Speciale Palinuro: intervista al Comandante Andrea De Natale

Speciale Palinuro: intervista al Comandante Andrea De Natale

29/07/2019 0 Di Flavio Silvia

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Andrea De Natale, Comandante della Palinuro, ci ha raccontato la vita di bordo e il suo rapporto con Pantelleria.

Il Comandante di una nave è proprio come il Sindaco di un piccolo Comune…”

di Flavio Sil­via

Durante la sua per­ma­nen­za a Pan­tel­le­ria in occa­sione del­la Set­ti­mana del Tur­is­mo Sosteni­bile dal 18 al 20 luglio, orga­niz­za­ta dal Comune di Pan­tel­le­ria, Asses­so­ra­to al Tur­is­mo, abbi­amo avu­to modo di vis­itare la Nave Pal­in­uro e conoscere parte del suo gio­vane equipag­gio. A bor­do si sono tenute varie inizia­tive di cui vi dare­mo con­to nei prossi­mi giorni, ma un’im­por­tan­za par­ti­co­lare l’ab­bi­amo volu­ta ris­er­vare all’in­ter­vista con­ces­saci dal Coman­dante del veliero, Andrea De Natale, che ci ha par­la­to del­la vita a bor­do e del suo rap­por­to con Pan­tel­le­ria.

Quanto è importante essere il Comandante di questa storica nave della Marina Militare e quanto lo è in particolare per lei?

È una bel­la respon­s­abil­ità, per­ché si ha in mano un val­ore mate­ri­ale sen­z’al­tro impor­tante e un val­ore umano ines­tima­bile, per­ché il com­pi­to prin­ci­pale di ques­ta nave è di adde­strare il per­son­ale, for­mare i nuovi mari­nai. È come avere del­la cre­ta in mano e si è diret­ta­mente respon­s­abili del­la mate­ria fini­ta. Quin­di è una doppia respon­s­abil­ità.

Qual è la routine giornaliera sulla Nave Palinuro?

Il coman­dante di una nave è come il Sin­da­co di un pic­co­lo Comune. A bor­do del­la nave c’è il cuo­co, l’idrauli­co, l’elet­tricista… quel­lo che serve in un pic­co­lo Comune, con la dif­feren­za che per la mag­gior parte del tem­po gal­leg­giamo, quin­di siamo iso­lati dal resto del mon­do.

Si vive la solitudine in mare?

A volte sì, ma è dif­fi­cile. Con­sid­eri che in 70 metri di nave ora siamo in 120, ma fino alla set­ti­mana scor­sa erava­mo 140. Non si ha molto spazio per sé. Ovvi­a­mente ci sono anche momen­ti in cui è anche piacev­ole salire in cop­er­ta la sera, la notte, ad ammi­rare cieli stel­lati come quel­li che si vedono in certe local­ità come Pan­tel­le­ria, dove non c’è l’in­quina­men­to lumi­noso tipi­co delle cit­tà. Per chi ama i momen­ti di rif­les­sione, si può anche trovare il tem­po di restare soli con sé stes­si. Poi è una nave a vela, quin­di è silen­ziosa e ques­ta cosa in qualche modo con­cil­ia il proces­so di rif­les­sione.

Quanto spesso la Palinuro va a vela?

Sem­pre. Qualche vol­ta ci aiu­ti­amo con il motore se c’è poco ven­to, ma si va sem­pre a vela.

Qual è il ruolo della Palinuro nella tutela e la difesa del mare?

Un ruo­lo molto impor­tante. Siamo una nave plas­tic free e non è molto dif­fi­cile, vis­to che esistono bot­tiglie che non sono plas­ti­ca, ma ci assomigliano in tut­to e per tut­to e sono fun­zion­ali come la plas­ti­ca. Cer­to la plas­ti­ca per­mea la nos­tra vita, quin­di la tran­sizione ad una flot­ta com­ple­ta­mente plas­tic free sarà lun­ga, ma inar­resta­bile.

Come si addestrano i cadetti a bordo?

Si adde­stra­no a fare la nor­male vita di bor­do, ma per loro è tut­to una pri­ma vol­ta. Quin­di, per fare ciò che a noi viene total­mente nat­u­rale, loro devono appren­dere la migliore maniera per far­lo, seguire i con­sigli. Si parte dal bas­so pro­prio per pot­er capire, una vol­ta che si sta più in alto, quali sac­ri­fi­ci si chiedono ai pro­pri uomi­ni, quin­di impara­no tutte le manovre man­u­ali tipiche di un veliero, per­ché qui di automa­tis­mi non ce ne sono. Dal ruotare i capes­tani a mano, che sareb­bero i ver­ri­cel­li che ser­vono a pesare le cime di ormeg­gio o aprire e chi­ud­ere le vele… tut­ti lavori di fat­i­ca che però non sono umili. C’è una bel­la dif­feren­za: nes­sun lavoro è umile. Questo proces­so di fat­i­ca, dif­fi­coltà e anche un po’ di sof­feren­za fa sì che si crei questo sen­ti­men­to di apparte­nen­za e lega­mi spe­ciali di sosteg­no rec­i­pro­co. In questo caso dici­amo che si ‘for­ma un cor­so’.

Infine torniamo a Pantelleria. C’era mai stato prima? E che pensa della nostra isola?

C’ero già sta­to nel 2008, undi­ci anni fa. Io sono un pilota di eli­cot­teri, oltre che Uffi­ciale di Mari­na, e nel 2008 ven­im­mo qui con una sezione di 3 eli­cot­teri per quel­la che allo­ra era l’inizio del­l’­Op­er­azione Mare Sicuro per il con­trol­lo del flus­so migra­to­rio. Pas­sam­mo qui qua­si un mese e mi sono subito innamora­to di quest’iso­la, par­ti­co­laris­si­ma e uni­ca. Ci sono tor­na­to con molto piacere. Ho vis­to dei luoghi in cui ero sta­to come il Lago di Venere… io mi sen­to lo stes­so di dieci anni fa… ma purtrop­po solo den­tro!