lo gestisce.

Bilancio massa inceneritore Bolzano.jpgSi sco­pre così che l’inceneritore non bru­cia solo rifiu­ti, ma anche metano.

Questo per­chè i rifiu­ti arrivano umi­di e per­tan­to, pri­ma di essere bru­ciati, devono essere ess­ic­cati, altri­men­ti non si “accen­dono”. Ess­ic­cazione che si ottiene anche bru­cian­do metano.

L’energia net­ta prodot­ta dall’inceneritore è pari a cir­ca 82.500 MWh di elet­tric­ità e 65.500 MWh di calore. Il che vuol dire che il rendi­men­to del sis­tema, con­sideran­do che i rifiu­ti in ingres­so han­no un con­tenu­to ener­geti­co pari a cir­ca 455.000 MWh, è pari al 18% per l’elettricità e al 14% per il calore. Per un totale del 32%.

Se con­sid­e­ri­amo che un mod­er­no impianto di cogen­er­azione pre­sen­ta rendi­men­ti totali net­ti supe­ri­ori al 80%, si capisce che lo scopo prin­ci­pale degli incener­i­tori, anche quel­li più “mod­erni”, non è la val­oriz­zazione del rifi­u­to sot­to for­ma di ener­gia, ma la riduzione del suo vol­ume, che avviene trasfor­man­do­lo prin­ci­pal­mente in gas.

Infat­ti bas­ta fare due sem­pli­ci cal­coli, ricor­dan­do che un cer­to Lavoisi­er disse che “nul­la si crea e nul­la si dis­trugge”, per ren­der­si con­to che delle 135.000 ton­nel­late di rifiu­ti soli­di trat­tati, cir­ca 31.000 ton­nel­late rimar­ran­no in for­ma sol­i­da, andan­do a finire prin­ci­pal­mente in dis­car­i­ca, men­tre le restanti 100.000 ton­nel­late si trasformer­an­no in gas e fuo­rius­ci­ran­no dai cami­ni all’interno degli oltre 937 mil­ioni di Nm3 di gas.

E da lì, den­tro i pol­moni di chi abi­ta nelle vic­i­nanze dell’impianto.

Ecco spie­ga­to il reale fun­zion­a­men­to di un incener­i­tore.

Ma cre­do che la Gabanel­li lo conosca benis­si­mo.

Altri­men­ti non con­clud­erebbe il suo inter­ven­to dicen­do: “Ter­moval­oriz­za­tore: chi­ami­amo­lo così per­ché incener­i­tore è brut­tis­si­mo”.

Come se, per citare Shake­speare, una rosa perdesse il suo pro­fu­mo se gli cam­bi­as­si­mo il nome.


Il Blog di Ange­lo Parisi