Pantelleria: isola 100% rinnovabile, apripista per Legambiente e CNR

Pantelleria: isola 100% rinnovabile, apripista per Legambiente e CNR

05/07/2019 0 Di puntoacapo

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 21 volte!

Pantelleria zero emission: La sfida dell’integrazione nel paesaggio”, l’isola al centro del primo rapporto Isole sostenibili — Osservatorio sulle Isole minori realizzato da Legambiente e dal CNR-IIA

Si è tenu­to oggi pomerig­gio alle 15.00 il focus ded­i­ca­to al prog­et­to di tran­sizione ener­get­i­ca “Pan­tel­le­ria zero emis­sion: La sfi­da dell’integrazione nel pae­sag­gio” del­la Con­feren­za EuroMediter­ranea in cor­so oggi a Paler­mo, pres­so i Cantieri Cul­tur­ali alla Zisa, durante la quale è sta­to pre­sen­ta­to il pri­mo rap­por­to Isole sosteni­bili — Osser­va­to­rio sulle Isole minori real­iz­za­to da Legam­bi­ente e dal CNR-IIA.

Appun­ta­men­to al quale han­no parte­ci­pa­to, tra gli altri, Francesco Petrac­chi­ni, CNR-IIA; Edoar­do Zan­chi­ni, vicepres­i­dente Legam­bi­ente; Anto­nia Pro­ka, Seg­re­tari­a­to delle Isole Minori Com­mis­sione euro­pea; Tul­lio Berlenghi, Capo seg­rete­ria tec­ni­ca Min­is­tero dell’Ambiente; Luca Benedet­ti, GSE, diret­tore stu­di e mon­i­tor­ag­gio di sis­tema; Kostas Komni­nos, Gen­er­al Direc­tor Smart Island Ini­tia­tive; Luca Piemon­ti, Ter­na Ener­gy solu­tions; Car­lal­ber­to Guglielminot­ti, Ceo Engie EPS; Gian­ni Sil­vestri­ni, Diret­tore sci­en­tifi­co Kyoto Club; Sebas­tiano Ven­neri, respon­s­abile Tur­is­mo di Legam­bi­ente e i sin­daci delle isole minori ital­iane. L’incontro di quest’oggi a Paler­mo è real­iz­za­to anche gra­zie al con­trib­u­to di Engie.

All’incontro han­no pre­so parte Gian­fran­co Zan­na, pres­i­dente Legam­bi­ente Sicil­ia; Daniela Mod­eri­ni e Gio­van­ni Selano che pre­sen­ter­an­no lo stu­dio per Pan­tel­le­ria; Ange­lo Parisi, asses­sore all’Urbanistica Pan­tel­le­ria; Anto­nio Par­rinel­lo, Diret­tore Par­co nazionale Iso­la di Pan­tel­le­ria; Michele Buf­fa, Osser­va­to­rio sul pae­sag­gio Regione Sicil­iana e Giu­liana Mat­ti­az­zo, Politec­ni­co di Tori­no.

«Alle isole minori sicil­iane chiedi­amo di fare da aprip­ista in Italia in questo sce­nario di inno­vazione e rin­no­va­men­to in chi­ave ambi­en­tale e un pri­mo tas­sel­lo di ques­ta riv­o­luzione può arrivare pro­prio da Pan­tel­le­ria – sot­to­lin­ea Gian­fran­co Zan­na, pres­i­dente di Legam­bi­ente Sicil­ia –. È tem­po di speg­nere le inquinan­ti cen­trali elet­triche ali­men­tate a diesel e arrivare a una pro­duzione 100% rin­nov­abile, con una ges­tione sosteni­bile del­la risor­sa idri­ca e dei rifiu­ti. È una sfi­da prog­et­tuale sicu­ra­mente com­p­lessa anche per­ché questi ter­ri­tori sono carat­ter­iz­za­ti da un pat­ri­mo­nio stra­or­di­nario vin­co­la­to da piani pae­sag­gis­ti­ci, tute­la­to da parchi nazion­ali, ris­erve nat­u­rali, aree marine pro­tette e altri stru­men­ti di pro­tezione spe­ciali. Alla Regione e ai Comu­ni chiedi­amo di indi­vid­uare gli stru­men­ti per inte­grare le fonti rin­nov­abili in questo pat­ri­mo­nio ric­co di diver­sità per farne un’occasione ulte­ri­ore di rilan­cio e di attrat­tiv­ità delle nos­tre isole».

Obi­et­ti­vo del lavoro intrapre­so da Legam­bi­ente e dal CNR-IIA, avvi­a­to in questi anni, è di rac­con­tare quan­to sta avve­nen­do nelle isole e sti­mo­lare con doc­u­men­ti e report peri­od­i­ci, appun­ta­men­ti pub­bli­ci, le poten­zial­ità e l’urgenza di un cam­bi­a­men­to pos­i­ti­vo e dif­fu­so che davvero può fare delle isole un lab­o­ra­to­rio di svilup­po sosteni­bile. Scopo del nos­tro lavoro è di far com­pren­dere come oggi sia pos­si­bile e nec­es­sario real­iz­zare un pro­fon­do e pos­i­ti­vo cam­bi­a­men­to ambi­en­tale in questi par­ti­co­lari ter­ri­tori.

«Le isole minori ital­iane si pos­sono infat­ti trasfor­mare da mod­el­li inef­fi­ci­en­ti dipen­den­ti dai flus­si di ener­gia e mate­ria dal­la ter­rafer­ma a un mod­el­lo inno­v­a­ti­vo nell’adozione di sis­te­mi sosteni­bili per l’approvvigionamento di ener­gia puli­ta e acqua, per la ges­tione dei rifiu­ti e per una mobil­ità a emis­sioni zero – dichiara Francesco Petrac­chi­ni del CNR-IIA –. Nelle isole pro­prio per il loro pecu­liare iso­la­men­to è pos­si­bile svilup­pare prog­et­ti di ricer­ca inno­v­a­tivi e mis­urare i ben­efi­ci del­la tran­sizione ver­so mod­el­li più sosteni­bili. Tale trasfor­mazione è anche di tipo non tec­no­logi­co; in quan­to deve fon­dar­si sul coin­vol­gi­men­to delle comu­nità locali (cit­ta­di­ni e mon­do impren­di­to­ri­ale) e sull’integrazione degli impianti rin­nov­abili nel pae­sag­gio isolano».

«Nelle isole minori ital­iane esistono tutte le con­dizioni per val­oriz­zare da un pun­to di vista ambi­en­tale, eco­nom­i­co e tur­is­ti­co questo stra­or­di­nario pat­ri­mo­nio – dichiara Edoar­do Zan­chi­ni, vicepres­i­dente di Legam­bente –. Oggi questi i ter­ri­tori sono tra i meno vir­tu­osi dal pun­to di vista del­la ges­tione delle risorse ambi­en­tali e anche per questo è nec­es­sario met­tere in moto un cam­bi­a­men­to che pun­ti su fonti rin­nov­abili e econo­mia cir­co­lare nei diver­si set­tori eco­nomi­ci, su un inno­v­a­ti­vo mod­el­lo di ges­tione dell’acqua e del­la mobil­ità. Occorre da subito un quadro chiaro di regole e di politiche, con una chiara prospet­ti­va al 2030, a par­tire dal­la creazione di una cab­i­na di regia pres­so il Min­is­tero dell’Ambiente. Intan­to esistono già alcune oppor­tu­nità impor­tan­ti da cui par­tire, alcune ferme a causa di ritar­di nei decreti di attuazione o di selezione dei prog­et­ti. Da queste risorse occorre ripar­tire e per questo chiedi­amo al Gov­er­no di accel­er­are in queste politiche e di met­ter­le al cen­tro del piano nazionale ener­gia e cli­ma».

 Con un decre­to del 2017, infat­ti, il Min­is­tero del­lo svilup­po eco­nom­i­co ave­va pre­vis­to una spin­ta alle fonti rin­nov­abili nelle isole minori; ad oggi però si è anco­ra in atte­sa che entri in vig­ore. Anche il Min­is­tero dell’Ambiente ha lan­ci­a­to un ban­do nel 2017 (15 mil­ioni di euro di finanzi­a­men­to) per favorire il miglio­ra­men­to dell’utilizzo di acqua, ener­gia e lo svilup­po di inter­ven­ti di resilien­za cli­mat­i­ca. Anche in questo caso, a dis­tan­za di qua­si due anni, si è anco­ra in atte­sa dell’avvio defin­i­ti­vo dei prog­et­ti selezionati. Una terza oppor­tu­nità è lega­ta al con­trib­u­to del­la tas­sa di sbar­co sulle isole minori, che può essere uti­liz­za­ta pro­prio per inter­ven­ti ambi­en­tali.

Per Legam­bi­ente e CNR-IIA gli obi­et­tivi che van­no ottenu­ti sulle isole minori nei prossi­mi anni sono chiari e con­creti. Il pri­mo è far crescere la pro­duzione di ener­gia da fonti rin­nov­abili e accom­pa­g­narla con inter­ven­ti di effi­cien­za ener­get­i­ca per ridurre e chi­ud­ere pro­gres­si­va­mente le cen­trali da fonti fos­sili esisten­ti. La cop­er­tu­ra dei fab­bisog­ni di ener­gia elet­tri­ca è garan­ti­ta anco­ra oggi da cen­trali ter­moelet­triche a gaso­lio, con soci­età che con­trol­lano sia la pro­duzione che la dis­tribuzione. Un sis­tema poco effi­ciente che arri­va a costare anche sei volte in più rispet­to a quel­lo nazionale. La situ­azione attuale vede il solare foto­voltaico come fonte rin­nov­abile più dif­fusa sulle isole, men­tre l’eolico, nonos­tante le con­dizioni favorevoli, è pre­sente soltan­to a Pan­tel­le­ria e Ven­totene. In ter­mi­ni asso­lu­ti Pan­tel­le­ria è l’isola cam­pi­ones­sa con le mag­giori instal­lazioni: 281,89 mq di solare ter­mi­co; 647,5 kW di solare foto­voltaico e 32 kW di eoli­co. A Ven­totene la cop­er­tu­ra mas­si­ma del fab­bisog­no elet­tri­co da fonti rin­nov­abili è del 5,11%, segui­ta da Usti­ca con il 4,46% (uniche due isole con quo­ta supe­ri­ore al 4%, men­tre nelle altre la media è infe­ri­ore al 2%).

Per quan­to riguar­da l’acqua, nelle isole ital­iane i prob­le­mi da affrontare riguardano la scar­sità delle risorse idriche pre­sen­ti e l’assenza o inadeguatez­za dei sis­te­mi di depu­razione delle acque reflue. In 12 isole su 20 si fa anco­ra total­mente o parzial­mente affi­da­men­to alle navi cis­ter­na per il riforn­i­men­to di acqua pota­bile e non. Nelle isole del­la Sicil­ia il 50% del­la for­ni­tu­ra di acqua avviene anco­ra con navi cis­ter­na. Soltan­to Capri si rifor­nisce intera­mente con un acque­dot­to sot­tomari­no, com­plice la poca dis­tan­za dal­la ter­rafer­ma.

Anche i ritar­di che riguardano la depu­razione sono evi­den­ti: dall’ultima indagine dell’Agenzia Euro­pea dell’Ambiente (2015) risul­ta che 15 isole minori su 20 (il 75%) non han­no alcun sis­tema di trat­ta­men­to delle acque reflue urbane. Nes­suna iso­la è con­forme a quan­to pre­scrit­to dal­la diret­ti­va euro­pea che indi­ca­va come data ulti­ma di adegua­men­to il 2005.

Occorre poi puntare alla chiusura del ciclo dei mate­ri­ali, pro­muoven­do rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta, recu­pero e riu­ti­liz­zo dei mate­ri­ali e la val­oriz­zazione del­la frazione organ­i­ca per la pro­duzione di com­post e biometano/biogas. Oggi la ques­tione dei rifiu­ti in molte isole ital­iane è un’autentica pri­or­ità ambi­en­tale. I numeri del­la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta sono bassi e l’unica soluzione adot­ta­ta è il trasfer­i­men­to dei rifiu­ti via nave anche se nell’insieme, la capac­ità di dif­feren­ziare i rifiu­ti è cresci­u­ta, tra il 2010 e il 2017, su qua­si tutte le isole. Due isole, Pan­tel­le­ria e Capri, super­a­no la media nazionale del 55%. Anacapri e Pan­tel­le­ria risul­tano le sin­gole ammin­is­trazioni comu­nali più vir­tu­ose, superan­do la soglia del 68%.

 Buone notizie ven­gono dalle isole ital­iane che han­no scel­to di diventare plas­tic free. Sono infat­ti dieci le ammin­is­trazioni che han­no scel­to di met­tere al ban­do i prodot­ti in plas­ti­ca usa e get­ta: Anacapri, Capri, Fav­i­g­nana, Lampe­dusa e Linosa, Lipari, Mal­fa, Pan­tel­le­ria, Trem­i­ti, Usti­ca, Ven­totene.

Infine, il tema del­la mobil­ità che pre­sen­ta una duplice crit­ic­ità: da un lato il col­lega­men­to con la ter­rafer­ma e dall’altro gli sposta­men­ti locali, con tut­ti i prob­le­mi di ges­tione dei pic­chi di tur­is­mo estivi. La sfi­da anche qui è nell’immaginare una pro­fon­da inno­vazione del­la mobil­ità, che da un lato pun­ti a dare un’alternativa al mez­zo pri­va­to attra­ver­so un trasporto pub­bli­co locale effi­ciente, dall’altro incen­tivi le forme a impat­to ambi­en­tale zero: veicoli elet­tri­ci, per­cor­si pedonali e cicla­bili sicuri.

 

 

Foto di Tom­ma­so Brignone